Tir, proteste e blocchi: è allarme rifornimenti. Presidi ai caselli sull?A1, l?A16 e l?A30, oggi il tavolo con Salvini
Nella morsa dei tir, ieri, la Campania. La protesta degli autotrasportatori contro il caro-carburante è un bollettino di disagi che si aggiorna di ora in ora tra autostrade chiuse, svincoli...
Nella morsa dei tir, ieri, la Campania. La protesta degli autotrasportatori contro il caro-carburante è un bollettino di disagi che si aggiorna di ora in ora tra autostrade chiuse, svincoli inutilizzabili in entrata e in uscita, viabilità interna in tilt. Anche l’accesso al porto commerciale di Napoli si aggiunge ben presto ai punti di crisi con il blocco di varco Bausan mentre per tutta la mattinata Polizia stradale e Autostrade per l’Italia indicano a migliaia di automobilisti i (pochi) itinerari alternativi per cercare di sfuggire al caos. Dovunque code: fino a 8 km tra Caserta Sud e Santa Maria Capua Vetere in direzione Roma sull’A1, mentre sull’A30 diventa inevitabile la chiusura del collegamento con l’A1 che verrà ripristinato solo parecchio tempo dopo. Gli automezzi presidiano pressoché l’intera rete, da Frosinone ad Avellino, l’Italia su gomma che si era mobilitata già in Puglia sul tratto dell’A16 e Calabria sembra voler risalire lo Stivale per dare ancora più forza alla mobilitazione. Protesta civile, nessun incidente con le forze dell’ordine ma la tensione resta altissima con le piattaforme della Grande distribuzione organizzata (Gdo), come quella di Carinaro che rifornisce alcune delle sigle più importanti (da Sole 365 a Conad) che rimangono vuote e la consegna dei prodotti alimentari ai supermercati della regione segna inevitabilmente il passo.
Ma è anche l’impossibilità di consegnare la semola e le farine per la pasta a complicare non poco l’attività dei pastifici campani, da Garofalo a Rummo, per i quali ogni giorno diventa difficile mantenere gli attuali livelli di produzione e di rifornimento alla rete distributiva.
La mediazione
L’attesa è rivolta al tavolo di oggi con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. Sono due gli incontri previsti a Milano, il primo in Prefettura con le sigle più significative dell’autotrasporto, il secondo nel pomeriggio con i rappresentanti di tutte le altre. Servono risorse per evitare che l’aumento del costo della benzina e del gasolio continui a penalizzare soprattutto i cosiddetti “padroncini”, quelli che in realtà sono da sempre indispensabili a rifornire ogni giorno la rete commerciale italiana. Ma non sarà facile trovarle: è lo stesso Salvini, contattato telefonicamente dal coordinatore della Lega in Campania Giampiero Zinzi durante un incontro con i dimostranti, a confermarlo “in diretta”, spiegando che le riunioni di oggi avvieranno il percorso del confronto vero e proprio ma che intanto «allentare un po’ i problemi al traffico male non fa». Parole che il deputato Pd Stefano Graziano contesta duramente: «Salvini pensa di curare una polmonite con l’aspirina – dice - Da giorni gli autotrasportatori e gli agricoltori stanno protestando sul caro carburanti e sulle difficoltà di settore. E il ministro, attraverso una telefonata, pensa di "allentare" un po’ il disagio con grancassa del servizio pubblico radiotelevisivo. Siamo molto preoccupati dalla approssimazione e superficialità del governo che continua a eludere i problemi e a non affrontare il nodo delle questioni». Per il deputato di Forza Italia Francesco Maria Rubano, quanto sta accadendo a Carinaro «è gravissimo. Chi c’è dietro questa protesta? Bisogna chiarire immediatamente chi la organizza e verificare se ci sia un disegno volto a provocare carenze di prodotti e a far salire i prezzi. Le famiglie non possono pagare il conto di queste azioni». Prova a ragionare il presidente dell’Unione Industriali Napoli Vittorio Genna: «Il blocco dei trasporti determina una crescente difficoltà nel reperimento delle materie prime, sia sul fronte distributivo che su quello dell’impresa manifatturiera - dice - Se l’attuale condizione di sostanziale paralisi dei rifornimenti dovesse proseguire, diventerebbe estremamente complesso garantire il mantenimento degli attuali livelli produttivi, con inevitabili ripercussioni anche per i cittadini». Ieri il sottosegretario al Mit Tullio Ferrante e l’eurodeputato di Fi Fulvio Martusciello hanno incontrato alcuni sindaci del Casertano ricordando che «il Governo ha adottato misure incisive per fronteggiare questa crisi, destinando 2,5 miliardi di euro agli interventi sulle accise e 430 milioni di euro al credito d’imposta a favore dell’autotrasporto».
Ma il clima è di forte preoccupazione sia per i rifornimenti dei consumatori (come sottolinea il presidente di Confesercenti Campania Vincenzo Schiavo, secondo il quale «la prima soluzione da assumere sarebbe quella del taglio delle accise sui carburanti almeno del 50 per cento»), sia per l’agibilità dei trasporti marittimi in particolare verso le isole (se ne fa interprete Eliseo Cuccaro, presidente dell'Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centrale). Tra l’altro, per aggirare il blocco al Porto di Napoli, diversi autotrasportatori avrebbero provato ieri a raggiungere gli imbarchi attraverso la viabilità cittadina, utilizzando gli accessi allo scalo lungo via Marina, o ripiegando sulle corse in partenza dal porto di Pozzuoli. Un caos dopo l’altro, sperando che oggi la morsa dei tir si allenti.