America's Cup, Luna Rossa al Festival dello Sport: «A Napoli supporto incredibile»
Una Sala Filarmonica gremita in ogni ordine di posto a Trento ha accolto l'equipaggio di Luna Rossa per l'incontro ?Sognando l'America's Cup?, uno degli appuntamenti...
Una Sala Filarmonica gremita in ogni ordine di posto a Trento ha accolto l'equipaggio di Luna Rossa per l'incontro “Sognando l'America's Cup”, uno degli appuntamenti centrali del Festival dello Sport 2026.
Sul palco i timonieri Ruggero Tita e Marco Gradoni, il coach Josh Junior ed i trimmer Gianluigi Ugolini e Maria Giubilei, che hanno raccontato il dietro le quinte della preparazione e il profondo legame con i tifosi.
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«Sulle imbarcazioni si vede solo la parte finale, ma dietro c'è un lavoro di progettazione e costruzione lungo anni», ha spiegato Tita, sottolineando il divario tra la sfida olimpica e quella della Coppa America: «Ai Giochi si regata su barche “one design” in cui ad emergere è la bravura dell'atleta, mentre la Coppa è una competizione tecnologica spinta al massimo». La complessità della guida richiede un affinamento continuo, come confermato da Gradoni: «È la Formula 1 del mare, richiede massimo impegno mentale, coordinazione ma soprattutto lavoro di squadra». Un ruolo decisivo è svolto dal simulatore per garantire la continuità dell'allenamento quando non è possibile uscire in mare, in un contesto in cui, come ribadito da Maria Giubilei, «non tutto è sotto controllo, dipendiamo sempre da vento e mare».
Accostato da molti a campioni del calibro di Jannik Sinner e Kimi Antonelli, il giovane classe 2004 Marco Gradoni si è detto felice del paragone: «Un onore anche solo essere accostato a loro; la vela è uno sport meno conosciuto, ma il nostro obiettivo resta vincere anche per avvicinare a questa disciplina sempre più persone».
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Spazio infine al calore del pubblico, un'energia, quella dei tifosi, esplosa di recente nell'abbraccio di Napoli: «Il supporto è stato incredibile, le persone ci fermavano per strada. Quel “grazie” è ciò che ci porteremo dietro più di tutto», ha spiegato l'equipaggio presente a Trento. Forti dei successi conquistati nelle regate preliminari, i velisti del team guardano ora con entusiasmo al prossimo anno, quando torneranno in acqua per la fase decisiva della competizione. Un impegno a cui l'equipaggio si avvicina con grande consapevolezza: «Giocare l'America's Cup a casa propria può essere un vantaggio, in quanto siamo il team che ha navigato di più nelle acque di Napoli - ha chiosato Tita con una battuta - Lo svantaggio è che, se vinciamo la coppa, non la portiamo in Italia perché è già in Italia».