SophIA, Federico II in prima fila nella sfida di IA e cybersecurity
Il Mattino

SophIA, Federico II in prima fila nella sfida di IA e cybersecurity

Sabato 3 ottobre 2026
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L’Università di Napoli Federico II è tra i promotori scientifici di SophIA. Si tratta del nuovo Polo Nazionale di Trasferimento Tecnologico dedicato all’Intelligenza Artificiale e alla Cybersecurity lanciato da CDP Venture Capital per sostenere la nascita e la crescita di startup deeptech e per trasformare i risultati scientifici in iniziative imprenditoriali, accelerando la competitività tecnologica del sistema Paese. Il Polo, nato in collaborazione con Scientifica Venture Capital, parte con una dotazione iniziale di 27,5 milioni di euro, stanziati dal Fondo Technology Transfer e dal Fondo Artificial Intelligence di CDP Venture Capital, e si propone di favorire la creazione e la crescita di oltre 20 iniziative nelle fasi di proof-of-concept, pre-seed e seed nell’arco dei prossimi tre anni. Il modello è quello di una sinergia tra capitale pubblico e privato, in cui la visione strategica di CDP incontra il know-how imprenditoriale di Scientifica, anche attraverso il contributo e il coordinamento delle strutture di trasferimento tecnologico dei partner scientifici.

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I PARTNER

Ed è tra questi partner che l’ateneo napoletano occupa un posto di primo piano. I promotori scientifici di SophIA sono infatti l’Università Federico II, il Politecnico di Milano, l’Istituto Italiano di Intelligenza Artificiale, la Fondazione Bruno Kessler e l’Istituto Italiano di Tecnologia. Ogni sede avrà una sua peculiarità. Per l’ateneo federiciano segue l’iniziativa Giorgio Ventre, delegato del rettore per SophIA, e spiega cosa ci si aspetta da un polo come questo e perché la partecipazione della Federico II sia fondamentale. «L’Intelligenza Artificiale e la Cybersecurity sono tecnologie sempre più centrali nello sviluppo dell’economia dell’innovazione e l’Italia deve dotarsi non solo delle competenze scientifiche per poterle padroneggiare ma anche di una infrastruttura produttiva in grado di sfruttarne appieno le loro potenzialità», afferma Ventre. «SophIA mette insieme il Venture Capital e i principali centri di ricerca italiani per incrementare la capacità del Paese di creare spin-off ad altissima specializzazione al servizio delle imprese e della pubblica amministrazione. La presenza come promotore scientifico dell’Università di Napoli Federico II conferma la capacità del Mezzogiorno di essere protagonista dell’innovazione». Il ragionamento, a ben vedere, procede su due piani che si tengono a vicenda. Da una parte c’è un Paese che deve saper coltivare le competenze scientifiche e insieme dotarsi di una struttura produttiva all’altezza, dall’altra c’è una Federico II che, entrando come promotore, offre al Mezzogiorno una conferma pubblica del proprio ruolo.

L’IDEA

Quanto al progetto, SophIA nasce in collaborazione con Scientifica Venture Capital e parte con una dotazione iniziale di 27,5 milioni di euro, stanziati dal Fondo Technology Transfer e dal Fondo Artificial Intelligence di CDP Venture Capital, con l’obiettivo di favorire la creazione e la crescita di oltre venti iniziative nelle fasi di proof-of-concept, pre-seed e seed nell’arco dei prossimi tre anni. Il modello è quello di una sinergia tra capitale pubblico e privato, in cui la visione strategica di CDP incontra il know-how imprenditoriale di Scientifica, anche attraverso il contributo e il coordinamento delle strutture di trasferimento tecnologico dei partner scientifici.

Il perimetro tecnologico abbraccia l’intero spettro dell’intelligenza artificiale, dai foundation models ai modelli multimodali, fino agli agenti intelligenti, con applicazioni che toccano la progettazione di materiali e farmaci, la robotica autonoma e collaborativa, i digital twins, la robotica spaziale e l’edge computing. Scientifica porta in dote un track record di 21 startup attive in portafoglio nel deep tech e un team che opera lungo l’intero funnel di investimento, dal sourcing tecnologico alla due diligence, fino all’execution nelle fasi PoC e Seed.

I NUMERI

Secondo Grand View Research il mercato europeo dell’intelligenza artificiale vale circa 61,1 miliardi di euro nel 2024, con una crescita annua composta prevista del 33,2% tra 2025 e 2030, mentre in Italia l’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano indica per il 2024 un valore di 1,2 miliardi, in aumento del 58% sul 2023. Il Paese è inoltre al nono posto al mondo per pubblicazioni in AI, con oltre 40mila paper tra il 2018 e il 2023, più di 200 corsi universitari in 50 atenei e circa 581 dottorati l’anno in discipline correlate. Claudia Pingue, Senior Partner e Responsabile del Fondo Technology Transfer di CDP Venture Capital SGR, osserva che «investire nella frontiera dell’AI e della cybersecurity significa sostenere la competitività dell’economia nazionale».

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