Allegri e gli azzurri attesi da tre trasferte consecutive: Monza e Juve in campionato, Porto in Champions
Il rilancio o il tunnel: il Napoli e Allegri sono a un bivio. Tre trasferte una dietro l?altra, con il Monza, la Juventus e il Porto che possono servire a rimettere in piedi la stagione...
Il rilancio o il tunnel: il Napoli e Allegri sono a un bivio. Tre trasferte una dietro l’altra, con il Monza, la Juventus e il Porto che possono servire a rimettere in piedi la stagione degli azzurri. Sette giorni con il cuore in gola. Di sfide, Max, ne ha raccolte senza soluzione di continuità dal giorno in cui ha detto di sì a De Laurentiis. Molte le aveva messe in preventivo, molte altre sono andate oltre l’immaginazione: di sicuro non poteva credere di ritrovarsi a meno 11 punti dal primo posto in classifica e con appena 3 punti nel girone Champions.
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Il 3-3 con la Roma è pieno di belle cose, dall’atteggiamento allo spirito di gruppo, dai colpi di McTominay e Anguissa, dalla maturità di De Bruyne. Ma ora conta il risultato. Ha sempre imparato a correre con il vento contrario, ma ora è davvero tutto complicato: non è questione di ultime spiagge, perché De Laurentiis andrà avanti con lui fino alla fine e la sua panchina non è in bilico, ma inizia il tecnico livornese ad avvertire il peso dei giudizi negativi che tengono poco in conto le buone cose fatte. Ora deve vincere. E basta. Il più possibile. La sua (finta) abiura al difensivismo non ha convinto nessuno: pesa, tantissimo, il bilancio dei 10 gol incassati nelle ultime 4 partite giocate. Tre gol presi dal Villarreal, dal Bodo e dalla Roma e una rete dal Venezia. Oggi, a Castel Volturno, Allegri non può che ripartire da qui. Da un’emergenza in difesa che è duplice: non solo una banda del buco ma anche l’allarme per l’infortunio di Badiashile che tiene tutti in ansia. Il difensore francese pare si sia fatto male allo stesso muscolo che, di fatto, ne condiziona la carriera da cinque anni.
Non resta che incrociare le dita: stamane a Pineta Grande gli accertamenti. Certo, appena è uscito dal campo, il Napoli è andato a picco. A Monza ci sarà turnover. Senza se e senza ma. Max e il Napoli devono fare i conti con le seconde linee: sarà, molto probabilmente, la sera dell’esordio di Marianucci dal primo minuto. Beukema vive una crisi senza fine. «Dispiace per come è finita. Ci sono momenti da cui imparare e da cui ripartire con ancora più determinazione. Lo farò. Testa alta e lavorare». L’ha fatta grossa, contro la Roma. Le immagini tv sono state impietose. L’olandese, pagato 31 milioni di euro, rischia di finire in un angolo, come è successo con Lucca nelle ultime due gare. Ma a Monza serve vincere per rilanciare una classifica che è orribile, che da tempo non faceva venire l’amaro in bocca come adesso. E ruotare gli uomini a disposizione: potrebbe riposare, quindi, uno tra De Bruyne e McTominay. Vanno verso un posto da titolare Lobotka e Vergara. Ma molto dipende anche dalla ripresa di oggi, dopo la domenica di riposo. Poi sarà full immersion: perché dopo la Juventus il Napoli volerà direttamente in Portogallo. Dunque, in pratica, cinque giorni in ritiro. Undici punti dopo otto giornate: solo nella stagione 2009/10 e 11/12 andò peggio, con Donadoni e Mazzarri, capaci di conquistare 10 punti in 8 partite. Negli ultimi due anni con Antonio Conte in panchina, il Napoli ha ottenuto rispettivamente 19 e 18 punti. E, per dirla tutta, con Garcia i punti all’ottava giornata erano 14.
La polemica
Il tecnico gonfia il petto, vuole credere nei suoi talenti, e solo il campo rivelerà se il suo è l’ottimismo della volontà o solo volontà di ottimismo lo capiremo solo dopo Monza. Lui è davvero convinto che sia stato solo un momento difficile. Intanto tensione alla stella con la Roma per una frase rubata e che ha dato profondamente fastidio ai vertici giallorossi: «L’anno scorso gli hanno messo in mano la Champions. Sempre loro...». Il riferimento è a presunti favori arbitrali al club di Dan Friedkin: ieri da Trigoria hanno lasciato intendere di aspettarsi provvedimenti dalla procura federale. Che difficilmente interverrà: a meno che Allegri non si stato più esplicito e che l’episodio raccontato non sia stato ascoltato o da un arbitro (e messo a referto) oppure da uno degli ispettori federali. Perché Allegri, in conferenza stampa, è stato poi inattaccabile. Ha detto quello che voleva dire senza atti di accusa eclatanti. Gasperini ci sarebbe rimasto male ma già oggi il giudice sportivo si limiterà a sanzionare Allegri per l’espulsione. Difficilmente verrà chiesto un supplemento di indagine.