Dai quaderni al diario, solidarietà tra i banchi a Napoli: «Nessuno resta senza»
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Una bimba di colore mostra sorridente – in un’immagine (che non pubblicheremo per ovvi motivi) scattata nella sua casa – i doni ricevuti per la scuola: uno zainetto rosa, un astuccio con pastelli e pennarelli e un blocco di quadernoni a righe e a quadretti. Per molti potrebbero sembrare cose banali. Ma per qualcuno sono fondamentali, specie se le famiglie non hanno la possibilità di acquistarli per i loro figli. Succede allora che la macchina della solidarietà scolastica si metta in moto e il sorriso torni anche sul volto dei minori meno abbienti.
È così che una delle menti di questa lodevole iniziativa, Anna Di Biase, ha reso felici bambini e ragazzi di tanti quartieri difficili di Napoli, dal centro come la Sanità e i Miracoli alle periferie come Scampia e Ponticelli.
La solidarietà
Sui suoi canali social le immagini parlano chiaro, senza bisogno di commenti né didascalie. Buste piene di tutto il necessario che serve ai bambini per andare a scuola. Pastelli, penne, quaderni, ma anche zaini, righelli, gomme e matite di cui in queste settimane hanno beneficiato tanti ragazzini che vivono, loro malgrado, in condizioni economico-sociali difficili. Così Anna Di Biase, che gestisce un gruppo WhatsApp composto da circa 500 contatti, è scesa ancora una volta in campo per aiutare chi vive in situazioni di disagio: «L’ho chiamato Società per amore e ne fanno parte finora persone di tutta Italia – spiega – ma non facciamo soltanto questo. Organizziamo raccolte non solo per la scuola, ma anche per la spesa dei nuclei familiari più fragili, per gli utenti delle mense, per i bimbi che sono ricoverati negli ospedali. Soprattutto non chiediamo mai denaro. Tutto avviene nella massima trasparenza, perché se certi gesti si fanno, si devono fare col cuore. Spesso – aggiunge – dicono che noi gente del sud non ci adoperiamo per il prossimo, ma credo che queste iniziative dimostrino esattamente il contrario».
Ma la vera sfida per Anna è mettere in contatto e quindi in rete i volontari dei diversi territori: «In questo periodo mi scrivono in tanti per chiedermi tutto l’occorrente per la scuola – afferma –. Abbiamo già messo in moto la nostra macchina organizzativa per i piccoli della materna, poi delle medie inferiori. E la cosa bella è che del nostro “esercito” fanno parte medici, magistrati, liberi professionisti che compongono una grande rete di solidarietà umana, pronti a scendere in campo quando qualcuno ne ha bisogno».
Le donazioni
Nella periferia orientale sono tanti i bambini che hanno ricevuto in dono quaderni, penne, pennarelli, ma anche giocattoli e zainetti. Grazie all’intervento di un benefattore, che preferisce rimanere anonimo, come spiega Barbara Di Domenico, dell’associazione Maestri di strada onlus, una delle realtà associative storiche della zona est: «Eravamo in pieno luglio – spiega – quando ci ha scritto un signore che stava chiudendo la sua cartoleria e ci ha espresso il desiderio di donare tutta la merce che gli era rimasta, dicendo che avrebbe potuto essere utile per i tanti bambini che noi seguiamo. È arrivato poco dopo con un’auto piena di pastelli, quadernoni, giocattoli e finanche calendari dell’Avvento. Mentre abbiamo fornito di pennarelli e quaderni i ragazzi che sono iscritti alle superiori. Noi operiamo a Ponticelli, dove vivono minori che hanno grosse difficoltà economiche. Infine quell’imprenditore ci ha donato molti giocattoli, che abbiamo voluto destinare a una casa famiglia e ai piccoli pazienti del Santobono».
Non è da meno il cuore grande delle associazioni che operano al centro storico di Napoli, come AssoGioCa, che accoglie e segue ogni giorno i minori a rischio di piazza Mercato, Forcella e Montesanto. «Ci vengono segnalati tramite le scuole – dice Gianfranco Wurzburger, presidente dell’associazione che da anni è impegnata a sostegno delle famiglie più disagiate del territorio e dei loro figli – e noi li intercettiamo donando loro dei kit con zainetto, quaderni, penne e pennarelli. Se necessario inoltre interveniamo con un supporto di libri. Molti non possono permettersi neanche quelli e per consentire loro di studiare glieli procuriamo».