Avellino, c?è il Consorzio Olio Campania Igp: Veronica Barbati al lavoro per il riconoscimento
E? Veronica Barbati, irpina, il neo presidente del rinnovato Consorzio di Tutela Olio Campania IGP. Laurea in Economia e Gestione dei Servizi Turistici, presidente provinciale Coldiretti...
E’ Veronica Barbati, irpina, il neo presidente del rinnovato Consorzio di Tutela Olio Campania IGP. Laurea in Economia e Gestione dei Servizi Turistici, presidente provinciale Coldiretti Avellino e Aprol Campania, la Barbati che a Roccabascerana si interessa anche dell’azienda di famiglia con i genitori Biagio e Patrizia ed i fratelli Maurizio, Giuseppe e Armando, già parla di futuro. «Con la mia squadra siamo già al lavoro per accelerare il riconoscimento del nostro consorzio, oltre a concentrarci su una importante campagna di promozione del brand, utile e finalizzata a rafforzare anche le azioni di tutela e promozione dell’eccellenza dell’olio regionale sui mercati nazionali e internazionali. Il consorzio è la casa di ciascuno e ci confortano e danno forza le tante nuove richieste di adesione».
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Aderiscono produttori delle zone interne, da Roberto Mazzei, neo presidente regionale Coldiretti, montellese a Maria Tortoriello, di Buccino, direttore di Avellino. «Non necessariamente la provenienza è una garanzia di competenza, ma e vero che vivere le nostre aree interne forgia il temperamento di chi ha abbastanza caparbietà da credere ancora che il mondo, le cose, possano essere cambiate, con intelligenza, competenza e una chiara strategia di crescita, sapendo fare raccordo tra i diversi attori della filiera e naturalmente anche quelli istituzionali. Non so se ho tutte questa caratteristiche, ma ce la metterò tutta».
Barbati prova tracciare lo stato dell’arte dell’olio in Campania che inevitabilmente porta all’Irpinia, tra i giacimenti più preziosi per le sue cultivar, la Ravece in primis. «Al netto delle difficoltà degli ultimi anni, il quadro potenziale è buono. Siamo in raccolta: quantità buone, rese salvo alcuni casi nella media, e qualità decisamente alta. La Campania conta poco meno di 70000 ettari olivetati e oltre 8000 sono in Irpinia, destinati ad incrementarsi per effetto dei progetti presentati attraverso la misura regionale SRG07 messa in campo dalla Regione, grazie a un lavoro importante messo in campo da Aprol e Coldiretti Campania, auspice il visionario direttore Salvatore Loffreda, purtroppo di recente scomparso. L’Irpinia conta varietà identitarie come la Dop Ravece Colline dell’Ufita. Il lavoro da fare è tanto. Anche qui c’è elevata frammentazione e una scarsa aggregazione della filiera».
Per Barbati una forte IGP territoriale, in questo caso regionale se ben articolata è un’opportunità enorme per valorizzare di più e meglio l’oro verde. L’olio come il vino e non solo. Ora si pensa ad altri prodotti: castagne, tartufi, nocciole, formaggi, che possono dare un contributo alle zone interne. «L’olio - dice BArbati -non è un prodotto come gli altri, innanzitutto è un alimento nutraceutico, il principe della dieta mediterranea, che deriva da una pianta, l’olivo, che permea tutto il territorio regionale seppur con intensità diverse, caratterizza il nostro paesaggio, che contribuisce a mantenere». E l’olio se integrato al turismo può generare ulteriore valore economico, diffuso, consentire tra l’altro di rendere evidente quel legame territoriale imprescindibile per le produzioni di pregio, colmare quella distanza tra produttori e consumatori e soprattutto generare valore economico e non ultimo, rappresentare una opportunità per le giovani generazioni di agricoltori e operatori della filiera. «Sul fronte dell’oleoturimo - dice Barbati - possiamo e dobbiamo fare ancora tanto, abbiamo una norma ad hoc, ora bisogna con progetti imprenditoriali renderla concreta».