Protesta degli autotrasportatori a Napoli, farmaci e soccorsi. Garantiti i servizi: «Nessun disagio»
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«Una protesta responsabile per non mettere a rischio l’assistenza sanitaria». L’appello per scongiurare eventuali ripercussioni dello sciopero degli autotrasportatori sui servizi ospedalieri e del 118 arriva da un coro di voci del mondo dei professionisti sanitari a cominciare dalle parole di Bruno Zuccarelli, presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Napoli e provincia.
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Il tema centrale riguarda la continuità delle cure che, però al momento, «è assicurata dalle scorte destinate ai mezzi di soccorso, al trasporto sangue e ai servizi di urgenza» come hanno fatto sapere dall’Unità di crisi convocata ieri dalla direzione generale dell’Asl Napoli 1 Centro che ha creato un’apposita task force.
L’appello
La necessità di «garantire il carburante per le ambulanze e per consentire ai sanitari di raggiungere i posti di lavoro» è una delle richieste di Zuccarelli, lanciata anche dal fronte dei sindacati e da Teresa Rea, presidente del coordinamento regionale degli Ordini delle professioni infermieristiche della Campania. «Medici e odontoiatri hanno difficoltà a raggiungere ospedali, ambulatori e pazienti a domicilio, mentre gli anziani e le persone più fragili sono particolarmente esposti» ha spiegato il presidente dei medici esprimendo la sua «preoccupazione per le ambulanze del 118». L’appello, pur comprendendo «le ragioni degli autotrasportatori», è che «la protesta non comprometta il diritto alla salute», una priorità per cui Zuccarelli ha sollecitato l’istituzione di «un coordinamento urgente tra Prefettura, autorità sanitarie e distributori di carburante per assicurare la continuità delle cure e dare priorità ai mezzi di soccorso e al personale sanitario».
Gli infermieri
Il pericolo che l’emergenza carburante possa aggravarsi fino a determinare «il totale blocco dell’assistenza domiciliare, quella più a rischio, ma anche la parziale paralisi dell’ordinaria assistenza in ospedale e nei presidi territoriali» deve essere considerata una priorità dalle istituzioni secondo Teresa Rea, presidente del coordinamento regionale degli Ordini delle professioni infermieristiche della Campania. L’urgenza di intervenire per garantire le cure soprattutto «ai pazienti sottoposti a trattamenti dialitici e terapie antiblastiche» è stata sottolineata da Rea che ha anche ringraziato «gli ordini professionali di Napoli, Salerno, Caserta, Benevento e Avellino per il forte senso civico e umano ancora volta dimostrato» riferendosi al fatto che «il personale sanitario regionale copre spesso lunghe distanze per raggiungere i posti di lavoro e con la quasi totale mancanza dei carburanti ai distributori, la dedizione degli infermieri è prova della loro umanità e professionalità».
I sindacati
La Federazione regionale Fp Cgil Campania nella nota di Alfredo Garzi Cosentio e Antimo Morlando ha richiesto «un tavolo di crisi congiunto tra Prefetture, Regione Campania, direzioni generali delle Asl e organizzazioni sindacali e l’istituzione di corsie prioritarie e stazioni di servizio dedicate al rifornimento dei veicoli del personale sanitario». «L’adozione di un piano straordinario per coprire i turni e la continuità dei servizi 24 ore su 24 di emergenza-urgenza e salvavita» è stata tra le richieste della Fials Asl Napoli 1 con la nota dei responsabili Federica Roselli, Raffaele Nota e Maria Cannavale. Tra i punti sollevati dai sindacalisti Nursing Up Napoli a firma di Lello Pavone, c’è «l’emanazione di una formale “manleva” liberatoria per i professionisti da qualsiasi responsabilità disciplinare o contestazione per ritardi o impossibilità di presa in servizio».