Teatro Sannazaro, i periti del pm depositano le perizie: «Ecco chi sono i colpevoli del rogo»
Viene escluso il movente doloso, il raid provocato da una mano incendiaria. Viene escluso anche un episodio meteorologico, tipo un fulmine a ciel sereno o una scarica elettrica dovuta ad un lampo...
Viene escluso il movente doloso, il raid provocato da una mano incendiaria. Viene escluso anche un episodio meteorologico, tipo un fulmine a ciel sereno o una scarica elettrica dovuta ad un lampo improvviso. Viene invece confermata l’ipotesi colposa. Un errore, un incidente provocato da negligenza e imperizia. Sono queste le conclusioni a cui sono giunti i vigili del fuoco che stanno indagando sul rogo che ha distrutto il Teatro Sannazaro, ormai ex gioiello della cultura nazionale, un monumento per anni incastonato nel cuore di Chiaia. Parliamo di una una maxiperizia disposta dal pm Mario Canale, magistrato in forza al pool reati colposi coordinata dal procuratore aggiunto Antonio Ricci, che sgombera il campo dalle suggestioni filtrare in questi mesi: incendio colposo, dunque, è stata una scintilla a provocare le fiamme. Probabile che il rogo sia nato dall’impianto di un attrezzo da carpentiere (un trapano o una saldatrice), evidentemente rimasto rovente e a contatto con materiale di legno o di cartone. Fiamme provocate da imperizia, sembra di capire. Come è noto ai lettori del Mattino in questa storia sono due gli indagati: si tratta del gestore del teatro Salvatore Vanorio e di Giuseppe Falco, a sua volta operaio addetto alla manutenzione di una parte del teatro di via Chiaia.
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Il retroscena
Ma facciamo un passo indietro: siamo allo scorso 17 febbraio, quando le fiamme divorarono in poche ore il teatro della belle epoque cittadina. Lingue di fuoco, fumo nero, paura e danni per le case circostanti. Stando al lavoro dei consulenti della Procura di Napoli, non sarebbero emersi inneschi alternativi a quello ipotizzato dai pm, a proposito della matrice accidentale dell’incendio. Niente benzina, alcol o altro materiale in grado di dare vita a un incendio. Uno scenario che ora attende le prossime mosse della Procura di Napoli: facile infatti immaginare che subito dopo il deposito della perizia, sarà firmato un provvedimento di dissequestro per dare inizio - si spera - ai lavori di messa in sicurezza e di riqualificazione.
Attendono di leggere la consulenza dei vigili del fuoco, tutti i soggetti potenzialmente interessati, a partire dai legali dei gestori del Sannazaro, rappresentati dal penalista Pasquale Coppola; ma anche dei condòmini (a loro volta rappresentati - tra gli altri - dagli avvocati Bruno Larosa e Gaspare Lo Schiavo).
Sono sette le persone indicate come parti offese da parte della Procura di Nicola Gratteri. Parliamo di una realtà indicata come patrimonio storico della città, su cui il Ministero della cultura ha confermato anche di recente la propria volontà di investire. C’è un piano per il Sannazaro, si punta alla riqualificazione e al rilancio dell’area. Ovviamente si tratta di un’opera di non facile realizzazione. Stando a quanto emerso da una primissima stima, il danno arrecato dalle fiamme si aggira intorno ai sessanta milioni di euro. Facile immaginare che l’impegno di spesa sia altrettanto oneroso.
La svolta
Ora si attendono le conclusioni della Procura. Dopo aver letto eventuali perizie di parte, gli inquirenti potrebbero chiudere l’inchiesta in vista di una probabile richiesta di rinvio a giudizio. Un processo che dovrebbe fare chiarezza sulle responsabilità di un evento legato alla manutenzione interna del teatro.
Stando alla ricostruzione dei vigili del fuoco, l’innesco sarebbe partito nella parte centrale della struttura. Siamo tra palco e sotto palco. Purtroppo in quei giorni di febbraio, l’area era interessata da una serie di interventi che avevano reso indispensabile accatastare materiale scenico - tra cui stoffe e strutture in legno - in un punto che è stato immediatamente coinvolto dalle fiamme. Il resto è storia nota. Il fuoco ha divorato un pezzo di storia. Ora, processo a parte, l’obiettivo è disegnare una possibile traiettoria futura.