Giustizia, a Castel Capuano una sala in ricordo di Morello: «Restituì la dignità a Enzo Tortora»
Il Mattino

Giustizia, a Castel Capuano una sala in ricordo di Morello: «Restituì la dignità a Enzo Tortora»

Martedì 20 ottobre 2026
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Un filo invisibile lega da ieri la solennità della culla napoletana del diritto alla memoria viva di chi la giustizia l'ha sempre servita con la schiena dritta. A Castel Capuano il...

Un filo invisibile lega da ieri la solennità della culla napoletana del diritto alla memoria viva di chi la giustizia l'ha sempre servita con la schiena dritta. A Castel Capuano il ricordo del giudice Michele Morello diventa definitivo. La Sala della Regina porterà il suo nome. Un evento unico nella storia dell’ex tribunale a suggellare la figura di quello che avvocati e colleghi hanno sempre definito il “giudice galantuomo”. Il magistrato che nel settembre del 1986 firmò la storica sentenza d’appello che restituì la libertà a Enzo Tortora. A tratteggiare l’immagine più intima è il figlio Tullio Morello, magistrato e consigliere del Csm: «Ho milioni di ricordi dolcissimi. Sempre dalla parte dei figli, un passo indietro e pronto ad accogliere le nostre idee. Ha ricoperto tutti i ruoli dell’ordinamento, facendo persino la pratica forense. A 91 anni studiava ancora dalla mattina alla sera perché questo lo rendeva felice».

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L’impegno

A sottolineare il valore dell’iniziativa la presidente della Corte d’Appello di Napoli, Maria Rosaria Covelli: «Intitolare a Michele Morello la Sala della Regina, dove ha a lungo svolto la sua attività, significa affidare il suo nome a un luogo che appartiene alla storia della giustizia napoletana. Questo è un impegno per il futuro e una guida per le nuove generazioni. È stato il simbolo di una giustizia capace di mettersi in discussione». L’evento si è aperto con i saluti istituzionali del sindaco Gaetano Manfredi e concluso con quelli del prefetto Michele di Bari. Riflessioni di alto profilo dal Procuratore nazionale Antimafia Giovanni Melillo: «La giurisdizione è un potere terribile che può rovinare le vite e che deve legittimarsi ogni giorno attraverso le garanzie. L'errore giudiziario è fisiologico, ma non diventi un pretesto per delegittimare la magistratura». Il vicepresidente del Csm Fabio Pinelli ha richiamato l'attenzione sul processo: «L’azione penale eviti compressioni dei diritti degli imputati laddove emergano dubbi elementari». Per il presidente della Corte d'Appello di Palermo, Antonio Balsamo, «Morello ci insegna la spinta verso la giustizia riparativa».

La querelle

A tenere banco anche la querelle politico-istituzionale. Il Procuratore generale Aldo Policastro ha commentato con fermezza la recente decisione del Governo sul blocco degli adeguamenti retributivi alle toghe: «I diritti dei lavoratori vanno riconosciuti e in questo caso lo hanno stabilito più sentenze del Consiglio di Stato». Sulla figura di Morello, Policastro non ha dubbi: «Ci lascia l’eredità di una magistratura libera che non subiva pressioni interne né esterne». Aldo De Chiara, presidente della Fondazione Castel Capuano, ha ricordato un «magistrato insensibile alle lusinghe mediatiche». Carmine Foreste, presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Napoli, lo ha ricordato come «il giudice galantuomo che trattava ogni fascicolo con lo stesso identico rigore». Leda Rossetti, presidente dell’Anm Napoli, ha ribadito come la sua figura rappresenti «un modello di rigore e indipendenza»; mentre Marco Muscariello, presidente della Camera Penale di Napoli, ha espresso la gioia dei penalisti «per un’intitolazione che ne onora la postura e la rettitudine». A chiudere la giornata, tra gli applausi degli studenti dell’istituto “Elsa Morante” di Scampia, le note solenni dell’Ave Maria di Piazzolla eseguite dai maestri d’orchestra del Teatro di San Carlo.

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