Inflazione, a settembre nuova impennata: +4,2%. La spinta dai costi di energia e carburanti (+22%)
Il Mattino

Inflazione, a settembre nuova impennata: +4,2%. La spinta dai costi di energia e carburanti (+22%)

Mercoledì 30 settembre 2026
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L’inflazione torna a correre con forza a settembre. Secondo le stime preliminari dell’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, aumenta dello 0,7% su base mensile e del 4,2% su base annua, accelerando nettamente rispetto al +3,3% registrato ad agosto.

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Il dato racconta soprattutto una cosa: è l’energia a riaccendere la pressione sui prezzi. Nel giro di un mese la crescita dei prezzi dei beni energetici passa infatti dal +17,1% al +22,3%. È questa la componente che imprime la maggiore spinta all’inflazione generale.

L'inflazione al 4,2% registrata a settembre in base alla stima preliminare dell'Istat è il dato più alto da tre anni. Per trovare una variazione tendenziale superiore, fa sapere l'Istituto sulla base delle serie storiche, bisogna infatti risalire a settembre 2023, quando l'inflazione ha toccato il 5,3%. 

Energia, la nuova fiammata

La risalita dei prezzi dell’energia arriva dopo che già nei mesi estivi l’Istat aveva segnalato un contributo crescente degli energetici all’inflazione. A giugno, per esempio, l’Istituto aveva registrato un’accelerazione sia degli energetici regolamentati sia di quelli non regolamentati; a luglio la dinamica degli energetici regolamentati era arrivata a +14,9% su base annua.

Ad agosto il quadro si era ulteriormente appesantito: l’inflazione era salita al 3,3%, dal 2,9% di luglio, con i prezzi dell’energia tra i principali fattori alla base dell'accelerazione.

A settembre il passo cambia ancora. Il salto al 4,2% significa che il ritmo di aumento dei prezzi torna su livelli molto più elevati e che il problema energetico si trasmette nuovamente all’intero indice dei prezzi.

Cosa significa per le famiglie

Per le famiglie l'effetto non si limita alla voce della bolletta. Quando aumenta il costo dell’energia, infatti, la pressione può propagarsi anche ad altri beni e servizi: dai trasporti alle attività produttive, fino ai prezzi dei prodotti che incorporano maggiori costi di elettricità, gas e carburanti.

È quindi particolarmente significativo il confronto tra l'inflazione complessiva e quella depurata dalle componenti più volatili. Nei mesi precedenti l'Istat aveva rilevato una dinamica molto più contenuta dell'inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi: a giugno era all'1,6%, mentre a luglio era rimasta stabile allo stesso livello.

Il dato di settembre mostra dunque una differenza importante: la fiammata dell'inflazione è concentrata soprattutto sull'energia, mentre la componente di fondo offre un'indicazione diversa sull'andamento sottostante dei prezzi.

Prezzi in aumento dello 0,7% in un solo mese

Oltre al dato annuale, pesa anche quello mensile. A settembre il Nic cresce infatti dello 0,7% rispetto ad agosto. Significa che, in media, il livello dei prezzi registrato dall'Istat è aumentato sensibilmente anche nell'arco di appena un mese. Il passaggio dal +3,3% di agosto al +4,2% di settembre rappresenta così un'accelerazione di 0,9 punti percentuali in termini tendenziali.

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