Stadio Maradona, primo sì da Roma. Nuovi fondi per il rilancio: «Euro 32, sfida possibile»
Il Mattino

Stadio Maradona, primo sì da Roma. Nuovi fondi per il rilancio: «Euro 32, sfida possibile»

Martedì 29 settembre 2026
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È arrivata la Pec tanto attesa a Palazzo San Giacomo, quella della Figc, e stando a quello che trapela Napoli sarebbe stata selezionata quale città ospitante di una o due gare di...

È arrivata la Pec tanto attesa a Palazzo San Giacomo, quella della Figc, e stando a quello che trapela Napoli sarebbe stata selezionata quale città ospitante di una o due gare di Euro 2032. Non significa che Napoli e il Maradona avranno gli Europei, ma che ha superato la prima scrematura tra le 13 candidature presentate. Vale a dire quelle di Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Lecce, Milano, appunto Napoli, Palermo, Roma, Salerno, Torino e Verona. Come è noto Euro 2032 è in condominio con la Turchia, le gare si disputeranno in 10 stadi, ma solo 5 saranno quelli che spettano all’Italia, l’altra metà è in quota Turchia.

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Nella sostanza non è sicuro che Napoli stia nei 5 però è un gran bel passo in avanti avere superato questo primo step è come essere in pole position nella Formula uno. Sul sito della Figc è ben spiegato come si arriverà alla  scelta delle 5 sedi: «Nel rispetto del termine perentorio dell’1 ottobre, la Figc trasmetterà entro il prossimo 30 settembre alla Uefa la documentazione relativa alle sedi ritenute idonee ai requisiti che compongono il “Bid Dossier”. A seguito della ricezione della documentazione, la Uefa svolgerà le necessarie verifiche di conformità dei dossier e successivamente la Federazione procederà alla scelta delle cinque sedi ospitanti». I dossier che la Figc invierà alla Uefa saranno più di 5 oltre Napoli ci sarà Roma, che eri ha dato il via libera alla costruzione del nuovo stadio fermo restando che c’è sempre l’Olimpico. Sicuramente Torino, poi Milano c’è da capire se sarà il Meazza o il nuovo impianto che Inter e Milan vorrebbero costruire. E ci sono altre grandi piazze come Bari, Palermo, Bologna e Firenze.

Lo scatto 

Che la situazione della candidatura stava prendendo una piega positiva lo si è capito dai sorrisi che si sono visti a Palazzo San Giacomo, in primis quello dell’assessore Edoardo Cosenza che ha elaborato insieme alla sua squadra il progetto del rifacimento del Maradona. La Pec è arrivata il 25 e non per caso: è lo stesso giorno, ed è la seconda notizia di giornata, in cui il Comune ha approvato la delibera del Pfte - Piano fattibilità tecnico economico - dei lavori che valgono 203 milioni. Di cui 150 arrivano dalla Regione guidata da Roberto Fico a valere sui Fondi coesione 2021-2027. Il Comune ha versato già 3 milioni per la progettazione.

E gli altri 50? «L’Amministrazione - si legge nel documento - a fronte della candidatura di Napoli a città ospitante del Campionato Europeo di calcio e della realizzazione dell’annunciato impegno finanziario della Regione, ritiene opportuno destinare risorse al completamento degli interventi di riqualificazione dello Stadio Diego Armando Maradona, nel rispetto degli strumenti di programmazione dell’Ente e della normativa vigente, pari a 50 milioni, come da comunicazione del Sindaco al Presidente della Figc». Di quali strumenti si tratta? È tutto scritto nella delibera: «L’Amministrazione intende perfezionare il ricorso a linee di credito dedicate, mediante il ricorso all’attivazione di appositi mutui flessibili; tali strumenti finanziari saranno contratti, beneficiando delle condizioni agevolate destinate all’impiantisca sportiva pubblica e alla valorizzazione del patrimonio locale».

E ancora: «L’utilizzo di tali linee di credito potrà essere integrato da fondi propri del Comune, in particolare alla ridestinazione di eventuali fondi, provenienti da residui o da risparmi di mutui precedentemente accesi e non ancora estinti ed iscritti a bilancio». Palazzo San Giacomo precisa: «La combinazione tra i fondi propri iscritti a bilancio e le risorse derivanti dall’accensione dei mutui, unitamente alle risorse che la Regione Campania stanzierà in favore del Comune di Napoli per l’opera, assicureranno la necessaria copertura finanziaria del quadro economico dell’intervento, rispettando pienamente i cronoprogrammi richiesti dalle massime autorità calcistiche, per l omologazione della struttura in vista delle prossime competizioni internazionali». Il via libera del Comune al Pfte, e naturalmente i soldi della Regione hanno fatto scattare Napoli in avanti nella corsa a Euro 2032. Nella delibera viene precisato anche il termine dei lavori: «Il cronoprogramma approvato in sede di Pfte individua nel 2030 la conclusione dei lavori».

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