Duetto Renzi-De Luca: Iv sogna lo Sceriffo candidato alle Primarie
Tutto sommato, nonostante i timori della vigilia, Vincenzo De Luca è stato tenero con il Pd. Niente attacchi alla Schlein se non una rasoiata dopo un inciso: «Con un governo che non...
Tutto sommato, nonostante i timori della vigilia, Vincenzo De Luca è stato tenero con il Pd. Niente attacchi alla Schlein se non una rasoiata dopo un inciso: «Con un governo che non ha fatto nulla come è possibile che il Pd, dopo quattro anni di questa segreteria, sia ancora bloccato al 19, 20, 21 per cento e non riesca ad avere una capacità espansiva?». Peggio sono andati altri due protagonisti della politica campana e nazionale: il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e il governatore Roberto Fico. E se il secondo lo attacca, senza nominarlo, per il finanziamento regionale ad un progetto per un migliaio di disoccupati, per il primo c'è una freccia intrisa nel curaro. Eccola: «Stanno nascendo esperienze politiche di tutti i tipi. Ho letto da qualche parte di progetto civico... tradotto in italiano “paraculismo” civico...», dice riferendosi al movimento politico di Alessandro Onorato (odiatissimo da Renzi, tra l'altro) a cui ha aderito il sindaco Manfredi. «Enzo, Enzo», la platea della Leopolda urlando tributa saluti d'onore al sindaco di Salerno che cita, in un intervento in cui il tema è la sicurezza, con la sua consueta nonchalance, Gramsci, Bobbio, Silone e alcuni versi (in greco antico) del filosofo Epitteto. «Ragazzi, imparate come si fa politica da lui», gigioneggia Matteo Renzi accanto sul palco. Mentre a Roma, nei circoli della politica, specie del Pd, ci si interroga cosa abbia in mente l'ex premier con l'invito formulato a De Luca. «Se ci saranno le Primarie ci sarà anche un candidato di Italia viva-Casa riformista, dopodiché quello che è fondamentale è che nel centrosinistra ci siano le nostre idee», ragiona Renzi a margine. Poi aggiunge: «Ho sempre detto che mi piace l'idea di un sindaco, però non mi domandate se sarà De Luca, perché viene a parlare di sicurezza». Non scopre, ovviamente, tutte le carte Matteo Renzi anche se la sensazione è che voglia agitare, più che altro, lo spettro di una candidatura del dem De Luca per trattare con Elly Schlein (che non vuole troppi competitor alle Primarie) condizioni più favorevoli e maggiore agibilità per il suo partito all'interno della coalizione. Tanto che il leader di Italia Viva ha parole al miele per Elly Schlein: «Credo abbia detto una cosa naturale e di buon senso. Il Pd ha un peso maggiore rispetto agli altri: penso che questo sia giusto», a proposito dell'uno non vale uno sottolineato dalla segretaria dem ieri durante la direzione nazionale. Mentre De Luca, dal canto suo, si presta un po’ al gioco («Sono un irregolare della politica», si definisce) non solo per ritornare un po’ davanti ad una platea nazionale ma anche per blindare un posto da capolista al figlio Piero, segretario campano dem, con la nuova legge elettorale.
LA KERMESSE
Il sindaco di Salerno è il primo ospite della Leopolda e va a testa bassa sulla sicurezza. «Oggi ha lo stesso valore unificante e decisivo che ha avuto nei decenni passati il lavoro. È un bisogno primario riguarda la vita delle persone» e serve «soprattutto alla povera gente». «Un tema - aggiunge - su cui il governo ha fallito. Non ha fatto niente, solo palle e chiacchiere però loro ne parlano a differenza delle forze progressiste che si sentono a disagio». Renzi, accanto a lui, non fa che servirgli assist: «De Luca è uno che serve al centrosinistra. Io sono ansioso di assistere ad un confronto sulla sicurezza tra lui e Salvini o Piantedosi», aggiunge mentre l'ex governatore, che ancora se la prende contro il no al terzo mandato («L'Italia è un Paese di ipocriti: lo stop non vale per i parlamentari»), rimane sornione a godersi i complimenti dell'ex premier e gli applausi della platea.
«Per quello che non ha fatto il governo l’opposizione dovrebbe avere il 65%», premette l’ex governatore prima di raccontare le peripezie di un «sindaco di strada» contro parcheggiatori e maranza vari «mentre i miei colleghi sono a tagliare nastri e a fare inaugurazioni». E preme sul tasto su cui da anni insiste: «La sicurezza è un bisogno che non deve valere solo per chi abita al Vomero o a Prati ma anche per la povera gente delle periferie». Poi si sofferma sull’emigrazione dei giovani: «I dati dell'Istat ci dicono che da qui a 20 anni perdiamo un terzo della popolazione meridionale. Rischiamo di perdere 10-15 milioni di abitanti come sistema Italia. Questa è una tragedia. Dobbiamo sapere che o creiamo lavoro o creiamo opportunità di vita oppure i nostri giovani se ne andranno. Da questo punto di vista siamo un Paese infelice. Siamo l'unico Paese al mondo dove per passare da un progetto sulla carta a un'opera realizzata devi fare un calvario». Solo un passaggio perché rimane centrale sempre il tema del suo intervento. E lancia una proposta: «Sto preparando una modifica legislativa che farò avere ai gruppi parlamentari. Per chi viola il Daspo per una volta, dobbiamo essere sempre buoni samaritani e facciamo solo una diffida, ma la seconda si deve fare due mesi di carcere. Altrimenti è inutile andare a fare la guerra, nei quartieri, non se ne fotte nessuno. O facciamo sul serio la lotta alla delinquenza organizzata o - conclude - ci stiamo prendendo in giro». E arriva l'ultimo assist di Renzi: «De Luca dice cose credibili e vedremo se e come coinvolgerlo nella campagna del centrosinistra». Tutto da vedere se in serata arriva la replica, piccatissima, di Alessandro Onorato (che non ne vuole sapere di Renzi). «A De Luca come è noto piace picconare il centrosinistra. Non rispondo agli insulti personali. Ognuno per la sua strada, non ci casco».