Loffredo, il papà di Fortuna in ospedale: mi hanno tolto i tre figli e poi scopro che uno di loro ha un vistoso ematoma
È ancora su una barella in ospedale, in condizioni di salute non buone, Pietro Loffredo, il papà della piccola Fortuna Loffredo, violentata e uccisa a Caivano nel 2014. A...
È ancora su una barella in ospedale, in condizioni di salute non buone, Pietro Loffredo, il papà della piccola Fortuna Loffredo, violentata e uccisa a Caivano nel 2014. A settembre gli sono stati tolti gli altri tre figli, a Lanciano, con l'accusa di abbandono di minori. I suoi legali, gli avvocati Angelo e Sergio Pisani, chiedono un incontro ai ministri della Famiglia, della Giustizia e della Salute. « È ricoverato da due giorni in ospedale a lanciano dopo aver accusato grave malore nel vedere il figlio più piccolo con un ematoma nel centro antiviolenza senza essere neanche avvisato», scrivono gli avvocati in una nota.
APPROFONDIMENTI Finge malessere per il ricovero al Pellegrini e aggredisce un operatore: «Infermieri in trincea»SalvaSalvata Il direttore della scuola di Formazione, Ludovico Docimo: «Innovazione e competenza così conquistiamo i giovani»SalvaSalvata Il weekend di Napoli, dal mare alla maratona. Record di turisti in città: «Ottobrata napoletana»SalvaSalvata«Questa famiglia ha bisogno di solidarietà, ascolto e risposte immediate.
Chiediamo anche al popolo del web di far circolare questo appello: non lasciate soli questi genitori e questi bambini», dichiarano ancora i legali.Fortuna, i tre fratellini vanno in casa famiglia: Il padre: un altro choc
Pisani denuncia anche le condizioni ospedaliere riferite dalla famiglia: «Un padre sofferente su una barella impone domande sulla dignità dell’assistenza. Se si rivendicano standard superiori e poi si giudicano le persone per le loro origini napoletane, il confronto diventa un boomerang. La disumanità resta disumanità a qualsiasi latitudine. Nessun territorio può impartire lezioni di civiltà senza garantire rispetto alle persone fragili».
Nel reclamo presentato alla Corte d’appello dell’Aquila, la difesa contesta i presupposti dell’allontanamento, la mancata valutazione delle alternative familiari e l’assenza di un termine della misura e di un calendario minimo degli incontri. L’udienza di merito è fissata al 19 gennaio 2027.
«Denunciamo modalità che riteniamo prive di adeguato fondamento giuridico e incompatibili con le garanzie richiamate dalla Cassazione. La burocrazia non può diventare una violenza contro gli affetti», afferma Pisani.
«Agli italiani chiediamo vicinanza. Alle istituzioni chiediamo responsabilità e rispetto dei diritti soprattutto umani . Non aspettate una tragedia per accorgervi di questa famiglia e dí procedure errate come riconosciuto anche dalla Cassazione in materia », concludono.