America's Cup, i primi bolidi nel mare di Bagnoli: la sfida dei francesi in vista delle prossime regate
Il Mattino

America's Cup, i primi bolidi nel mare di Bagnoli: la sfida dei francesi in vista delle prossime regate

Martedì 20 ottobre 2026
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Sono le 14.20 circa di un caldo e soleggiato lunedì pomeriggio di ottobre quando la gru gialla e rossa inizia le sue manovre per sollevare l?AC75 di La Roche Posay racing team....

Sono le 14.20 circa di un caldo e soleggiato lunedì pomeriggio di ottobre quando la gru gialla e rossa inizia le sue manovre per sollevare l’AC75 di La Roche Posay racing team. È un momento destinato a restare nella storia dell’America’s Cup 2027 perché si tratta del primo “gigante” a toccare il mare diNapoli. Fino a ieri, infatti, nelle menti e negli occhi di tifosi, appassionati o semplici curiosi c’erano solo gli AC40, ovvero le barche “one design” con le quali si sono fatte le pre-regate di settembre. I francesi, però, si sono portati avanti con il lavoro e già ieri pomeriggio hanno messo a mare la barca con la quale si gareggerà a partire da maggio 2027 per contendere il titolo al defender New Zealand. I primi a portare l’AC75 a Napoli, i primi a fare il “varo”.

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Niente bottiglia di champagne che si infrange sulla prua della barca come vorrebbe la più rinomata tradizione marinara, ma tante bandierine blu, bianco e rosso a sventolare al cielo di Bagnoli mentre risuonano le note di “Eye of the tiger” dei Survivor. Il Ceo e coach del team francese Philippe Mourniac fa gli onori di casa. «Siamo qui dopo ore e ore di duro lavoro. Tempo che abbiamo dedicato dietro questa barca e siamo molto orgogliosi di quello che abbiamo fatto», specifica con fierezza. «Nell’edizione di Barcellona siamo arrivati per ultimi, qua a Napoli invece siamo addirittura i primi». Un messaggio che suona come una sorta di dichiarazione di intenti in perfetto stile francese. «Vogliamo approfittare di questo piccolo vantaggio in termini di ore di navigazione in più in queste acque per essere più pronti degli altri. Non vediamo l’ora di fare delle grandi regate. D’altra parte siamo fieri della nostra squadra e faremo certamente grandi cose».

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Il gigante del mare

Proprio sopra la sua testa si erge l’AC75, il gigante del mare con il quale il team francese vuole provare stupire tutti. Si regge sui sostegni che lo tengono ben sollevato dal suolo. Vele ammainate e ali spalancate. L’albero - che ogni giorno viene montato e smontato prima di e dopo le sessioni di allenamento - è al suo posto, pronto per sorreggere la randa al vento. I primi a battere le mani e ad essere eccitati per il momento sono i velisti che sono seduti in platea e già indossano giubbotti di salvataggio e divise di ordinanza. Sì, perché quello di ieri non è stato solo uno show fine a se stesso, ma il primo giorno di allenamenti nel Golfo di Napoli. Dopo il brindisi, infatti, tutti a bordo e via, da Bagnoli a quello che nel 2027 sarà il campo di regata dell’America’s Cup. «È una giornata molto molto emozionante per noi», spiega Florian Trittel, trimmer della barca francese. «Non solo perché siamo la prima squadra a essere qua in acqua a Napoli. Penso che ogni giorno che abbiamo per allenarci è veramente importante. Dobbiamo lavorare tanto sull’AC75 per portarlo al massimo delle sue possibilità. In più abbiamo la possibilità di conoscere al meglio le condizioni di meteo e di mare. Nell’edizione di Barcellona siamo stati gli ultimi a entrare in acqua, adesso siamo i primi. Una cosa è certa e l’abbiamo già verificata durante le pre-regate: quella di Napoli è un'area di gare paradisiaca. Sappiamo che ci saranno tante barche forti in questa competizione, come ad esempio Luna Rossa, ma sappiamo anche che sarà una competizione molto aperta. Abbiamo ancora tanti mesi a disposizione per lavorare e non vogliamo sprecare nemmeno un’ora del nostro tempo per farci trovare al top della condizione».

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