Medico del 118 colpito con un tirapugni durante un soccorso a Mugnano: frattura al mascellare e ferita alla testa
Aggredito con un tirapugni durante un soccorso un medico della postazione 118 di Qualiano. Frattura del seno mascellare e ferita alla testa le conseguenze della brutale violenza di cui è...
Aggredito con un tirapugni durante un soccorso un medico della postazione 118 di Qualiano. Frattura del seno mascellare e ferita alla testa le conseguenze della brutale violenza di cui è stato oggetto durante un soccorso ad un paziente definito "psichiatrico". E' il quattordicesimo episodio segnalato quest’anno nell’Asl Napoli 2 Nord - avverte Manuel Ruggiero medico e sindacalista che per molti anni ha prestato in servizio in prima linea sui mezzi di soccorso della Asl Napoli 1 prima e poi alla Napoli 2 nord e che oggi lavora nelle retrovia ma continua a curare la pagina Facebook Nessuno Tocchi Ippocrate.
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L’automedica era arrivata a Mugnano per soccorrere un paziente. Pochi minuti dopo, a dover essere trasportato in ospedale in massima urgenza era il medico dell’equipaggio, colpito al volto e alla testa, secondo le prime ricostruzioni, con un tirapugni. La vittima è P. C, sanitario della postazione 118 di Qualiano: ha riportato a causa dell'aggressione frattura del seno mascellare e una ferita al cuoio capelluto. Trasferito d’urgenza al Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli, risulta ricoverato. La prognosi è incerta secondo le informazioni diffuse nell’immediatezza dell’accaduto ma non è in pericolo di vita.
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L’aggressione è avvenuta nel pomeriggio durante un intervento al quale partecipava anche l’ambulanza della postazione di Marano. A colpire il professionista sarebbe stata proprio la persona per la quale erano stati chiamati i soccorsi. Restano da chiarire la sequenza dei fatti, le circostanze che hanno preceduto i colpi e gli sviluppi successivi. Il quadro clinico del sanitario è in attesa di aggiornamenti ufficiali.
Le prime segnalazioni descrivono l’autore dell’aggressione come un paziente con problemi psichiatrici. Una definizione che richiede riscontri e che, comunque, non basta a stabilire un rapporto di causa ed effetto tra una condizione clinica e un comportamento violento. Il punto riguarda anche il modo in cui questi episodi vengono raccontati: la brutalità di un gesto non costituisce, da sola, una diagnosi. È il tema della riflessione proposta da Giuseppe Nardini psichiatra presso l'azienda dei Colli. «In questi racconti - spiega - bisogna evitare di rubricare ogni esplosione di violenza automaticamente come “pazzia”, e occorre distinguere le condizioni cliniche e accertare quale ruolo abbiano avuto nel singolo episodio. Il disturbo antisociale di personalità può associarsi a condotte aggressive, alla violazione dei diritti altrui e a comportamenti che mettono in pericolo altre persone. Non può però essere dedotto dalla sola ferocia di un’aggressione, né attribuito a distanza al responsabile».
La distinzione è sostanziale. Una diagnosi psichiatrica non dimostra che la violenza sia conseguenza di quella diagnosi; allo stesso modo, un atto violento non dimostra automaticamente la presenza di un disturbo mentale. Per comprendere quanto accaduto servono una ricostruzione puntuale e, quando necessaria, una valutazione specialistica. Anche sul piano delle responsabilità, non sono ammesse scorciatoie. Intanto l’aggressione di Mugnano allunga il conto delle violenze contro il personale sanitario. Secondo il monitoraggio di Nessuno Tocchi Ippocrate è il quattordicesimo episodio del 2026 nell’Asl Napoli 2 Nord. Diventano 35 considerando insieme quelli segnalati nei territori di Napoli 1 Centro e Napoli 2 Nord. Un conteggio che descrive l’esposizione di medici, infermieri e soccorritori, chiamati ogni giorno a entrare nelle case o a intervenire in strada, spesso senza conoscere le condizioni che troveranno. L’emergenza territoriale è il primo presidio nei momenti più difficili. La tutela degli equipaggi passa dalla capacità di riconoscere le situazioni di pericolo, dal coordinamento con le forze dell’ordine e da procedure che consentano di prestare assistenza in sicurezza. A Mugnano il prezzo di questa esposizione lo ha pagato un medico: era uscito dalla postazione di Qualiano per curare una persona ed è arrivato in pronto soccorso con il volto fratturato. Un inaccettabile tributo per chi spende la propria vita al servizio delle persone malate.