Ospedale Pascale, furto di farmaci salvavita. Il valore è di 822mila euro: anche un vigilante nella banda
Il Mattino

Ospedale Pascale, furto di farmaci salvavita. Il valore è di 822mila euro: anche un vigilante nella banda

Venerdì 23 ottobre 2026
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Sono partiti dal disinnesco manuale del sistema di allarme, alle 18.57 del 17 settembre 2025, avvenuto attraverso una tastiera presso la postazione della vigilanza ( e poi riattivato 28 minuti...

Sono partiti dal disinnesco manuale del sistema di allarme, alle 18.57 del 17 settembre 2025, avvenuto attraverso una tastiera presso la postazione della vigilanza ( e poi riattivato 28 minuti dopo) per ricostruire, minuto dopo minuto, tutte le azioni compiute dai ladri che “svuotarono” la farmacia dell’Istituto Pascale portando via farmaci salvavita per un valore di oltre 822mila euro. I carabinieri della compagnia Vomero, grazie anche all’ausilio delle telecamere della videosorveglianaza, al racconto dei responsabili e alle intercettazioni ambientali, sono riusciti ad incastrare una guardia giurata in servizio presso la struttura e un «esperto» di furti di farmaci. Per Ciro Sacchettino, 45 anni, già detenuto per un analogo furto al secondo Policlinico, è scattato l’arresto in carcere; per Salvatore Abbruzzo, 47 anni, i domiciliari. C’è però una terza persona indagata, Giuseppe Esposito, anche lui guardia giurata, e si cercano anche altri complici. Ricordiamo che tra i medicinali portati via, come specifica in una nota anche il procuratore Nicola Gratteri, c’erano farmaci ad uso sperimentale, composti da molecole non ancora in commercio. A chiedere le misure cautelari, il pm Maurizio De Marco che ha lavorato alle indagini con i coordinamento dell’aggiunto Francesco Soviero. 

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Le indagini

Sono quindici i fermo immagini sui quali si soffermano i carabinieri della compagnia Vomero e che ritraggono i ladri in azione: berretto da baseball, felpa nera e guanti neri. Il raid scatta alle 18.57 quando dalla postazione della guardia giurata viene disattivato l’allarme poi riattivato alle 19.25. Sacchettino viene immortalato da quando entra in ospedale a quando mette i medicinali all’interno dei sacchetti. In servizio come guardia giurata vi era Esposito. Alle 18.56 arriva Abbruzzo ed Esposito si allontana: nel successivo minuto il collega disattiva l’allarme. Alle 19.11 Sacchettino con un complice da identificare, esce dall’ascensore e si dirige verso la farmacia. I due abbassano la testa per evitare di essere inquadrati dalle telecamere, usano poi un cacciavite per forzare la porta di accesso dei locali. Alle 19.17 i due sono all’interno della farmacia, alle 19.25 il furto è compiuto: Sacchettino esce con il cellulare in mano, il suo complice porta con due buste.  

Le intercettazioni

La mattina del primo ottobre Sacchettino va nella postazione delle guardie giurate dove ci sono Esposito (che si è sempre dichiarato estraneo ai fatti ma per il quale c’era la richiesta di arresto non accolta dal gip) e Abbruzzo. I due arrestati ieri parlano tra loro del furto prima in maniera generica poi, quando Esposito esce fuori, discutono sugli eventuali sviluppi investigativi. È così che Sacchettino chiede ad Abbruzzo di «rubare sto video», riferendosi a quello in cui compare lui con il suo complice. Poi Abbruzzo gli chiede se anche lui ha subito delle perquisizioni a casa. È allora che il 45enne espone i suoi timori: che i carabinieri gli stanno per mettere un gps sotto l’auto. Le sue preoccupazioni sono legate al fatto che lui, nella giornata, doveva andare a consegnare i medicinali rubati.  

L’ospedale

«Desidero esprimere il mio più sincero ringraziamento ai carabinieri della Compagnia Vomero e alla Procura della Repubblica di Napoli per il lavoro investigativo svolto, - dice il direttore generale del Pascale, Maurizio di Mauro - che ha consentito di fare luce su un episodio di estrema gravità ai danni del nostro Istituto. Il furto di farmaci oncologici, tra cui medicinali sperimentali contenenti molecole non ancora disponibili in commercio, rappresenta un fatto particolarmente allarmante. Non parliamo soltanto di un danno economico ingente per il Servizio sanitario nazionale, ma di farmaci di grande valore scientifico e terapeutico, strettamente legati alla ricerca oncologica e alle prospettive di cura dei pazienti». E ancora: «L'eventuale coinvolgimento di una guardia giurata appartenente a una società esterna incaricata del servizio di vigilanza rende la vicenda ancora più grave, perché chi è chiamato a garantire la sicurezza deve essere il primo a tutelarla. Continueremo a collaborare con le autorità e a lavorare per rafforzare ogni misura utile a proteggere i propri beni, i farmaci e le attività di ricerca. La sicurezza dell'Istituto e la tutela della ricerca scientifica non possono essere sottovalutate, soprattutto quando in gioco ci sono risorse destinate alla lotta contro il cancro».

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