Festa pop, torta e amarcord: «Berlusconi leader per sempre»
Un ricordo pop. E come poteva essere sennò il 90esimo compleanno di Silvio Berlusconi a Napoli? Già. Se è più raccolto quello organizzato, sempre ieri sera, dalla...
Un ricordo pop. E come poteva essere sennò il 90esimo compleanno di Silvio Berlusconi a Napoli? Già. Se è più raccolto quello organizzato, sempre ieri sera, dalla famiglia in Sardegna, a Villa La Certosa, è spumeggiante quello all’ombra del Vesuvio. Tra fan venuti da ogni dove passando per politici, dirigenti e moltissimi volti Mediaset. E tutti hanno un aneddoto, un racconto, per ricordare il fondatore di Forza Italia. «Ci sono i gollisti in Francia, i thatcheriani in Inghilterra e qui i berlusconiani», sintetizza il senatore azzurro Maurizio Gasparri quando arriva alla mostra d’Oltremare. Qui al teatro Mediterraneo dove è tutto un susseguirsi di cartonati ad altezza naturale del Cavaliere (dove tutti fanno la fila per scattarsi un selfie) e foto con i grandi della Terra (tra gli altri, Vladimir Putin e George W. Bush, Barack Obama, Angela Merkel Nicolas Sarkozy) e quelle accanto ai giocatori del Milan, ovviamente. Per tutti i militanti il coordinatore regionale del partito Fulvio Martusciello, che, ricordiamolo, ha una enorme e sincera venerazione per il Cav (ma chi è che non ce l’ha qui?) ha organizzato tutto alla perfezione. A cominciare da una serie di gadget d’ordinanza: t-shirt e fazzoletti di stoffa con lo slogan del fondatore di Forza Italia «Siete sempre dei poveri comunisti». E proprio il fazzoletto è la scena fissata sulla maxi torta: quando Silvio Berlusconi, ospite di Michele Santoro, pulì con il suo fazzoletto la sedia occupata da Marco Travaglio dopo un acceso scontro verbale. Diciamolo: comunicazione politica ai massimi livelli.
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«Silvio fu innovatore del suo tempo, ma ancora oggi le giovani generazioni lo ricordano sui social, e in questo sta la sua modernità: Berlusconi riesce in qualche modo a essere un innovatore anche di un tempo che non vive fisicamente, ma che vive politicamente: c’è un movimento ispirato alla sua opera, che porta orgogliosamente il suo nome nel simbolo», aggiunge sempre Gasparri quasi risentito quando un cronista chiede se si toglierà il nome di Berlusconi dal simbolo di Fi: «Mai». Nel frattempo inizia ad arrivare gente. Giovani e meno giovani e tutti elegantissimi nonostante sia metà pomeriggio: blazer e doppiopetto per gli uomini e molti lustrini tra le donne. Non si parla di politica spicciola oggi, si festeggia.
«Comunali a Napoli? Oggi non è la giornata...», chiude subito Gasparri.
Il ricordo
«Siamo qui per un evento che non ha assolutamente un sapore melanconico, perché Silvio Berlusconi è un leader attuale e proiettato nel futuro. Le sue frasi e i suoi interventi - sottolinea Martusciello - rimbalzano continuamente ogni giorno sui social, a dimostrazione che il suo messaggio è ancora attuale. È la ragione per la quale ci ritroviamo qui a celebrare il suo novantesimo compleanno». Nel frattempo entra Marilù Faraone Mennella, raggiunta poi dal marito Antonio D’Amato. Ad aprire un video con i momenti più iconici del Cav: dalla firma del contratto con gli italiani, nel 2001, nello studio di Porta a Porta, all’immagine del predellino, nel 2007 a Milano. Con le note di «Happy Birthday, mr. president», interpretata da Marilyn Monroe. Insomma, è proprio un compleanno. Sono decine gli interventi (impossibile elencarli tutti) e ognuno degli ospiti, chi in presenza, chi in video collegamento, ne ha di ogni. «Una volta quando mi dissero di cambiare squadra di calcio e di diventare tifoso del Milan, lui mi rispose: “No, non cambiare mai, perché chi tradisce una volta tradisce sempre”», ricorda il vicepremier Antonio Tajani. Poi aggiunge: «Se fosse qui stasera, si metterebbe a cantare qualche canzone napoletana». «Ci manca. Manca a tutti, anche agli avversari», ricorda Iva Zanicchi. «La sua capacità, la sua empatia, il modo in cui riusciva a immedesimarsi nella persona che aveva di fronte erano qualità davvero fuori dal comune», spiega il sottosegretario Tullio Ferrante. «Ha creduto in questa città nel suo momento di maggiore difficoltà», ricorda il direttore de Il Mattino Vincenzo Di Vincenzo riferendosi al G7 del 1994. E la serata vira così verso uno struggente amarcord mentre a margine una militante che viene da Pozzuoli quasi sospira: «Lui avrebbe già risolto l’emergenza sisma...». Nel frattempo ieri sera ad Olbia, su due voli privati, arrivano gli amici più stretti del Cavaliere e la sua famiglia. Ci sono Marina, Piersilvio, Barbara, Eleonora e Luigi con i rispettivi figli, l’ultima compagna, Marta Fascina, ed i manager di una vita come Gianni Letta, Fedele Confalonieri, Marcello Dell’Utri ed Adriano Galliani.
A Napoli, intanto, si chiude con una grande cena da Ciro a Mergellina: uno dei luoghi di Napoli preferiti, ça va sans dire, dal Cavaliere.