Cortei da Roma a Milano, scontri in piazza ma niente saccheggi. Fermato l'ideatore del Movimento 17 ottobre
Decine di feriti tra manifestanti e forze dell?ordine, ingenti danni, 4.292 persone identificate e 371 fermate, tra cui 110 minorenni: è il bilancio delle proteste di sabato a Roma,...
Decine di feriti tra manifestanti e forze dell’ordine, ingenti danni, 4.292 persone identificate e 371 fermate, tra cui 110 minorenni: è il bilancio delle proteste di sabato a Roma, Milano, Bologna, Torino e Firenze. Le manifestazioni, formalmente incentrate sul carovita, hanno portato in piazza migliaia di persone dell’area antagonista, sostenitori della Palestina, centri sociali e studenti. A Milano è stato fermato e portato in questura Youssef Siher, indicato come amministratore del canale Telegram Movimento 17 ottobre e indagato dalla Procura per istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e dall’uso del mezzo informatico.
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Nelle strade i manifestanti hanno fronteggiato i reparti mobili, lanciando bottiglie e pietre. Gli agenti hanno impiegato idranti e lacrimogeni ed effettuato alcune cariche fino a tarda sera. Gli scontri sono proseguiti soprattutto a Roma, nelle vie vicine alla stazione Termini, ma anche a Bologna e Torino. A Firenze, invece, 200 persone hanno bloccato l’entrata della stazione di Santa Maria Novella.
Non si sono verificati i temuti saccheggi dei negozi di lusso da parte dei gruppi definiti maranza, termine riferito a giovani in buona parte minorenni e immigrati di seconda generazione, con famiglie soprattutto originarie del Nord Africa. Nei centri storici di diverse città alcuni showroom dei grandi marchi avevano scelto di non aprire, mentre altri avevano protetto le vetrine con tavole di legno. Tra gli esercizi rimasti chiusi figuravano anche gli Apple Store.
Le precauzioni non avevano riguardato soltanto le grandi città: anche in centri di provincia di piccole e medie dimensioni alcuni negozi erano stati protetti in previsione di annunciati assalti di gruppi di ragazzi, paragonati a quelli avvenuti a Milano una settimana prima, il 17 ottobre.
I controlli preventivi e le convocazioni su Telegram
Già nella mattinata di sabato la polizia aveva effettuato centinaia di identificazioni e fermi preventivi in tutta Italia. A Torino erano state identificate 302 persone e sei erano state indagate perché avevano armi. A Roma i controlli avevano interessato soprattutto le stazioni della metropolitana: 260 giovani erano stati identificati e 63 portati in questura.
Sull’onda delle proteste della settimana precedente era stato creato su Telegram il canale Movimento 17 ottobre, che stava coordinando manifestazioni non autorizzate. Inizialmente il canale aveva indicato alcune piazze nelle diverse città come luoghi di ritrovo, salvo poi ritirare le indicazioni e annunciare che le destinazioni sarebbero state comunicate alle 14.30 di sabato. Quella comunicazione non è arrivata.
Nella stessa mattinata, a Milano, la polizia aveva fermato Siher e lo aveva accompagnato in questura. Il suo nome, insieme a quelli di altre persone, era stato diffuso il giorno precedente da un altro canale Telegram, riconducibile al gruppo di estrema destra Der Einzig, che lo aveva indicato come amministratore del Movimento 17 ottobre.
L’inchiesta su Siher e le dichiarazioni dei ministri
La Procura di Milano considera Siher la mente del Movimento 17 ottobre. Il trentunenne è italiano, di origini marocchine, e risiede in provincia di Brescia. Sostenitore della Palestina, è laureato in Comunicazione e ha conseguito un master in Scienze Politiche all’Università di Milano. Studioso di geopolitica e giornalista freelance, ha scritto per il Fatto Quotidiano; due anni fa era ricercatore dell’Ispi e attualmente lavora per una startup americana di intelligenza artificiale.
Commentando il fermo, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha dichiarato che Siher è considerato «la presunta mente del Movimento 17 ottobre e del profilo Instagram su cui si organizzavano azioni violente». Secondo il ministro, il trentunenne è vicino alla «galassia pro Pal» e vanta contatti con gli ambienti antagonisti.
Piantedosi ha inoltre affermato che l’individuazione di Siher da parte delle forze di polizia testimonia «le grandi capacità dei nostri investigatori» e riafferma «un messaggio chiaro e inequivocabile: non saranno possibili zone franche».
Sul profilo del trentunenne è intervenuto anche il ministro della Difesa Guido Crosetto, secondo il quale Siher «non è un emarginato ma una persona molto introdotta», che aveva avuto «molte più occasioni di lavoro e collaborazioni di gran parte dei suoi coetanei». Crosetto ha aggiunto che aveva frequentato «il gotha dell’intellighenzia italiana», per poi commentare: «E si sono visti i risultati».
L’eventuale ruolo effettivo di Siher nei saccheggi di Milano del 17 ottobre resta da accertare attraverso l’inchiesta, anche in relazione alla sua attività di amministratore di un canale Telegram e di altri profili social.