Si spaccia per ?guaritore?, poi la violenta e la minaccia
Il Mattino

Si spaccia per ?guaritore?, poi la violenta e la minaccia

Sabato 3 ottobre 2026
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Si spaccia per un “guaritore” che con l’imposizione delle mani è capace di alleviare fisicamente e psicologicamente i malesseri. Nelle grinfie del “Santone” - S.L. 60enne avellinese - finisce una 23enne, barista. Si fa convincere a partecipare ad una seduta di guarigione, all’interno della sua abitazione ubicata in periferia. In pieno agosto nella stanza da letto dell’uomo maturo, la giovane subisce gli atti sessuali: soggiogata psicologicamente sopporta tutto in silenzio. 

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Le tocca le parti intime durante gli “incontri terapeutici” e poi esclama: «vedi alla fine è come se lo stessi facendo tu, io non sto facendo niente», mentre la palpeggia. In un'altra circostanza, a distanza di pochi giorni, la convince a ritornare presso la sua abitazione sottoponendola ad altre violenze. L’uomo - finito ai domiciliari e che nelle prossime ore sarà sottoposto all’interrogatorio di garanzia – alza il tiro e inizia a minacciarla. Le indica la pistola presente nel comodino della sua camera da letto e le dice che si sarebbe suicidato se lei non lo avesse assecondato in tutte le richieste morbose. La obbliga così ad avere un rapporto. Pretende che tra essi ci sia una frequentazione stabile e continuativa, affermando che avrebbe dovuto «farlo contento» intrattenendo rapporti «almeno una volta a settimana». 

Contestate al 60enne anche le minacce e molestie poste in essere nei confronti della 23enne. Episodi che nella persona offesa hanno provocato uno stato di paura nonché un fondato timore per la sua incolumità al punto da costringerla ad alterare le sue abitudini di vita, a gestire la paura di essere pedinata sino a maturare propositi suicidari. Ma dietro agli esercizi di respirazione e alle tecniche di rilassamento e alle finte sedute di guarigione, per gli inquirenti c’era solo un modo per abusare sessualmente della giovane che si era fidata di lui e delle sue parole. La contatta quotidianamente, minacciandola che qualora non avesse dato seguito alle sue richieste avrebbe mostrato le conversazioni al suo fidanzato. Le manda messaggi anche in anonimo dal contenuto provocatorio e intimidatorio: la giovane diventa per lui un’ossessione. Comportamenti che per gli inquirenti sfociano in condotte persecutorie. Quando la ragazza ha provato poi ad interrompere il rapporto di frequentazione con l’uomo conosciuto nel bar dove lavorava per mantenersi, l'ha minacciata di utilizzare le registrazioni captate durante un loro incontro: «se non posso averti io, non ti deve avere nessuno, la tua relazione è finita». E poi: «hai tempo tre giorni o stai con me e ti darò tutto quello che vuoi o stai contro di me e la tua vita diventerà un inferno». 

La giovane è stata anche falsamente informata che era seguita da un investigatore privato, così che il suo persecutore potesse avere sempre informazioni sulla sua vita e le inviava le fotografie dell’abitazione del padre di lei pur sapendo dei pessimi rapporti tra di loro. Non contento il 60enne inizia a pedinare anche il fidanzato della 23enne. Il finto santone quindi contatta il ragazzo e la proprietaria di casa, stringendo intorno alla giovane un giogo sempre più asfissiante e avvilente. L’indagato, inoltre - stando a quanto denunciato dalla ragazza - avrebbe sfruttato la notevole differenza di età, le delusioni professionali, le insicurezze della 23enne e al contempo prospettandosi in grado di assicurarle un riscatto esistenziale, per soggiogarla e a indurla a compiere atti sessuale. Secondo il gip Cerrone che ha emesso la misura cautelare, l’uomo l’ha costretta ad un rapporto non voluto, annientandole la vita privata e relazionale quando ha provato a sottrarsi dalla condizione di sofferenza e umiliazione imposta dal 60enne. Grazie al fidanzato che l'ha sostenuta quando le ha confessato il suo tormento è arrivata la denuncia a i carabinieri a metà settembre.

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