America's Cup, la bonifica in vista delle regate: «Una terrazza sulla colmata , la storia ha cambiato rotta»
Il Mattino

America's Cup, la bonifica in vista delle regate: «Una terrazza sulla colmata , la storia ha cambiato rotta»

Martedì 20 ottobre 2026
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Da 35 anni la colmata a mare di Bagnoli è il convitato di pietra, la presenza incombente che ha bloccato la rigenerazione dell?area ex Italsider. Uno strumento politico in mano a...

Da 35 anni la colmata a mare di Bagnoli è il convitato di pietra, la presenza incombente che ha bloccato la rigenerazione dell’area ex Italsider. Uno strumento politico in mano a classi dirigenti che hanno ingessato il futuro di un intero pezzo di Napoli. Da ieri, quel pezzo è stato restituito alla città - bonificato - e battezzato con la calata a mare del primo AC75. Quello dei francesi del team francese La Roche-Posay che disputeranno la Coppa America nel 2027 nel Golfo di Napoli.

APPROFONDIMENTI

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America's Cup a Napoli, il varo del primo AC-75 di La Roche Posay. «Napoli vuole dimostrare di essere la miglior sede dell'evento»SalvaSalvata

Certo, la colmata oggi non è la “terrazza a mare” dove verranno installate pedane e sabbia per fare sì che i napoletani possano tuffarsi. Oggi la scena è dominata dagli enormi paddock delle Formula 1 del mare, è il cuore operativo dell’America’s Cup. Qui sorgerà un “Villaggio delle regate” accessibile al pubblico. Detto questo, la colmata è in gran parte bonificata e quando la Coppa America andrà via nel 2027, o chissà nel 2029, tutto tornerà alla dimensione del piano originario di Bagnoli: un nuovo waterfront con il mare accessibile e gratuito, il Parco urbano, il Parco dello sport, la Stazione zoologica Anton Dohrn e il Polo Tecnologico dell’Ambiente e dell’Innovazione.

Una cerimonia sobria quella del varo della barca francese, secondaria, rispetto al significato della giornata: lo svelamento della colmata alla città. Marco Mezzaroma e Diego Nepi Molineris - rispettivamente Presidente e Amministratore delegato di Sport e Salute il soggetto attuatore della Coppa America - sintetizzano così quello che è un momento storico: il nuovo utilizzo della colmata. «A Bagnoli non scende in acqua soltanto il primo AC75 del team francese La Roche-Posay: prende il largo una nuova idea di futuro. Qui, dopo decenni di occasioni mancate, la storia cambia rotta e lascia spazio al coraggio di una nuova visione». I vertici della Società spiegano: «Una visione del Governo italiano, tradotta in risultati grazie al lavoro della Struttura Commissariale, di Sport e Salute, Invitalia e di tutte le istituzioni coinvolte. Giorno dopo giorno, Bagnoli rinasce e si trasforma. Dove per troppo tempo si è atteso, oggi si costruisce. Qui sta nascendo un villaggio della vela aperto a tutti, dove lo sport sarà opportunità, inclusione e crescita». Sui tempi Mezzaroma e Nepi Molineris sono fiduciosi: «Il cronoprogramma è rispettato, gli impegni diventano realtà, il futuro prende forma. L’America’s Cup 2027 porterà l’Italia e Napoli al centro del mondo. Ma la sfida più grande sarà ciò che resterà dopo: una legacy concreta, capace di generare valore per il territorio e nuove opportunità per le generazioni future. Perché il vero successo non è soltanto ospitare un evento planetario, ma lasciare un segno destinato a durare nel tempo. E oggi, a Bagnoli, quel futuro comincia a navigare». Il sindaco Commissario per la bonifica di Bagnoli Gaetano Manfredi inquadra così la giornata: «Il primo AC75 scende in acqua altri team completeranno il loro insediamento in città. È un grande sforzo, ma anche un grande risultato. Vediamo finalmente una Bagnoli viva con grandi team e ci avviciniamo alla Coppa America: è un passo importantissimo per il rilancio e la fruizione libera della città di un luogo negato per oltre 30 anni». Manfredi insiste sulla Bagnoli che riparte: «Questa è una grande opportunità e i cittadini di Bagnoli saranno i primi ad avere risultati positivi. Questo è un mio impegno». Rispetto al percorso di condivisione con la cittadinanza, Manfredi spiega che «è già messo in campo, stiamo parlando con tanti e l’obiettivo è discutere del dopo Coppa America: l’idea a cui stiamo lavorando è uno spazio a mare pubblico, per lo sport e la balneazione. Questa è una grande piscina naturale e stiamo lavorando per la balneabilità, per la crescita e il benessere della città».

La strategia

Due sono le novità che filtrano dal quartier generale di Sport e Salute. La prima è che «entro l’anno inizieranno i contatti con il Consorzio dei team guidata da Marzio Perrelli per trattare la permanenza a Napoli dell’America’ s Cup anche per l’edizione del 2029». E filtra al riguardo anche un cauto ottimismo. Che però ha solide basi nelle preregate svoltesi a settembre che hanno avuto un successo, per dimensioni di pubblico che fisicamente ha gremito il lungomare oltre 250mila presenze e riscontro sui media internazionali che nessuno si aspettava fosse così grande da oscurare la precedente edizione di Barcellona. Un successo che ha spinto “Sport e Salute” a candidare le preregate di Napoli a un premio per un concorso che si terrà a Venezia, al quale parteciperanno anche le Olimpiadi sulla neve di Milano. «Mi sembra che sulla scia delle preregate - racconta Mezzaroma - l’interesse verso questa manifestazione stia crescendo di giorno in giorno. Sono convinto che quando arriveremo a maggio prossimo l’evento sarà veramente di portata globale, sarà un evento straordinario».

Mancano 213 giorni alla Coppa America come scandisce l’rologio in piazza Vittoria e c’è molto da fare ancora: «Siamo perfettamente nei tempi e stiamo per finire anche il masterplan insieme ad America’s Cup e al Comune di Napoli per quanto riguarda il Lungomare Caracciolo e tutto quello che dovrà avvenire lì». Ma l’attenzione - visto che arriveranno centinaia di migliaia di turisti - è concentrata sui servizi. «Lavoreremo - spiega Nepi Molineris - per un collegamento fra Bagnoli e il centro città perché anche a Bagnoli ci sarà un fan village straordinario. E non mancheranno sorprese, con una parte lato terra che verrà creata attraverso piazze e strutture che possano fare inclusione tra le 3000 persone che vivono nei paddock e tutta la parte della popolazione che vorrà venire a Bagnoli per fare sport».

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