Unità di crisi Napoli, ieri colloqui all telefono tra Allegri e De Laurentiis: «Restiamo tutti uniti»
Il Mattino

Unità di crisi Napoli, ieri colloqui all telefono tra Allegri e De Laurentiis: «Restiamo tutti uniti»

Lunedì 19 ottobre 2026
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La Champions per risalire o affondare. Il disonore per la sconfitta di Venezia li accompagnerà, in ogni caso, ancora a lungo. Una specie di Corea per Allegri e per gli azzurri. Ieri il...

La Champions per risalire o affondare. Il disonore per la sconfitta di Venezia li accompagnerà, in ogni caso, ancora a lungo. Una specie di Corea per Allegri e per gli azzurri. Ieri il faccia a faccia a Castel Volturno è saltato in aria per - dice una nota del club - uno stato influenzale di Max. Un chiarimento necessario, perché scoperta la sua assenza al centro tecnico al mattino, già era iniziato il vorticoso giro di ipotesi. No, non intende dimettersi. E no: De Laurentiis non lo molla perché è sicuro che il Napoli possa ripartire con lui. Fiducia totale per il tecnico. «Bisogna restare tutti uniti», è la parola d’ordine. Poi, si sa, le cose possono cambiare in un batter baleno. Ieri lunghi colloqui tra Allegri, De Laurentiis e il ds Manna. Va trovata una via d’uscita. Tutti insieme. Intanto, non dovesse arrivare la vittoria con il Bodo, De Laurentiis è orientato a mandare la squadra in ritiro punitivo.

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Almeno da giovedì. In realtà, già nel pomeriggio di sabato era ventilata l’ipotesi di poter andare in ritiro stasera, alla vigilia del Bodo Glimt: la struttura di Pozzuoli, quartier generale del Napoli, era stata allertata dopo la debacle in Laguna. Poi nel giro di pochi minuti il dietrofront. La notte del giudizio si avvicina. Quella di domani, in Champions, con il Bodo, è la prima. Ma anche sabato, quando arriverà la Roma di Gasperini, sarà un altro esame. Qui, o si fa l’Europa o qualcosa pure rischia di accadere. L’antidoto alla crisi del Napoli, secondo l’unità appunto di crisi (il patron, il ds Manna, l’ad Chiavelli) è quello di dimenticare Venezia e lavorare con serenità. Ad Allegri sono arrivati solo questo genere di messaggi dal patron azzurro. Di sicuro, non c’è lo stesso clima che accompagnava gli ultimi giorni di Garcia, tre anni fa. Eppure Rudi di gare ne aveva perse “appena” 4 in 19 partite. E aveva virtualmente in tasca il pass per gli ottavi di Champions. Nulla a confronto di questo cammino allegriano: 5 ko in 9 gare e una qualificazione che è ancora molto lontana. Ma sono proprio le poche gare giocate che non fanno perdere la calma a De Laurentiis: il presidente è preoccupato, normale che lo sia, ma non ha perso la fiducia che qualcosa cambierà. E velocemente. Vuol dare tempo, ne darà ancora tantissimo al suo tecnico. Anche ieri è stato chiaro: non ha preso contatti con nessun ipotetico sostituto sulla panchina. Che, almeno per ora, resta un signor nessuno.

Il caso

Questo non significa che De Laurentiis non riconosca il momento grave che sta vivendo il Napoli: la squadra non funziona e Allegri ha difficoltà a mettere sul piatto qualche importante giustificazione. Max fa fatica a spiegare perché questa squadra sia così brutta, inconsistente, inaffidabile. Il Napoli manca di troppe cose. Non ha un gioco: tutto è affidato alle iniziative individuali, ai colpi del campione (che sono quasi tutti dei fantasmi), a giocate estemporanee. Non ha uno schema nel quale rifugiarsi in mezzo alle difficoltà. Non ha nemmeno un abbozzo di formazione tipo, vuole far contenti tutti e far giocare anche chi non è all’altezza. Oggi, dovesse tornare in forma e parlare in conferenza stampa (lo farà: l’appuntamento è alle 15,15) darà ancora dimostrazione di ottimismo. Il problema, anzi uno dei problemi, è che il tecnico ha perso la brillantezza e da troppo tempo non fa che ripetere che «questa squadra è forte e che non dove perdere la fiducia». Troppo poco: la sensazione è che Allegri si sia affidato con eccessivo trasporto ai consigli del gruppo storico, rinviando a data da destinarsi scelte radicali (adesso che torna Vergara è giusto ritargliarli immediatamente un posto tra i titolari, per esempio) che al Napoli Inter non sono più differibili. Lui stesso è appassito, e non da oggi. Ma Allegri pure deve dare spiegazioni su se stesso: sono poche le sue intuizioni, le mosse tattiche, insomma qualcosa che possa confondere gli avversari. La crisi di risultati lo sta travolgendo e quello che conta è che non perda la bussola. Ieri non è stato provato nulla in ottica Bodo. Al momento sono 40mila gli spettatori e si fa fatica a credere che Allegri non lasci da parte la difesa a tre e torni al 4-3-3, magari con De Bruyne dietro le punte. E poi Lobotka, McTominay, Hojlund e tutti gli altri. Certo, è importante trovare il filo del gioco, riuscire a ridare fisionomia a una squadra cambiata dentro, sfruttare i suoi campioni, gente formidabile sull’album delle figurine e assai meno in campo. Ora serve uno scatto anche di Allegri.

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