Lago Patria, sequestrato l?hotel del boss comprato con soldi dell?usura: sottratti beni per sei milioni di euro
Il Mattino

Lago Patria, sequestrato l?hotel del boss comprato con soldi dell?usura: sottratti beni per sei milioni di euro

Sabato 24 ottobre 2026
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Dietro l'acquisto dell'Hotel 2000, la struttura alberghiera situata lungo la circumvallazione esterna, tra Ponte Riccio e Lago Patria, ci sarebbero i soldi dell'usura. È quanto...

Dietro l'acquisto dell'Hotel 2000, la struttura alberghiera situata lungo la circumvallazione esterna, tra Ponte Riccio e Lago Patria, ci sarebbero i soldi dell'usura. È quanto emerso dalle indagini patrimoniali della Polizia di Stato che hanno portato al sequestro di beni per un valore complessivo di circa sei milioni di euro nei confronti di un 65enne di Giugliano, già noto alle forze dell'ordine e recentemente condannato in via definitiva a cinque anni di reclusione per usura ed estorsione.

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Al centro degli accertamenti c'è il patrimonio accumulato nel corso degli anni dall'uomo che ha alle spalle numerosi precedenti penali per associazione a delinquere, rapina, furto, usura ed estorsione ed è già stato destinatario di misure di prevenzione personali. Secondo gli investigatori, il 65enne avrebbe reinvestito parte del denaro proveniente dalle attività illecite nell'acquisto di immobili e in iniziative imprenditoriali.

Le verifiche sui movimenti economici e sulle disponibilità patrimoniali hanno infatti fatto emergere una significativa sproporzione tra i redditi leciti dell'uomo e della sua famiglia e il valore degli investimenti effettuati. Tra i beni finiti sotto sequestro figura proprio l'Hotel 2000, struttura ricettiva sviluppata su due livelli, con annesse aree esterne, lungo un'importante arteria di collegamento del territorio giuglianese. Il provvedimento ha interessato l'intero patrimonio aziendale e tutte le quote della società a responsabilità limitata alla quale fa capo l'albergo.

Un aspetto particolarmente significativo riguarda proprio le modalità e i tempi dell'acquisizione della struttura. Il tribunale ha infatti evidenziato una coincidenza temporale tra l'acquisto del patrimonio alberghiero e le condotte di usura accertate a carico del 65enne. Un elemento che, insieme agli altri riscontri patrimoniali, ha contribuito a sostenere l'ipotesi del reimpiego di proventi illeciti nell'attività economica. Aspetti che hanno fatto sì che ieri arrivasse il provvedimento di sequestro.

Dagli accertamenti è emerso inoltre che le quote societarie risultavano formalmente intestate alla moglie dell'uomo. Secondo gli investigatori, tuttavia, il patrimonio aziendale sarebbe stato sostanzialmente riconducibile proprio al 65enne. Il sequestro non ha riguardato soltanto l'albergo. Gli agenti hanno infatti posto sotto vincolo anche altri dieci immobili, tra abitazioni, locali commerciali, autorimesse e pertinenze, tutti riconducibili al patrimonio oggetto degli accertamenti. Il valore complessivo dei beni sequestrati è stato stimato, in via preliminare, in circa sei milioni di euro. Da tempo nella zona guardia di finanza, polizia e carabinieri stanno dando la caccia a patrimoni immobiliari acquisiti in maniera illegale. Trattandosi di un’area in espansione molti personaggi legati ai clan investono nel Giuglianese i proventi degli affari illeciti.
 

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