Occupata l'Università l?Orientale, la ministra Anna Maria Bernini in campo: «Una sopraffazione»
Il Mattino

Occupata l'Università l?Orientale, la ministra Anna Maria Bernini in campo: «Una sopraffazione»

Martedì 20 ottobre 2026
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Le occupazioni scolastiche si allargano, la protesta entra all?università e il confronto con le istituzioni si fa più aspro. A Napoli, la mobilitazione studentesca mette...

Le occupazioni scolastiche si allargano, la protesta entra all’università e il confronto con le istituzioni si fa più aspro. A Napoli, la mobilitazione studentesca mette insieme rivendicazioni diverse ma legate da un filo comune: costo crescente dell’istruzione, condizioni degli edifici, contestazioni al decreto Scuola e ai centri per il rimpatrio, e la richiesta di investire nei servizi pubblici anziché nel riarmo. Occupato Palazzo Giusso, sede dell’Università l’Orientale, ma arriva la presa di posizione della ministra Anna Maria Bernini, che condanna l’azione dei collettivi. Ieri mattina sono in autogestione il liceo Vittorini all’Arenella, l’istituto Gentileschi ad Agnano, il liceo scientifico Labriola a Fuorigrotta, l’istituto Melissa Bassi a Scampia, il liceo Comenio ai Colli Aminei, il liceo Artistico nel centro storico e il liceo De Bottis di Torre del Greco, mentre all’Istituto Nitti di Fuorigrotta e al liceo Cartesio di Giugliano, le dirigenti hanno bloccato in tempo i tentativi di occupazione. Restano occupati Genovesi, Umberto, Sannazaro, Pansini, Mazzini, Alberti, Mercalli, Bernini-De Santis, Palizzi, Margherita di Savoia, De Nicola, Diaz, Serra, Vittorio Emanuele II, Cuoco e Villari per un totale di 23 istituti. Quest’ultimo, però, si prepara la restituzione degli spazi, mentre il Convitto Vittorio Emanuele II ha organizzato un sit-in in piazza Dante a cui gli studenti hanno partecipato in massa. All’Umberto, dopo vari tentativi di intrusione da parte di esterni al liceo, ieri c’è stato un blitz in cui ignoti hanno svuotato gli estintori in un’aula.

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L’Università

Il fronte universitario si è aperto con l’occupazione di Palazzo Giusso, sede dell’Orientale, promossa dagli studenti insieme al collettivo Demand e Link. Il caro affitti, l’aumento del costo della vita e la denuncia di un progressivo indebolimento dell’università pubblica sono al centro della protesta. Nel comunicato, gli occupanti indicano in 600-800 euro il costo delle stanze e contestano le politiche abitative che, a loro giudizio, rischiano di favorire la rendita privata anziché garantire alloggi accessibili.

Sulla vicenda è intervenuta la ministra dell’Università, Anna Maria Bernini, con una presa di posizione affidata ai social. «Occupare significa privare gli studenti di lezioni, seminari e laboratori. Quando un ateneo è costretto a comunicare l'annullamento dei corsi a causa di un'occupazione, a pagarne il prezzo sono proprio gli studenti. Questa è sopraffazione, non partecipazione. Il dissenso è un diritto, ma non può diventare una prevaricazione sulla libertà. L'università deve essere il luogo del confronto, non della prepotenza», ha scritto sui social che tornata sull’argomento a margine dell'inaugurazione di un nuovo studentato a Parma. «Sono arrivata con 40mila posti letto e ne lascio 113mila e oltre: su questo, la protesta non ha molta ragione di esistere». In tema di borse di studio spiega: «Abbiamo trovato un monte borse di studio di 307 milioni e lasciamo con fondi nazionali (non Pnrr), un monte di 847 milioni, dal 2022 abbiamo triplicato il diritto allo studio».

La tutela

Quasi tutti i documenti dei collettivi studenteschi, coordinati da Kaos e Studenti Autorganizzati della Campania, riportano le stesse motivazioni. Gli studenti del liceo Vittorio Emanuele II, inoltre, hanno garantito la tutela degli spazi, compreso quello in cui è stato da poco rinvenuto un affresco, e la sicurezza degli studenti attraverso servizi d’ordine e di cura.

La mediazione

Intanto, al liceo Villari, al Vasto, si profila la fine dell’occupazione. Dopo un confronto con la dirigente scolastica Maria Capone, il collettivo ha annunciato che la scuola sarà disoccupata domani alle 12. Gli studenti insistono sul valore delle assemblee (che proseguiranno), considerate lo spazio nel quale dare continuità alle rivendicazioni. In tal senso, hanno voluto sottolineare, l’importanza dell’assemblea sulla Terra dei Fuochi, con la partecipazione di due professionisti chiamati a illustrare la complessità del fenomeno. Un’iniziativa che il collettivo presenta come occasione di informazione e formazione civica. Hanno inoltre invitato i compagni a segnalare problemi strutturali e disservizi, dalle porte rotte alle lavagne interattive non funzionanti, chiedendo, quando possibile, fotografie che documentino le criticità.

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