Addio a Diana Negri, anima dei musei di Napoli: dal Filangieri al Tesoro di San Gennaro, creava progetti innovativi per i siti storici
Il Mattino

Addio a Diana Negri, anima dei musei di Napoli: dal Filangieri al Tesoro di San Gennaro, creava progetti innovativi per i siti storici

Sabato 24 ottobre 2026
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  «Il senso di una vita? Apprendere, scoprire, sognare, emozionarsi, viaggiare fisicamente e mentalmente per ri-crearsi e trovare nuove risorse in se stessi». Nessuno...

«Il senso di una vita? Apprendere, scoprire, sognare, emozionarsi, viaggiare fisicamente e mentalmente per ri-crearsi e trovare nuove risorse in se stessi». Nessuno più di lei stessa, di Diana Negri, poteva sintetizzare la sua vera visione della vita. Così iniziava la sua biografia nel blog che curava da 18 anni dove scriveva in prevalenza interventi su una delle sue passioni: l'astrologia. Dinamica, vitale, piena di interessi e conoscenze culturali, appassionata e cultrice della storia e delle tradizioni napoletane, tra cui quella del secolare culto di san Gennaro, Diana Negri ha interrotto giovedì sera la sua esistenza a 68 anni all'improvviso, cogliendo di sorpresa i tanti amici e compagni di interessi di cui si è sempre circondata nella sua vita. Viveva nel cuore dei Quartieri Spagnoli con il suo secondo marito. Ieri pomeriggio, nella chiesa di Santa Brigida, i funerali alla presenza di chi le ha voluto bene informato da un discreto tam tam di comunicazioni personali.

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La professionista


Figlia della pittrice Clara allieva di Emilio Notte, sorella di Carlo fondatore della società di consulenza e marketing «Napolilab», Diana Negri è stata giornalista versatile, con occhio particolare rivolto al mondo culturale e artistico. Cresciuta in via Manzoni, laureata in Pedagogia al Suor Orsola Benincasa, ha collaborato per oltre 25 anni con diversi periodici e quotidiani, conservando sempre un affettuoso ricordo e amicizie dell'esperienza giovanile nella redazione di «Napoli City». Una bellissima foto del suo volto in copertina pubblicata su un numero di quel periodico, è rimasta immagine ricordata da tanti suoi amici. Ma dai giornali, l'attività di Diana si è estesa in più campi della comunicazione e del marketing legato alla diffusione della cultura. Consulente culturale e della comunicazione prima al Museo del tesoro di san Gennaro e poi al Museo Filangieri, fondatrice della società ArtDalb dove, con l'amica Barbara Fumagalli, portava avanti progetti e iniziative turistico-culturali, proprio oggi avrebbe dovuto presenziare all'ultima iniziativa: la passeggiata «solidale fuori orario ascoltando le voci antiche di Napoli» battezzata «il Tempo di Napoli» con appuntamento a piazza Dante. Iniziativa, naturalmente, annullata da Barbara Fumagalli.

Le passioni


Amante della musica classica e dell'arte, formatrice nel consorzio Forma sul settore della comunicazione, socia del circolo Posillipo che frequentava da appassionata di mare, Diana Negri nutriva curiosità a tutto campo che l'hanno portata nel corso della sua vita a studiare anche i principi delle filosofie orientali, ma soprattutto la scienza dell'astrologia. In uno dei suoi ultimi articoli in materia, aveva definito «fake» l'ipotesi che Napoli potesse essere nata il 21 dicembre sotto il segno astrologico del capricorno, scrivendo: «quel giorno il sole entra nel decimo segno dello zodiaco, il capricorno, quindi Napoli dovrebbe, come non è, essere concreta, ambiziosa, pragmatica, razionale, silenziosa, fredda, frugale, chiusa, rigida». L'amore per le proprie origini e per la propria città letto in chiave astrologica. Del padre Pietro, a dieci anni dalla morte invece ricordava, trovando molti punti in comune con se stessa: «Cercava la poesia, vibrava con la musica lirica che aveva imparato ad amare da giovanissimo, immaginava di giocare ancora a tennis dove era stato classificato, ma aveva dovuto abbandonare per amore della famiglia, superiore a qualsiasi cosa». Attenta lettrice di giornali e libri, presente da protagonista o organizzatrice in diversi eventi culturali, Diana lascia il marito e un figlio. La redazione del «Mattino» è vicina alla sua famiglia.

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