Finge malessere per il ricovero al Pellegrini e aggredisce un operatore: «Infermieri in trincea»
Il Mattino

Finge malessere per il ricovero al Pellegrini e aggredisce un operatore: «Infermieri in trincea»

Lunedì 19 ottobre 2026
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Uno schiaffo in pieno viso, poi le minacce di morte: «Non ho nulla da perdere, mi farei anche vent?anni di galera pur di romperti la testa». Ancora un infermiere aggredito al...

Uno schiaffo in pieno viso, poi le minacce di morte: «Non ho nulla da perdere, mi farei anche vent’anni di galera pur di romperti la testa». Ancora un infermiere aggredito al pronto soccorso del Vecchio Pellegrini. A scatenare la violenza, nella notte tra sabato e domenica, sarebbe stato il rifiuto di assegnare al paziente un letto riservato alle emergenze respiratorie. Per il sanitario trauma facciale, shock psicologico e dieci giorni di prognosi, secondo la ricostruzione diffusa da Manuel Ruggiero, medico e curatore della pagina “Nessuno Tocchi Ippocrate”.

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I fatti 

È l’aggressione numero 21 censita dall’associazione nel 2026 nell’ambito dell’Asl Napoli 1 Centro. Il totale arriva a 34 considerando anche gli episodi segnalati nell’Asl Napoli 2 Nord. Un bilancio che torna ad allungarsi nonostante presidi di polizia, vigilanza privata, telecamere e pene più severe. L’uomo era arrivato lamentando nausea e vomito. Secondo il racconto dell’associazione, era già conosciuto dal personale e dalle forze dell’ordine per precedenti comportamenti violenti e frequenti accessi impropri, spesso finalizzati a trovare un posto dove trascorrere la notte. Era stato comunque preso in carico e sistemato su una poltrona-letto per ricevere la terapia necessaria. La situazione sarebbe precipitata al momento del prelievo di sangue. Il paziente avrebbe preteso di essere trasferito su un letto ma l’infermiere avrebbe cercato di spiegargli che le poche postazioni libere, collegate all’ossigeno, dovevano restare disponibili per i pazienti gravi. Sarebbe seguito il violento schiaffo, poi le minacce di morte. Una scelta dettata dalle esigenze dell’assistenza trasformata nel pretesto per colpire chi stava lavorando Neppure l’arrivo della polizia ha fermato l’uomo, che avrebbe affrontato e minacciato anche gli agenti. L'uomo è stato denunciato. Resta il nodo della copertura notturna del presidio di polizia. Il drappello per carenza di personale è presidiato al massimo fino all una di notte.

«L’Ordine delle professioni infermieristiche di Napoli esprime piena solidarietà nei confronti del collega brutalmente aggredito. Saremo al fianco del collega in tutte le sedi e per tutte le esigenze del caso», dichiara la presidente Teresa Rea che ringrazia il prefetto Michele di Bari per «la vicinanza e la sensibilità» nell’opera di prevenzione e contrasto e le forze dell’ordine per il tempestivo intervento.

La sorveglianza 

Agenti e carabinieri, ricorda, hanno evitato in più occasioni che un’aggressione si trasformasse in tragedia. La Prefettura ha condannato l’episodio, richiamando le misure per proteggere gli ospedali: potenziamento dei posti fissi, vigilanza privata, collegamenti diretti per le emergenze e videosorveglianza. Strumenti che non bastano come dimostra anche il recente caso del Cardarelli: persone che volevano entrare senza autorizzazione nel pronto soccorso hanno aggredito i vigilanti. Ad aver la peggio anche in quel caso un infermiere.

I numeri 

«Nell'ospedale collinare l'impiego di Assistenti sanitari e il miglioramento dell'accoglienza ha drasticamente ridotto nell'ultimo anno gli episodi - spiega Franco Ascolese presidente dell'Ordine a cui afferiscono queste figure - ma è chiaro che di fronte a fenomeni delinquenziali non può bastare». Sul piano penale, le lesioni ai sanitari sono punite con la reclusione da due a cinque anni, con pene superiori per quelle gravi e gravissime. La legge 171 del 2024 - ha aggiunto - per le fattispecie previste, l’arresto obbligatorio in flagranza e, a determinate condizioni, quello differito entro 48 ore, anche grazie ai filmati. Ma la risposta giudiziaria interviene dopo la violenza: resta da fermare la pretesa di imporre con la forza una deroga alle regole.

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