Sgarbi è «in condizioni critiche ma stabili»: la nota serale del Policlinico Gemelli
Il Mattino

Sgarbi è «in condizioni critiche ma stabili»: la nota serale del Policlinico Gemelli

Giovedì 1 ottobre 2026
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Vittorio Sgarbi è ricoverato presso la Terapia intensiva del Policlinico Universitario A. Gemelli dalla giornata di ieri (30 settembre) per una «insufficienza respiratoria». Le...

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Vittorio Sgarbi è ricoverato presso la Terapia intensiva del Policlinico Universitario A. Gemelli dalla giornata di ieri (30 settembre) per una «insufficienza respiratoria». Le sue condizioni «pur critiche sono attualmente stabili». Lo comunica lo stesso Policlinico in una nota. 

Le apparizioni

 

APPROFONDIMENTI
L'ultima apparizione dieci giorni faSalvaSalvata
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Vittorio Sgarbi ricoverato al Gemelli in terapia intensivaSalvaSalvata

Dopo il lungo periodo segnato dalla depressione e dal ricovero nella primavera del 2025, Sgarbi aveva gradualmente ripreso le apparizioni pubbliche.

A maggio era salito sul palco della Festa del Corriere a Ferrara, mentre tra giugno e luglio ha partecipato ad alcuni appuntamenti della Milanesiana, tra Bergamo e Ascoli Piceno, dialogando anche con Paolo Del Debbio e Stefano Papetti. Presenze centellinate, molto diverse dalle continue apparizioni televisive e pubbliche che avevano caratterizzato gran parte della sua carriera. 

Cosa aveva raccontato

 

Lo stesso Sgarbi aveva raccontato a luglio aveva confessato al Quotidiano Nazionale: «Sono dispettoso. Una volta me ne compiacevo mentre oggi lo sono involontariamente. Mi impunto senza ragione, credo che sia per via della stanchezza. Prima avevo la forza di smuovere le montagne, oggi mi accontento di ammirarle». Con una metafora aveva descritto anche il cambiamento avvenuto dentro di lui: «Forse Dio c’è sempre stato ma lo tenevo per me. Come certe parti segrete che cercavo di soffocare e adesso sono dolorosamente venute a galla. Oggi alle chiese e ai musei preferisco gli orizzonti e la giostra delle stagioni. Ma chi mi conosce bene, e anche allora sapeva vedere oltre il personaggio, sa che è sempre stato così». E ancora: «Io continuo a raccontare l’arte ma oggi è diverso. Passo le giornate senza frenesia, senza paura del ritmo lento. Ho attraversato una lunghissima notte, ne sto uscendo».

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