Alta Velocità, Carnet Smart per i viaggi. Il ministro Matteo Salvini ferma Trenitalia: «No alla soppressione»
Il Mattino

Alta Velocità, Carnet Smart per i viaggi. Il ministro Matteo Salvini ferma Trenitalia: «No alla soppressione»

Venerdì 23 ottobre 2026
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Il Carnet Smart di Trenitalia non sarà soppresso, almeno fino a quando non si sarà chiuso un confronto con il ministero dei Trasporti, che peraltro deve essere ancora aperto. Si...

Il Carnet Smart di Trenitalia non sarà soppresso, almeno fino a quando non si sarà chiuso un confronto con il ministero dei Trasporti, che peraltro deve essere ancora aperto. Si tratta del pacchetto da dieci viaggi su Frecciarossa e Frecciargento, da utilizzare entro trenta giorni dal lunedì al venerdì, con uno sconto di oltre il 60 per cento: era nato negli anni della pandemia per chi lavora in smart working e va in ufficio solo alcuni giorni al mese.

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La tregua l’ha annunciata ieri il vicepremier Matteo Salvini, in prefettura a Milano, rispondendo a una domanda sulla formula che Trenitalia aveva deciso di ritirare dalla vendita dal primo novembre: «Ho chiesto a Trenitalia di sospendere qualsiasi tipo di novità prima di un tavolo da me convocato con le associazioni dei consumatori al ministero dei Trasporti. E hanno risposto di sì». Prima che la questione approdasse a Roma, era stata la Regione Campania a muoversi. Il vicepresidente e assessore ai Trasporti Mario Casillo, a margine del Question Time in consiglio regionale, aveva convocato Trenitalia e messo in fila i numeri: dieci viaggi in Alta Velocità costano oggi 139 euro da Napoli, 129 da Caserta e Benevento, 149 da Salerno, mentre senza carnet sarebbe rimasto soltanto l’abbonamento mensile da 358 euro, dovuto anche nei giorni di lavoro da casa. Da Napoli, 13,90 euro a corsa contro 37,80 per chi viaggia dieci volte al mese.

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«Dall’1 novembre si rischia di pagare fino a quasi il triplo per viaggiare sulle stesse tratte», aveva avvertito Casillo, chiedendo all’azienda di ripristinare il carnet e di cancellare il costo delle prenotazioni, in un momento in cui, aveva aggiunto, «le famiglie fanno già i conti con il caro carburanti e le bollette».

A prendere alla lettera la frase di Salvini, lo stop dovrebbe coprire anche la misura dei due euro chiesti agli abbonati per ogni prenotazione. Il deputato e coordinatore regionale della Lega Gianpiero Zinzi definisce l’intervento di Salvini «una risposta importante alle preoccupazioni di migliaia di lavoratori e pendolari». Resta da capire se l’incontro chiesto dalla Regione si terrà comunque e in che rapporto stia con quello annunciato al ministero, visto che Salvini ha citato soltanto le associazioni dei consumatori. Le pressioni erano arrivate anche da altri fronti: il deputato Francesco Emilio Borrelli aveva annunciato un’interrogazione al ministro, il consigliere regionale Nino Simeone aveva chiesto di mantenere il carnet o di garantire condizioni equivalenti.

Trenitalia aveva motivato la scelta ipotizzando che lo smart working sia destinato a ridimensionarsi, e con la volontà di arginare le prenotazioni annullate a ridosso della partenza, che lasciano posti vuoti a bordo. Argomenti che il tavolo annunciato da Salvini dovrà necessariamente affrontare, insieme alle richieste dell’Adoc, che pure sollecita un passo indietro immediato e tariffe agevolate stabili, adeguate al modo in cui oggi ci si sposta per lavoro. L’incontro al ministero non ha ancora una data.

Intanto il Pd chiede garanzie formali: il vicepresidente della commissione Trasporti della Camera, Andrea Casu, ha sollecitato Salvini a riferire in Aula sull’interpellanza urgente firmata da oltre quaranta deputati dem, perché il ripristino del carnet venga confermato in via ufficiale.

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