L?intervista ad Antal Kuthy: «Europa segua il modello Napoli: tech costruita intorno all?uomo»
Il Mattino

L?intervista ad Antal Kuthy: «Europa segua il modello Napoli: tech costruita intorno all?uomo»

Sabato 3 ottobre 2026
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«Napoli esempio per l?Europa, capace di trasformare il proprio presente e costruire il proprio futuro». Parte da questa considerazione l?intervento di Antal Kuthy,...

«Napoli esempio per l’Europa, capace di trasformare il proprio presente e costruire il proprio futuro». Parte da questa considerazione l’intervento di Antal Kuthy, fondatore e ceo di E-Group, esperto di Intelligenza artificiale, che ha tenuto una lectio magistralis a Foqus ai Quartieri Spagnoli, dedicata alla “Sovranità dell’IA in Europa? Diritti, dignità e sostenibilità”. Kuthy è intervenuto in occasione delle Giornate di Educazione e Ambiente, in programma fino a domani, con incontri su trasformazioni tecnologiche, educative e ambientali.

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Quale sarà il futuro della formazione nell'era dell'IA?

«Non sarà con più IA, ma quello che insegna quando non usarla, come scrive Papa Leone XIV in “Magnifica Humanitas”. C'è uno studio del 2025 fatto su circa mille ragazzi delle superiori che lo dimostra chiaramente. Chi ha studiato usando ChatGpt classico ha preso un voto più basso del 17% all'esame finale senza computer, e la cosa incredibile è che nessuno di loro si era accorto di star imparando meno. Chi invece ha usato un'IA in modalità tutor (che aiuta a ragionare con dei suggerimenti senza darti la risposta pronta) non ha avuto nessun calo. Stesso modello, risultati opposti: la differenza è il design e chi decide a cosa serve lo strumento. Vedo tre pilastri in futuroe: lavoro autonomo protetto, uso guidato dell'IA che allena alla verifica e dibattito leale».

Foqus rappresenta un modello educativo innovativo. Cosa pensa di questo approccio?

«Ammiro questa realtà perché ha capito qualcosa che la tecnologia spesso dimentica: la rigenerazione parte dalle persone, non dai muri. La sua dorsale educativa mette al centro il bambino e la relazione, senza mai separare apprendimento ed emozione. È esattamente ciò di cui ha bisogno l'era dell'IA. Le macchine possono fornire informazioni, non formare una persona: la tecnologia va costruita intorno a loro».

Quale impatto sta avendo l'IA sulle economie mondiali?

«L'IA accelera la scienza: il progetto di intelligenza artificiale AlphaFold di Google DeepMind ha vinto il Premio Nobel per la Chimica nel 2024. In qualsiasi campo può offrire una guida esperta a chi non potrebbe mai permettersi un esperto e un tutor paziente a ogni studente. Il lavoro cambia prima nelle mansioni, poi nei mestieri: scrittura, programmazione, assistenza, analisi. Ma i benefici non sono automatici e la catena del valore è estremamente concentrata. La vera domanda economica non è solo quanto valore crea l'IA, ma chi lo cattura».

In questo scenario, come si colloca l'Europa?

«L'Europa deve fare in modo da non essere soltanto un cliente: è forte nelle regole ma dipendente nelle macchine. I grandi player della bigtech americana detengono il 70% del mercato Cloud e nel 2025 l'Europa ha prodotto due modelli di IA rilevanti, contro i 59 degli Stati Uniti e i 35 della Cina. L'Europa deve agire e comportarsi da superpotenza. Deve ridurre la propria dipendenza e costruire una propria industria e un proprio ecosistema di IA, centrati sull'essere umano e sovrani nei dati. Allo stesso tempo, deve connettersi e cooperare con tutti gli altri e creare dialogo, soprattutto sull'IA».

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