Caso Garlasco, Andrea Sempio: «Non ci sono prove per processarmi. I miei piedi? Avevo il 44»
Il Mattino

Caso Garlasco, Andrea Sempio: «Non ci sono prove per processarmi. I miei piedi? Avevo il 44»

Venerdì 2 ottobre 2026
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«Non mi sembra ci siano argomenti tali da arrivare a un vero e proprio processo. Se capiterà di dover andare proprio a giudizio, cioè di affrontare un vero e proprio processo,...

«Non mi sembra ci siano argomenti tali da arrivare a un vero e proprio processo. Se capiterà di dover andare proprio a giudizio, cioè di affrontare un vero e proprio processo, l'affronteremo». Lo afferma Andrea Sempio, indagato per l'omicidio di Chiara Poggi.

Le dichiarazioni di Andrea Sempio

L'anticipazione dell'intervista è stata trasmessa a 'Dentro la notizia'; la versione integrale andrà in onda alle 21.30 su 'Quarto Grado' su Retequattro. All'indomani della seconda chiusura delle indagini, Sempio non appare turbato dagli indizi a suo carico, a partire dalla cosiddetta impronta 33, identificata dalla Procura di Pavia come l'orma della sua mano sul muro.

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«Abbiamo fatto sperimentazioni su un muro e in realtà non si potrebbe escludere. A noi non serve sapere cosa potrebbe non essere o cosa non si può escludere. Devi avere una certezza. C'era la traccia sul muro? Sì. È stata analizzata? Sì. C'era del sangue? No. Fine. Per come la vedo io la questione finisce lì» aggiunge l'indagato.

Le critiche alle consulenze

Sempio contesta la consulenza della professoressa Cristina Cattaneo, secondo la quale il suo piede avrebbe potuto calzare con l'impronta insanguinata lasciata dall'assassino sul pavimento della villetta di via Pascoli a Garlasco. «Se tu avessi trovato a casa di Andrea Sempio una scarpa riconducibile a quella, magari sporca del sangue di Chiara, è un conto. Ma finché dici 'è compatibile', va bene. Non hai un elemento vero che collega quello», dichiara.

Infine, sulla misura del piede, Sempio tiene a precisare: «Avevo il 44 ai tempi e ce l’ho ancora oggi».

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