Verso le Comunali a Benevento, Boccalone: «Mastella lascia dissesto e cittadini tartassati»
Il Mattino

Verso le Comunali a Benevento, Boccalone: «Mastella lascia dissesto e cittadini tartassati»

Martedì 29 settembre 2026
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«Il lascito dell?amministrazione Mastella? Cittadini tartassati e città ipotecata». A dichiararlo è Nicola Boccalone, presidente dell?associazione Benevento...

«Il lascito dell’amministrazione Mastella? Cittadini tartassati e città ipotecata». A dichiararlo è Nicola Boccalone, presidente dell’associazione Benevento Domani, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta ieri nell’atrio di Palazzo Paolo V.

«I cittadini – spiega meglio Boccalone – sono stati tartassati da una conduzione della macchina amministrative che nel corso degli anni ha prodotto false aspettative. Dal 2017, da quando è stato dichiarato il dissesto, la tariffazione è al massimo. Di contro, i conti non sono ancora in ordine come invece è stato dichiarato ultimamente». Benevento Domani ha cominciato la propria disamina dal principio, dalla dichiarazione di dissesto del 2017. «Dal 2017 – illustra Antonello Intorcia - i cittadini di Benevento, per via del dissesto, hanno avuto le tariffe al massimo. I 2/3 delle entrate dipendono dai tributi ma secondo il rendiconto 2025 abbiamo comunque uno squilibrio perché le entrate non riescono a coprire le spese».

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Per sostenere il ragionamento, Boccalone ha messo sotto la lente di ingrandimento tre servizi: il ciclo dell’acqua, la mensa e la sosta a pagamento (strisce blu). «Il ciclo dell’acqua – specifica Boccalone – è stato affidato ad una società mista pubblico-privato per 25 anni, la mensa scolastica per 5 anni, la sosta per 15 anni. Ecco perché la città ipotecata. Ora, sulla costituzione di Sannio Acque pesa il parere parzialmente negativo della Corte dei Conti. E neppure l’Alto Calore, che rappresenta una ventina di Comuni, pare tanto propenso all’adesione. Passiamo alla mensa. Se i conti sono stati risanati, come mai alle famiglie viene chiesto di coprire il 60% del costo del servizio? Oltre al fatto che vengono garantiti 1.000 pasti al giorno contro una richiesta di 1.705».

«E poi – prosegue Boccalone – le strisce blu. Il servizio è stato affidato ad una società esterna. Su una stima di circa 30 milioni di euro di entrate, il Comune incasserà solo 110mila euro l’anno. Ma qual è stata la ratio dell’affidamento? Non poteva restare in house in modo che le entrate restassero nelle casse comunali? Si sarebbe potuto gestire il servizio con una società mista (pubblico e privato) e magari offrire tariffe più basse e posteggi liberi nei fine settimana». «Infine, va tenuto conto – conclude il presidente di Benevento Domani – delle opere del Pnrr non completate (scuole Sala-Torre, Lucarelli e Malies), se il finanziamento, di circa 39 milioni di euro complessivo, dovesse essere revocato il conto passerebbe al Comune. Ci sono poi i debiti fuori dal Piano di rientro: di 65 milioni, 31,8 sono ancora da riscuotere. Per concludere, secondo noi, i conti non sono stati messi in ordine».

Civico22

Intanto, nelle scorse ore, Civico22 ha avviato il confronto per le prossime elezioni amministrative con l’obiettivo di presentare una lista elettorale nella competizione. «E’ stata una riunione molto affollata – ha dichiarato Angelo Moretti – alla quale hanno partecipato circa 50 persone, quasi tutti nuovi iscritti di Civico22. Abbiamo cominciato a ragionare sulle candidature che comporranno la nostra lista e per le quali schiereremo principalmente persone che vengono dal mondo dell’impegno civile, professionale, sociale e ambientale. Adesso continueremo con gli incontri e contestualmente terremo aperta la nostra segreteria per stimolare e accogliere ulteriori disponibilità alla candidatura. Se all’interno di questa lista sarò candidato? Sicuramente ci sarà il mio nome, ma vediamo anche come andrà con la coalizione, stiamo decidendo tutto insieme a loro. A chi faccio riferimento quando parlo di coalizione? Civico22 è in dialogo con il centrosinistra, ovviamente con quello che non si riconosce nel campo largo con Mastella dentro, ma in discontinuità con il mastellismo».

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