Indagine sulla Napoli-Bari: mazzette nei panettoni, orologi e viaggi di lusso per i subappalti della Tav
La farcitura dei panettoni, omaggiati all?interno di eleganti box natalizi, erano tangenti a quattro zeri in tagli da cinquanta euro. C?erano poi gli esclusivi tour in gommone, con...
La farcitura dei panettoni, omaggiati all’interno di eleganti box natalizi, erano tangenti a quattro zeri in tagli da cinquanta euro. C’erano poi gli esclusivi tour in gommone, con tanto di skipper, a Capri e Ischia, i soggiorni in hotel di lusso e la disponibilità di una Porsche per le vacanze di famiglia. Immancabili, infine, gli orologi di pregio. È un colossale vortice corruttivo, quello che sembra inghiottire la gestione dei subappalti per la realizzazione della Tav Napoli-Bari. Un’opera strategica per il futuro del Mezzogiorno ma che, a leggere le parole del gip Federica Girardi, si è tramutata in una «saldatura degli interessi e delle attività illecite di spregiudicati imprenditori, pubblici ufficiali e incaricati di pubblico servizio prezzolati».
APPROFONDIMENTI | Le intercettazioniSalvaSalvata Inchiesta Tav Napoli-Bari, in 10 ai domiciliariSalvaSalvata Frattamaggiore, sequestrata officina meccanica abusiva e due veicoli carichi di rifiutiSalvaSalvata SSC Bari, la procura rinuncia alla domanda di liquidazione giudiziale: chiesta l'estinzione del procedimentoSalvaSalvata
Passando al setaccio atti e cantieri di un intervento dal valore di 5,8 miliardi di euro, in gran parte finanziati con i fondi europei del Pnrr, la Procura di Napoli e la Guardia di Finanza hanno acceso un faro su un’ombra oscura, arrivando al primo snodo investigativo: venti misure cautelari a fronte di quarantanove indagati. Pesante l’elenco delle accuse: corruzione, intermediazione illecita, caporalato ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.
Sanità, estorsioni e droga l’ex boss pentito rivela: «Così funzionano gli affari»
Le indagini
L’indagine ha scandagliato soprattutto i cantieri delle tratte Napoli-Cancello, Apice-Hirpinia e Frasso Telesino-Telese-San Lorenzo–Vitulano, nelle province di Napoli, Avellino e Benevento. La realizzazione dell’opera è articolata in lotti con Rete Ferroviaria Italiana quale stazione appaltante e Italferr impegnata nella direzione e supervisione.
L’inchiesta del pm Henry John Woodcock e del Nucleo di Polizia economico-finanziaria guidato dal comandante Paolo Consiglio si è concentrata però sui grandi consorzi esecutori (Nacav, Hirpinia Av e Telese) e sulle imprese subappaltatrici, tra cui la Areco Srl e la Gentile Ambiente Spa. Tranchant il commento del procuratore Nicola Gratteri: «Il sistema normativo non funziona. Il subappalto è l’anello debole della catena. Le mafie o i faccendieri sono presenti dove c’è da gestire denaro e potere». Dopo gli interrogatori preventivi tenuti a metà settembre, sono finiti agli arresti domiciliari l’imprenditore Dante Salzillo, legale rappresentante e socio di Areco Campania; Raffaele Salzillo di Areco, società a lui riconducibile insieme al fratello Dante; Angelo Salzillo, socio di Areco; Alessio De Luca, direttore del cantiere di Afragola di Nacav, consorzio impegnato nella realizzazione dei lavori, in particolare per la tratta Napoli-Cancello; Alessandro Stabile, direttore di cantiere Webuild/Hirpinia AV — Basilicata; Gianfranco Fontana, responsabile/capo cantiere Nacav — Abruzzo; Alberto Sannino, socio e amministratore di fatto di Sannino Petroli srl; Domenico Di Lillo, intermediario nell’operazione per il trasferimento in Egitto di circa 300mila euro; Ali Salah Ali Abdelati, dipendente di Areco e intermediario della manodopera; Aristodemo Busillo, legale rappresentante di Hirpinia AV (in precedenza di Nacav). L’obbligo di dimora è scattato per Maurizio Di Prima, dipendente Nacav; Salvatore Francesco Caruso, legale rappresentante Nacav; Antonio Donadio, procurement manager Webuild/Hirpinia AV; Giandomenico Colella, collaboratore di Dante Salzillo; Maurizio Ferroni, direttore tecnico e project manager Ghella S.p.A./Consorzio Telese. Obbligo di dimora e sospensione per un anno per Vincenzo Moriello, dipendente Seli Overseas (già legale rappresentante di Nacav); Costantino Guidubaldi, addetto all’ufficio acquisti Tunnelpro S.p.A./Consorzio Telese. Sospensione per un anno, infine, per Piero Centonze, dipendente Nacav; Alessandro Cupellini, dipendente Nacav e Francesco Cosentino, dipendente Hirpinia AV.
Cene e auto per i subappalti: «Faro sui cantieri della Tav»
Tangenti e veleni
Nelle carte emerge la spregiudicatezza con cui l’Areco spuntava corsie preferenziali nei pagamenti, soffiate sulle offerte concorrenti e la possibilità di «contabilizzare lavori mai effettuati e ottenere pagamenti maggiorati rispetto al dovuto». Per ammorbidire i controlli, i Salzillo garantivano regalie continue: dai bonifici per le case in montagna fino a un Cartier da 7.900 euro. Al telefono, del resto, non usavano mezzi termini: «Alessio è un mangione di soldi... va cercando solo i soldi». E ancora: «Dagli cinque... sei... così lo fai stare zitto». Dai carotaggi in Irpinia è emersa inoltre una frode con calcestruzzo depotenziato fornito dal Gruppo Marinelli, mentre a Grottaminarda la Gentile Ambiente declassava i detriti con amianto per smaltirli come rifiuti ordinari, dunque non pericolosi: «Smaltisci tutto e vai avanti», l’ordine in cantiere. La pagina più cupa riguarda però il disumano caporalato orchestrato da Ali Salah Ali Abdelati: 34 operai egiziani, spesso clandestini, costretti a turni fino a 20 ore al giorno nelle gallerie e ammassati in sistemazioni di fortuna. Lavoratori «trattati come carcerati», su cui l’intermediario accumulava fino a mezzo milione l’anno. L’inchiesta sfiora infine il comparto nautico, tra le gite in yacht omaggiate ai funzionari e il capitolo fiscale che vede indagato Antonio Amato, amministratore della Nauticamato e presidente dei Giovani Imprenditori dell’Unione Industriali di Napoli, per un presunto giro di fatture false legate alla vendita dell’imbarcazione “Italiamarine 38”. Un’ipotesi che lo stesso Amato ha però respinto con fermezza. L’Alta velocità corre verso il futuro, facendo ancora i conti con i veleni del presente.