Devastazione a Pianura, dopo 18 anni Marco Nonno condannato
Condannato a cinque anni e quattro mesi. A distanza di 18 anni dai fatti, arriva la condanna in appello per Marco Nonno, esponente di spicco di Fdi a Napoli. Sono stati i giudici di secondo grado...
Condannato a cinque anni e quattro mesi. A distanza di 18 anni dai fatti, arriva la condanna in appello per Marco Nonno, esponente di spicco di Fdi a Napoli. Sono stati i giudici di secondo grado (presidente Francesco Valentini) ad accogliere le richieste della Procura generale: passa dunque l’accusa di devastazione, in relazione agli scontri che infiammarono Pianura nel lontano 2008, nel tentativo di impedire la riapertura della discarica di Pianura.
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Eravamo in piena emergenza rifiuti in Campania, si decise di riaprire una antica gola zeppa di veleni a Napoli Ovest, ci furono le barricate. Una notte - in via Sartania - vennero messi a segno raid e assalti anche contro le forze dell’ordine. Secondo la Dda di Napoli, all’epoca rappresentata dal pm Antonello Ardituro (oggi magistrato di spicco della Dna) si trattò di una devastazione.
Diversa l’interpretazione della difesa di Nonno, rappresentata dal penalista Sergio Cola, per la quale Nonno sarebbe stato scagionato da una serie di testimonianze autorevoli. Tra queste quelle di politici, esponenti delle istituzioni e finanche uomini delle forze dell’ordine: «Nonno si mosse solo per sedare gli animi. Leggeremo le motivazioni e fare ricorso per Cassazione».
Nel corso del processo si erano costituiti parte civile due municipalizzate del Comune di Napoli, vale a dire la Asia (che è rappresentata dal penalista Giuseppe Fusco) e Anm (rappresentata dal penalista Luigi Tuccillo), in relazione ai danni riscontrati ai cassonetti dei rifiuti e ai bus nel corso di incendi e tafferugli.