Eav premiata a Montecitorio, intervista a Pietro Diamantini: «La security è una priorità, prevediamo un presidio tra Porta Nolana e Piazza Garibaldi»»
Cento giorni di Eav e un premio, quello ricevuto ieri a Montecitorio insieme ad altri esponenti della società civile, come il procuratore Nicola Gratteri e il cardinale Matteo Zuppi, come...
Cento giorni di Eav e un premio, quello ricevuto ieri a Montecitorio insieme ad altri esponenti della società civile, come il procuratore Nicola Gratteri e il cardinale Matteo Zuppi, come «Eccellenza 2026». Pietro Diamantini si è insediato come amministratore unico di Eav a metà luglio e, cento giorni dopo, per lui è già tempo di bilancio, proprio nel giorno in cui arriva un riconoscimento alla Camera dei Deputati.
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Ingegnere, partiamo dal presente: anche Eav ha dovuto adeguarsi alla crisi di carburante dovuta alle proteste di questi giorni, tagliando le corse dei bus. È preoccupato? Teme un peggioramento della situazione?
«Ci siamo adeguati e lo abbiamo fatto con tempestività, ma altrettanto tempestivamente siamo pronti a rimodulare gli orari appena la situazione dovesse normalizzarsi. Non sono pessimista, ma sono realista: seguiamo da vicino la vicenda e ci auguriamo che prevalga il senso del dialogo e il confronto civile, pur nel rispetto delle ragioni di tutti».
Ad agosto annunciò sei ordini di servizio: più security, un nuovo brand e una nuova governance. Cosa è già operativo e cosa slitta oltre il centesimo giorno?
«Sull’ordine di servizio relativo alla security siamo alla fase conclusiva. La sicurezza è una priorità assoluta per Eav: stiamo lavorando per garantire un sistema completo ed efficace, con condizioni di viaggio sempre più sicure per i nostri clienti. È inoltre in fase di definizione un accordo con i soggetti istituzionali e territoriali per attivare un presidio integrato nel nodo di mobilità Piazza Garibaldi-Porta Nolana, rafforzare la vigilanza e tutelare viaggiatori e personale. Valutiamo anche l’istituzione di una figura dirigenziale dedicata alla security, che coordini le attività di prevenzione e la sicurezza delle persone e del patrimonio aziendale. Sul fronte del brand, il percorso è già operativo: abbiamo adottato il nuovo logo Eav, evolvendo l’identità visiva senza stravolgerla».
Ci saranno novità anche nella governance?
«La nuova governance punta a rendere Eav più efficiente e rapida nelle decisioni. Abbiamo superato i livelli della direzione generale e del direttore centrale operativo, non più necessari nel nuovo modello, favorendo un rapporto diretto tra l’amministratore unico e le direzioni di primo livello. La nuova organizzazione sarà diffusa a metà novembre».
A proposito di riorganizzazione, con la Regione ha aperto il confronto sul piano da lei presentato. Quali sono le fasi del piano, in che ordine scattano?
«Il confronto con la Regione Campania è fondamentale. La prima fase riguarda la definizione e l’entrata in vigore del nuovo assetto organizzativo, per rendere la struttura più efficiente, chiarire le responsabilità e orientarla agli obiettivi strategici. Non è una semplice redistribuzione delle competenze, ma una revisione dei processi decisionali, con attenzione a sicurezza, qualità del servizio, controllo di gestione, investimenti, produzione e innovazione. È stata inoltre attivata una struttura dedicata allo sviluppo commerciale, per valorizzare i servizi, rafforzare il rapporto con i clienti, individuare nuove opportunità e aumentare i ricavi. Parallelamente, valorizzeremo le competenze manageriali e dirigenziali già presenti, ricorrendo anche a nuove professionalità quando necessario. L’obiettivo è dotare Eav delle competenze migliori per affrontare le sfide dei prossimi anni».
Intanto il 17 ottobre è entrato in vigore il nuovo orario della Circumvesuviana e arrivano nuovi treni. Possiamo già tracciare un bilancio sulla regolarità delle corse?
«È presto per un bilancio definitivo, ma i primi dati sono positivi. La regolarità si mantiene su livelli soddisfacenti, grazie al lavoro organizzativo degli ultimi mesi sulla programmazione dell’esercizio, sulla manutenzione e sulla disponibilità del materiale rotabile. I segnali sono incoraggianti: puntiamo a trasformare questi risultati in un miglioramento strutturale e duraturo della qualità del servizio per i cittadini campani»
Però i pendolari restano preoccupati per tante ragioni. In Circumvesuviana ci sono lavori che incidono sull’esercizio, a partire dalla Napoli-Baiano. Come stanno le cose?
«Gli impatti dei lavori sulle linee sono diffusi, ma li affrontiamo con determinazione e metodo, senza compromettere la continuità del servizio. I risultati sono buoni: abbiamo già risolto quasi l’80% dei rallentamenti sulla Napoli-Sorrento e riattivato i cantieri per i raddoppi, l’installazione delle tecnologie e la digitalizzazione dell’azienda, comprese le attività interne».