Bonus giovani e voucher salute: il capitolo Sud va oltre la Zes, investimenti delle imprese e occupazione stabile
Il Mattino

Bonus giovani e voucher salute: il capitolo Sud va oltre la Zes, investimenti delle imprese e occupazione stabile

Venerdì 30 ottobre 2026
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Investimenti delle imprese e occupazione stabile. Sono i due pilastri del "capitolo Mezzogiorno" della manovra 2027, che punta sul credito d?imposta per la Zes unica e sulla...

Investimenti delle imprese e occupazione stabile. Sono i due pilastri del "capitolo Mezzogiorno" della manovra 2027, che punta sul credito d’imposta per la Zes unica e sulla proroga degli sgravi per le assunzioni. A completare il quadro concorrono strumenti già finanziati, come i contratti di sviluppo, e interventi nazionali che possono sostenere le famiglie meridionali, come il buono sanitario per gli anziani.

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LE CIFRE

La misura territoriale più chiaramente quantificata resta il credito d’imposta per gli investimenti nella Zona economica speciale unica. Il Governo indica una dotazione di 2,4 miliardi di euro nel 2027 e di 1,25 miliardi nel 2028. L’obiettivo è accompagnare gli investimenti produttivi delle imprese, riducendone il costo e rafforzando l’attrattività dei territori meridionali. Le cifre annunciate rappresentano le risorse destinate allo strumento: non possono essere considerate automaticamente tutte aggiuntive rispetto ai finanziamenti precedenti. La continuità dell’incentivo può offrire alle aziende un orizzonte più ampio per programmare gli acquisti e realizzare i progetti.

Sul fronte del lavoro, la manovra prevede la proroga fino al 31 dicembre 2027 degli esoneri contributivi per le assunzioni a tempo indeterminato di giovani, donne e lavoratori nelle Zes. Accanto agli sgravi viene annunciato un rafforzamento della deduzione del costo delle nuove assunzioni: la maggiorazione sale all’80% per le lavoratrici madri e al 40% per i giovani sotto i 35 anni. È un’agevolazione fiscale distinta dalla riduzione dei contributi previdenziali. Per il Mezzogiorno il collegamento fra investimenti e occupazione è centrale: sostenere l’ampliamento delle attività produttive e favorire l’ingresso stabile nel mercato del lavoro sono obiettivi complementari. Alla possibilità di trovare un lavoro dipendente si affianca quella di avviare un’attività. Su questo fronte opera «Resto al Sud 2.0», incentivo già attivo e gestito da Invitalia, che non nasce con la manovra 2027. Finanziato dal Programma nazionale Giovani, donne e lavoro, dispone di 356,4 milioni di euro e riguarda Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Si rivolge ai giovani dai 18 anni ai 35 non ancora compiuti in condizioni di inattività, inoccupazione o disoccupazione, compresi i destinatari del programma Gol, e ai lavoratori con redditi particolarmente bassi. Prevede voucher a fondo perduto fino a 40mila euro, elevabili a 50mila alle condizioni previste, oppure contributi del 75% per investimenti fino a 120mila euro e del 70% per programmi superiori a 120mila e fino a 200mila euro. Sostiene nuove iniziative imprenditoriali, professionali e di lavoro autonomo, con esclusione di agricoltura, pesca e acquacoltura. Nel quadro degli strumenti per il Sud rientra anche la Decontribuzione Sud per le piccole e medie imprese, già programmata per il 2027. La disciplina prevede un esonero del 20% dei contributi previdenziali, entro un massimo di 125 euro mensili per dodici mensilità, secondo le condizioni stabilite dalla normativa. Non si tratta di risorse aggiuntive ma di misure già finanziate. Stesso copione per i contratti di sviluppo, utilizzati per sostenere grandi programmi di investimento. La precedente manovra ha previsto 250 milioni nel 2027, 50 milioni nel 2028 e altri 250 milioni nel 2029.

IL VOUCHER SANITARIO

Fra gli interventi nazionali assume rilievo anche il buono sanitario da 300 euro per le persone con più di 75 anni e una pensione fino a 28mila euro annui, destinato a spese non coperte dal Servizio sanitario nazionale. Nel Mezzogiorno può alleggerire una difficoltà concreta. Secondo il Rapporto annuale Istat 2025, nel 2024 il 10,3% dei residenti ha rinunciato a prestazioni sanitarie, contro il 9,2% del Nord. Le difficoltà economiche e le liste d’attesa hanno inciso ciascuna sul 6,3% della popolazione meridionale. Dati riferiti a tutti i residenti, che descrivono il contesto in cui il contributo dovrà operare. Il sostegno economico potrà aiutare le famiglie; la sua efficacia dipenderà anche dalla disponibilità di servizi accessibili sul territorio.

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