Distributori ancora al palo, cantieri elettrici a rischio ma primi arrivi nei market
Napoli resta a secco. Distributori chiusi, pompe senza benzina e gasolio, automobilisti costretti a girare a vuoto alla ricerca di un rifornimento. La protesta degli autotrasportatori...
Napoli resta a secco. Distributori chiusi, pompe senza benzina e gasolio, automobilisti costretti a girare a vuoto alla ricerca di un rifornimento. La protesta degli autotrasportatori continua a paralizzare la distribuzione dei carburanti in Campania. Non soltanto trasporti e attività commerciali: a lanciare l'allarme è anche E-Distribuzione, alle prese con la carenza di carburante per i mezzi impegnati nella manutenzione della rete elettrica e nella riparazione dei guasti. Le riserve, in alcune aree, sarebbero ormai sufficienti soltanto per poche ore. Uno scenario che mette a rischio la continuità degli interventi e spinge l’azienda a chiedere il sostegno delle prefetture.
La crisi
Il nodo principale resta il blocco dei tir all’esterno degli impianti di raffinazione di via Argine, che da giorni impedisce la regolare uscita di benzina e diesel destinati ai distributori della Campania. Una strozzatura che ha progressivamente prosciugato le scorte disponibili. Nel capoluogo trovare una pompa aperta è diventata un’impresa. La quasi totalità delle stazioni di servizio ha abbassato le serrande, esponendo cartelli che annunciano l’esaurimento del carburante. Intanto prosegue il lavoro delle forze dell’ordine, coordinate dalla prefettura di Napoli, per superare l'impasse nella zona delle reffinerie e consentire la ripresa dei rifornimenti. Una mediazione complessa, mentre la protesta continua a produrre ripercussioni sull’intero sistema distributivo.
Blocco tir a Napoli: corteo di manifestanti diretto verso il porto a sostegno dei camionisti
Prezzi e tensioni
Alla carenza di carburante si aggiunge il rischio di speculazioni. Nei pochi distributori riforniti nelle ultime 48 ore, tra Napoli e provincia, sono stati segnalati prezzi particolarmente elevati, in alcuni casi superiori ai tre euro al litro per il gasolio. Una situazione sulla quale resta alta l’attenzione della Guardia di finanza, impegnata nei controlli per contrastare eventuali irregolarità. E non mancano momenti di tensione. A Gianturco è stato necessario l’intervento della polizia in un’area di servizio presa d’assalto dagli automobilisti, con il gestore costretto a chiudere. Episodi che si aggiungono alle lunghe code registrate nei giorni scorsi in diversi punti della città. Due giorni fa file di vetture si erano formate davanti al distributore Ip di corso Vittorio Emanuele, all’incrocio con Parco Margherita, e alla stazione Eni di via Vespucci. Automobilisti in attesa per ore, nella speranza di riuscire a riempire il serbatoio prima dell’esaurimento delle scorte. A Napoli est e Napoli ovest lo stesso. Da Fuorigrotta c’è chi si è spinto fino a Licola per tentare invano di rifornire la propria auto.
Il lato positivo
Segnali di miglioramento arrivano invece sul fronte della distribuzione delle merci. La maggior parte dei blocchi stradali è stata sciolta, anche se restano attivi alcuni presidi degli autotrasportatori. Nei supermercati cominciano a tornare sugli scaffali alcuni prodotti freschi, dopo giorni di difficoltà negli approvvigionamenti. Una ripresa resa possibile dal passaggio dei mezzi pesanti, agevolato anche dalle scorte delle forze dell’ordine, impegnate a garantire il trasporto e il rifornimento delle attività commerciali.
L’allarme
Ma il fronte più delicato riguarda ora i servizi di pubblica utilità. E-Distribuzione sta scrivendo ai prefetti per segnalare le possibili conseguenze dei blocchi sull’operatività della rete elettrica. In Campania la scarsità di carburante interessa anche i mezzi utilizzati per raggiungere gli impianti, effettuare le riparazioni e intervenire in caso di guasti. Le riserve disponibili si sono ridotte fino a poche ore di autonomia, mettendo a rischio il presidio operativo del servizio. L’azienda è arrivata a chiedere carburante alle forze dell’ordine, sottolineando la necessità di garantire la continuità di un’attività essenziale per cittadini e imprese. Il problema non riguarda soltanto il funzionamento dei veicoli, ma anche la possibilità di assicurare interventi tempestivi in caso di emergenze sulla rete. Le conseguenze della protesta si estendono anche ad altre regioni del Mezzogiorno. Le difficoltà interessano progressivamente le aree operative di E-Distribuzione in Campania, Sicilia, Puglia, Basilicata, Calabria e alcune zone del Lazio, tra cui Ventotene e Frosinone. A risentirne sono anche le imprese appaltatrici, impossibilitate in diversi casi a utilizzare regolarmente autogru, cestelli e furgoni. Fin dai primi giorni della mobilitazione sono stati segnalati ritardi nelle riparazioni, nella manutenzione e negli interventi richiesti dagli utenti.