Proteste di piazza in tutta Italia, lotta al carovita e al Cpr. C?è il rischio ?infiltrati?: sui casi indaga l'antiterrorismo
Nessuna intenzione di criminalizzare il dissenso. Nessuna volontà di soffocare sul nascere il sacrosanto diritto ad esprimere la propria contrarietà nei confronti delle strategie del...
Nessuna intenzione di criminalizzare il dissenso. Nessuna volontà di soffocare sul nascere il sacrosanto diritto ad esprimere la propria contrarietà nei confronti delle strategie del governo. Si punta invece ad evitare spiacevoli doppioni con quanto accaduto di recente a Milano o a Parigi, in Spagna o in Albania: l’incursione di infiltrati, di black bloc, di professionisti del tumulto in proteste nate come occasioni di confronto pacifiche. Domani, dunque, doppio fronte della protesta: alle 13 a Castel Volturno (località La Piana) raduno nazionale contro l’istituzione di un Cpr (centro di permanenza per i rimpatri); due ore dopo, a partire dalle 15, mobilitazione nazionale contro il caro vita, a partire da piazza del Plebiscito. Eventi a forte carica emotiva, la Procura non sta a guardare. Si lavora su un prequel molto simile a quanto accaduto lo scorso 17 ottobre a Milano. Mobilitazione virtuale, ma drammaticamente incisiva: una chiamata alle armi in tutti i sensi, da parte di chi ha interesse a creare scompiglio. Proviamo a capire qual è lo scenario possibile domani, alla luce delle verifiche condotte in questi giorni da parte degli agenti Digos del primo dirigente Walter Dian. C’è il rischio contaminazione, come sempre avviene quando nella stessa piazza confluiscono tantissime persone con un carico di vissuto e un bagaglio di aspettative differenti.
Pulsioni e orizzonti diversi, in un cocktail ideologico che rischia di sfociare in episodi di violenza. C’è chi sta unendo i puntini. A partire da una data: è lo scorso aprile, quando gli uomini di via Medina vanno a perquisire cinque soggetti, a loro volta ritenuti capaci di sostenere e propagandare ideologie eversive. Inchiesta condotta dal pm Maurizio De Marco (oggi alla Dda) e dal pm per i minori Ettore La Ragione, si lavora su possibili soluzioni di propaganda eversiva. Torna lo spettro delle Br, mentre - tra i cinque indagati - c’è chi maneggia armi e si pone al servizio di una sorta di retroguardia oltranzista. Al vaglio degli inquirenti ci sono telefoni e supporti informatici sequestrati ad aprile, la traiettoria antagonista intercetta mondi diversi. La protesta contro il governo unisce anime differenti. Proviamo ragionare alla luce di quanto emerso dalla piazza napoletana e di Castel Volturno: stop rimpatri, lotta al carovita, stop alle regate di Bagnoli (viste come una sorta di impronta capitalista sul versante ovest della periferia napoletana), aggressione a chiunque rappresenti le istituzioni. Divise comprese. Scenario complesso che rischia di fagocitare anche il diritto di chi scende in piazza per esprimere il proprio dissenso in modo democratico. E non va sottovalutato quanto sta accadendo in questi giorni tra scuola e università.