La manager Elvira Bianco: «Federico II, rafforziamo il dialogo con i cittadini: sprint sul pronto soccorso»
Il Mattino

La manager Elvira Bianco: «Federico II, rafforziamo il dialogo con i cittadini: sprint sul pronto soccorso»

Lunedì 26 ottobre 2026
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«Rafforzare il dialogo e il rapporto di fiducia con i cittadini è la formula per potenziare la cultura della prevenzione e la sanità di prossimità». Elvira Bianco,...

«Rafforzare il dialogo e il rapporto di fiducia con i cittadini è la formula per potenziare la cultura della prevenzione e la sanità di prossimità». Elvira Bianco, direttore generale dell’Azienda ospedaliera universitaria Federico II, ha voluto portare in piazza del Plebiscito a Napoli, per il “Villaggio della Salute”, «l’assistenza, la ricerca e la formazione, i tre elementi che caratterizzano l’eccellenza del Policlinico federiciano per fornire prestazioni ma anche per accorciare le distanze tra cittadini e professionisti della salute».

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Che tipo di servizi ha portato in piazza l’Azienda ospedaliera universitaria Federico II?

«Quest’anno insieme alla parte assistenziale ospedaliera abbiamo deciso di implementare ulteriormente l’offerta degli anni precedenti non solo sul piano delle prestazioni ma anche dal punto di vista della ricerca e della formazione con momenti divulgativi aperti al dialogo con i cittadini. Abbiamo allestito in piazza otto ambulatori con prestazioni assistenziali, 20 gazebo informativi e di counseling ma, ancora più innovativi, sono i 16 talk nell’area Agorà con professionisti universitari e ospedalieri che si sono raccontati e hanno approfondito particolari patologie. È stato un grande successo che abbiamo intenzione di riproporre».

Come si inserisce il tema della prossimità e prevenzione nell’organizzazione del polo federiciano?

«Quello che abbiamo fatto nella due giorni dedicata alla salute dei napoletani, in realtà, rientra nel nostro programma di informazione e sensibilizzazione della campagna “Siamo dove sei tu” che coinvolge i nostri dipartimenti e si snoda con iniziative durante tutto l’anno. Partecipare in piazza ha dato ulteriore concretezza al nostro impegno quotidiano, per avvicinare sempre di più la sanità ai cittadini e aumentare il rapporto di fiducia tramite l’ascolto del bisogno e l’impegno per promuovere le scelte consapevoli e informate dell’utenza, a cominciare dalla prevenzione che resta uno dei pilastri della nostra assistenza».

Federico II è anche Ricerca e Formazione, un rapporto inscindibile rispetto all’assistenza?

«Esatto. La nostra assistenza si avvale del contributo della formazione e della ricerca con 48 scuole di specializzazione concentrate nel nostro polo e la capacità di formare i medici del futuro confrontandoci con le più importanti eccellenze internazionali. Il Policlinico federiciano, al momento, registra circa 700 studi scientifici che si svolgono sul fronte universitario e, a loro volta, alimentano sia la ricerca che l’assistenza. Per questo motivo la presenza di professionisti, ricercatori, studiosi rende la nostra realtà un’eccellenza nell’ambito scientifico».

Le liste di attesa?

«Abbiamo aumentato le nostre agende per garantire maggiore accessibilità ai servizi e coprire il maggior numero di specialistiche. Le agende sono state aumentate sia in termini di ore che di turni, potenziando i servizi con accessi anche pomeridiani e stiamo utilizzando software per lo smaltimento delle liste di attesa, ovvero attraverso le chiamate ai pazienti in lista vengono riorganizzate le priorità e depennate le persone che non hanno più necessità della prestazione. Per gli interventi chirurgici, invece, stiamo accorciando i tempi tra preospedalizzazione e operazioni, creando un dipartimento centralizzato per la preospedalizzazione così da rendere più efficaci tempi e risorse».

Il pronto soccorso aprirà?

«Noi siamo pronti, abbiamo lavorato per creare gli spazi e costruire aree apposite, inoltre avendo le scuole di specializzazione e la formazione dei medici, la presenza del pronto soccorso rappresenta un luogo fondamentale per le risorse in seno all’azienda ospedaliera federiciana. Attendiamo gli esiti dell’interlocuzione tra Regione e istituzioni».

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