Cucina, al via le lezioni nell?edificio confiscato alla camorra con la presidente Colosimo: «Il lavoro contro i clan»
Il Mattino

Cucina, al via le lezioni nell?edificio confiscato alla camorra con la presidente Colosimo: «Il lavoro contro i clan»

Martedì 20 ottobre 2026
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«Devo dire grazie a don Luigi e a quello che sta facendo qui. Anzitutto perché dà un aiuto ai vostri genitori quando non possono stare con voi. Sappiate che siete molto...

«Devo dire grazie a don Luigi e a quello che sta facendo qui. Anzitutto perché dà un aiuto ai vostri genitori quando non possono stare con voi. Sappiate che siete molto fortunati, perché non succede dappertutto che vi siano posti così dove poter studiare, giocare e imparare un lavoro». Chiara Colosimo, presidente della commissione parlamentare Antimafia, ha salutato così i bambini della Fondazione ‘A Voce d’ ‘e creature, guidata da don Luigi Merola, dove ha inaugurato un laboratorio di cucina in un bene confiscato alla camorra in via Piazzolla. «Sono qui per l’affetto verso padre Merola e per dimostrare che i beni confiscati devono essere riassegnati – ha detto al suo arrivo – questa struttura è stata per tanto tempo abbandonata. Grazie all'intuizione di don Luigi, che ha messo insieme pubblico e privato, è di nuovo a disposizione della comunità. Una modalità che va usata più spesso e che io sostengo». Ad accompagnare Colosimo Sergio Rastrelli, senatore di FdI e segretario della commissione antimafia. Tra gli intervenuti il prefetto Michele di Bari, i comandanti provinciali dell’Arma dei carabinieri Biagio Storniolo e della Guardia di finanza Carmine Virno, il tenente colonnello del comando territoriale Sud dell’Esercito Francesco Bilotta. «Quest’ennesima sfida di don Luigi è un fattore importantissimo in questa città – ha dichiarato il prefetto – cioè creare condizioni di un percorso educativo in cui tutti sono impegnati e hanno un obiettivo e dai risultati si vede che è una sfida che si sta vincendo».

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Il laboratorio

Sono già 60 i ragazzi iscritti al laboratorio gratuito di cucina. «Coinvolgerà - ha spiegato padre Merola - sia i ragazzi iscritti alla fondazione sia quelli che vogliono imparare un mestiere. A tenere le lezioni saranno due miei ex scugnizzi diventati cuochi, perché noi usiamo la peer education, cioè uno scugnizzo che acquista un titolo lo spende a favore di chi ha più bisogno». Don Luigi ha parlato poi della necessità di rivedere la normativa: «Il Comune ha fatto un regolamento, modificando l’articolo 11 per cui adesso non dovremo più restituire il bene al compimento del ventesimo anno. Ma serve cambiare una legge che è di vent’anni fa e fare in modo che vi sia un fondo per chi gestisce questi beni. Non basta più il privato perché oggi ti può aiutare, domani è in crisi e non può farlo. Deve essere lo Stato che mette a disposizione delle risorse per andare avanti, altrimenti rischiamo di doverci inginocchiare sempre davanti a tutti», ha concluso.

I dati

Sono 18mila gli immobili confiscati alla criminalità e restituiti alla collettività dal Governo. A dirlo è Rastrelli: «Iniziative come queste sono assolutamente meritorie. Nell’arco di quattro anni il governo Meloni è riuscito a restituire beni che oggi ospitano presidi delle forze dell’ordine o progetti sociali. Ogni bene restituito alla comunità è un seme piantato nel giardino della legalità». Secondo Colosimo è fondamentale però che quei beni restino a chi li gestisce. «Se il bene funziona, resta a chi lo fa funzionare. Chi dice ai bambini che sono qui dentro che domani chiudiamo perché sono passati vent’anni?». La presidente ha annunciato inoltre l’intenzione di lavorare a proposte per facilitare il riutilizzo degli immobili sottratti alla criminalità, superando i vincoli temporali delle concessioni: «Su questo filone sentirò nelle prossime settimane anche la Banca d’Italia, perché è uno di quei soggetti che secondo me va coinvolta direttamente in progetti di questo tipo». La commissione parlamentare Anfimafia, ha ricordato, «ha un comitato che si è occupato specificamente di beni confiscati. È una relazione fatta molto bene dall'onorevole Pretto, che mette in luce tutta una serie di disfunzioni», ha aggiunto sottolineando la necessità di rendere più agevole l'accesso ai finanziamenti per il recupero delle strutture abbandonate. «Ci sono diversi fondi che possono essere messi a disposizione. Ci vuole soltanto un po' di elasticità nella gestione di alcuni fondi, che non devono essere per forza comunali». E sul tema mafia e appalti, in particolare, sull’audizione prevista oggi in commissione del procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca nell’ambito dell’inchiesta sulla strage di via D’Amelio: «Mi aspetto che risponda a tutte le domande e che si chiariscano alcuni aspetti scritti nero su bianco che non hanno bisogno di alcuna strumentalizzazione politica».

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