Arzano, dopo 30 anni la galleria della morte ?liberata? dai rifiuti: oggi la presentazione con il commissario Vadalà
Il Mattino

Arzano, dopo 30 anni la galleria della morte ?liberata? dai rifiuti: oggi la presentazione con il commissario Vadalà

Martedì 20 ottobre 2026
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La bonifica è completata e quella che per anni è stata ricordata come la ?galleria della morte? può finalmente chiudere una delle pagine più amare della...

La bonifica è completata e quella che per anni è stata ricordata come la “galleria della morte” può finalmente chiudere una delle pagine più amare della storia recente di Arzano. Dopo anni di attese, denunce, sopralluoghi e richieste d’intervento, l’imbocco della galleria che avrebbe dovuto collegare Arzano a Secondigliano è stato liberato dalle tonnellate di rifiuti accumulate nel tempo, restituendo decoro e sicurezza a un’area simbolo di degrado e abbandono. Si conclude così un intervento iniziato lo scorso 12 maggio e coordinato dal Commissario unico per le bonifiche, il generale Giuseppe Vadalà, che ha portato alla rimozione di enormi quantità di materiali depositati nel corso degli anni all’interno del tunnel incompiuto. Pneumatici, rifiuti edili, suppellettili, plastica e altra spazzatura sono stati recuperati e avviati allo smaltimento dopo le necessarie operazioni di cernita, analisi e prelievo. Oggi alle 15,30, la cerimonia di fine lavori della bonifica con il generale Valdalà.

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La storia

La storia di questa galleria è profondamente intrecciata con una delle tragedie più drammatiche degli anni Novanta. Il 23 gennaio 1996, durante i lavori per il collegamento tra la bretella dell’Asse Mediano e l’area di Miano e Piscinola, il crollo della volta al Quadrivio di Secondigliano provocò la rottura di una condotta del gas metano. La successiva esplosione costò la vita a undici persone (tra cui due arzanesi) e segnò la definitiva interruzione dell’opera, mai completata. Da allora il tunnel è rimasto una ferita aperta nel territorio. Con il passare degli anni l’area è stata trasformata in una vera e propria discarica abusiva.

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La scoperta della bomba ecologica risale all’ottobre del 2019, quando carabinieri e polizia locale individuarono decine di tonnellate di rifiuti abbandonati lungo centinaia di metri della struttura sotterranea. Una situazione aggravata da episodi come il vasto incendio sviluppatosi nel 2017 nelle vicinanze dell’accesso alla galleria. Da quel momento si è avviato un lungo percorso che ha visto impegnati istituzioni, forze dell’ordine e amministrazioni locali fino all’avvio delle operazioni di bonifica. L’intervento è stato eseguito dall’impresa GiEffe di Bacoli, che in questi mesi ha ripulito oltre 750 metri lineari d’area interessata dall’accumulo dei rifiuti.

L’annuncio

L’annuncio del completamento era stato dato nei giorni scorsi dal sindaco di Arzano, Giuseppe Vitagliano, sottolineando il valore dell’intervento per la tutela ambientale e la sicurezza pubblica. Un risultato ottenuto grazie alla collaborazione tra diversi enti. «È un passo importante per la città e per tutto il territorio, per lasciarsi alle spalle le ferite del passato e costruire un futuro più sicuro e più curato», afferma il primo cittadino. Eliminare una discarica abusiva significa ridurre i rischi ambientali, contrastare l’illegalità e restituire dignità a un luogo che per troppo tempo è stato sinonimo di degrado. Il risultato raggiunto segna una svolta concreta. Dopo trent’anni dalla tragedia del 1996 e sette anni dopo la scoperta della discarica abusiva, una parte significativa di quella ferita è stata finalmente sanata. La galleria resta il simbolo di una storia dolorosa che Arzano non dimenticherà mai, ma la conclusione della bonifica rappresenta anche il segnale che il recupero del territorio è possibile quando istituzioni e comunità operano nella stessa direzione. Incerto, però, appare il futuro della galleria, sigillata con una colata di cemento armato dopo il crollo provocato dall'esplosione del 1996. Una sua riapertura sembra al momento improbabile. Secondo indiscrezioni raccolte nelle ultime settimane, la struttura potrebbe essere destinata a diventare un deposito e ricovero per i mezzi di pronto intervento della Protezione Civile Regionale.

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