Liceo artistico occupato a Napoli, la dirigente: «Volevo dialogare con loro, hanno scelto di occupare: ecco perché sono delusa»
Simona Sessa, lei dirige il liceo Artistico di Napoli e aveva proposto agli studenti un?assemblea permanente per tutta la settimana in alternativa all?occupazione. Perché...
Simona Sessa, lei dirige il liceo Artistico di Napoli e aveva proposto agli studenti un’assemblea permanente per tutta la settimana in alternativa all’occupazione. Perché riteneva fosse la strada più opportuna?
«Auspicavo che i ragazzi accogliessero la proposta. L’assemblea permanente avrebbe consentito loro di confrontarsi su temi importanti, organizzare dibattiti con i docenti, invitare esperti e giornalisti, svolgere attività di loro interesse. Tutto questo senza interrompere le lezioni, senza impedire alla scuola di andare avanti e soprattutto in sicurezza. Sarebbe stata un’occasione per esprimere le proprie idee in modo democratico e civile, nel rispetto degli ambienti scolastici. Invece stamattina (ieri per chi legge) è scattata l’occupazione».
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La sua proposta nasceva anche dalla preoccupazione per quanto accaduto durante l’occupazione dello scorso anno?
«Sì, l’anno scorso abbiamo avuto un incendio durante l’occupazione, per l’intrusione di giovani estranei al liceo Artistico. Due aule sono state completamente incendiate e siamo ancora in attesa degli interventi di Città metropolitana, già programmati. Ci accorgemmo del fumo grazie ai controlli che facevamo ogni mattina e se non fossimo intervenuti tempestivamente, avremmo rischiato che l’incendio si propagasse all’intero edificio, un bene del Seicento di quasi 5mila metri quadrati, che un giorno vorremmo aprire alle visite. È un precedente che non possiamo ignorare».
Qual è oggi la sua principale preoccupazione?
«La sicurezza degli studenti. Nel nostro istituto sono in corso lavori importanti e sono presenti attrezzature e montacarichi che raggiungono i piani superiori. Ci sono aree interdette e spazi nei quali gli operai stanno lavorando. Temo che qualcuno possa farsi male. Lo dico da dirigente, ma anche da mamma. Mi sta a cuore l’incolumità dei miei ragazzi, che considero sensibili e capaci di comprendere le ragioni del confronto. La mia preoccupazione riguarda anche eventuali intrusioni dall’esterno».
L’occupazione rischia inoltre di rallentare interventi attesi da tempo.
«Abbiamo due ditte al lavoro nella scuola. È una fortuna, perché stiamo rinnovando un edificio di grandi dimensioni. I lavori interessano anche i bagni, totalmente rimessi a nuovo. Se le imprese dovessero interrompere gli interventi, non sappiamo quando potrebbero riprenderli. È un danno per l’istituto e per gli stessi studenti, che hanno bisogno di ambienti adeguati. Per questo nella circolare ho rivolto un appello alle famiglie, spiegando la situazione e i rischi presenti nell’edificio».
Invita i ragazzi a ripensarci?
«Chiedo loro di fare affidamento sul proprio senso civico e di rispettare pienamente i luoghi in cui studiano, le attrezzature e i lavori in corso. Sono bravi ragazzi, non voglio che passi il messaggio che io sia contro di loro. Al contrario, mi preoccupo per loro. Capisco che vogliano esprimere le proprie idee e discutere di questioni che ritengono importanti. Proprio per questo avevo proposto l’assemblea permanente, che avrebbe consentito di organizzare dibattiti e attività, con la vigilanza dei docenti e dei collaboratori scolastici, pronti a pulire le aule come ogni giorno. Sarebbe stata un’idea democratica, di buon senso».
Pochi giorni fa la scuola ha ospitato un evento di rilievo nazionale. Che significato ha avuto per voi?
«Venerdì il liceo Artistico di Napoli è stato riconosciuto dal Mim come istituto rappresentativo del Sud Italia e delle isole. Ma siamo anche impegnati in iniziative per la legalità e il rispetto degli spazi pubblici. Tanto impegno profuso dagli studenti non può essere vanificato con un’occupazione».
Resta dunque l’auspicio che gli studenti rivedano la loro decisione.
«Sì, spero che ci ripensino. Mi auguro che prevalgano il dialogo e il senso di responsabilità».