Agerola, arresti domiciliari per un trentenne: è indagato per atti persecutori e lesioni all?ex compagna
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Un uomo di poco più di trent’anni, originario di Agerola, è stato sottoposto agli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico. Il provvedimento è stato eseguito nella mattinata di oggi, 24 ottobre, dai carabinieri della Stazione di Agerola, in seguito a un’ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura della Repubblica.
APPROFONDIMENTI Progettavano atti violenti a Napoli, perquisizioni della Digos: sette indagati, pianificavano saccheggiSalvaSalvata Napoli, blitz nel parcheggio di Decathlon: panetti di cocaina nel doppio fondo dell'Alfa. Arrestato un narcos, in fuga il compliceSalvaSalvataL’uomo è indagato per i reati di atti persecutori e lesioni personali aggravate ai danni dell’ex compagna, poco più che ventenne.
La denuncia della giovane e l’avvio delle indagini
L’inchiesta, condotta dai militari dell’Arma sotto il coordinamento della Procura di Torre Annunziata, è partita circa un mese fa, quando la giovane vittima ha presentato denuncia presso la Stazione dei carabinieri di Agerola.
Gli accertamenti investigativi avrebbero consentito di delineare un grave quadro indiziario relativo a comportamenti persecutori che, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sarebbero iniziati nel 2021 e proseguiti negli anni successivi.
Le condotte contestate sarebbero maturate nell’ambito della precedente relazione sentimentale tra l’indagato e la donna, caratterizzata da sospetti di infedeltà e da successive tensioni sfociate negli episodi al centro dell’indagine.
Arresti domiciliari con braccialetto elettronico
Al termine delle formalità di rito, il trentenne è stato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari presso la propria abitazione, con l’attivazione del braccialetto elettronico.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari.
La misura cautelare potrà essere impugnata dinanzi al Tribunale del Riesame. L’indagato non può essere considerato colpevole fino all’eventuale pronuncia di una sentenza definitiva di condanna, nel rispetto del principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza.