Il fratello di mister Pisacane ferito durante la movida: condannati i due pistoleri
La movida violenta, l?orgoglio ferito e il piombo facile. Il primo capitolo giudiziario chiamato a fare luce sull?agguato teso al fratello dell?allenatore del Cagliari si...
La movida violenta, l’orgoglio ferito e il piombo facile. Il primo capitolo giudiziario chiamato a fare luce sull’agguato teso al fratello dell’allenatore del Cagliari si conclude con un verdetto senza sconti, ma reso zoppicante da un’accusa fortemente ridimensionata rispetto a quella formulata nelle battute iniziali dell'inchiesta. Cinque anni di carcere ciascuno. È questa la condanna disposta dal gup Nicoletta Campanaro, al termine del rito abbreviato, nei confronti dei cugini Vincenzo Rossi e Vincenzo Bevivino. Riconosciuta dunque la colpevolezza dei giovani pistoleri, volti da tempo conosciuti ai database delle forze dell’ordine, finiti alla sbarra per la spietata spedizione punitiva scattata a inizio gennaio scorso nell'area dei baretti dei Quartieri Spagnoli, quando a finire nel mirino, centrato da due dei proiettili alle gambe, fu Gianluca Pisacane, titolare di un locale e, soprattutto, fratello di mister Fabio Pisacane.
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Il verdetto
Una sentenza che chiude il cerchio giudiziario di primo grado e ridimensiona la portata di una vicenda che, nelle ore successive al raid, aveva fatto tremare inquirenti e residenti della zona per la sua violenza. Il castello accusatorio originario, costruito attorno alla pesante ipotesi di tentato omicidio, si era infatti sgretolato in sede di Riesame grazie a una strategia difensiva serrata. Gli avvocati Leopoldo Perone e Antonio Rizzo per Rossi, e Luigi Senese per Bevivino, erano infatti riusciti in quel frangente a smontare lo scenario dell’intento letale, convincendo i magistrati della Libertà a rimodulare i contorni penali della vicenda. Il giudice del rito abbreviato, pur convergendo sulla richiesta di pena proposta dalla Procura, si è quindi pronunciato su un’accusa ben più lieve, quella di lesioni aggravate. Il verdetto, anche alla luce dei precedenti specifici degli imputati, suona quasi come una condanna contenuta Era la notte della 3 gennaio scorso quando i Quartieri Spagnoli si trasformarono all’improvviso nel teatro di un Far West. Tutto partì da una scintilla banale, un alterco futile scoppiato nel locale di Pisacane e che aveva visto protagoniste alcune ragazze. Un diverbio con la cameriera, la reazione veemente del titolare, intervenuto in sua difesa, e la miccia accesa: a raccolta arriva la parentela e la discussione da bar si tramuta in una vera e propria spedizione punitiva.
Il raid
Da lì la decisione di apparecchiare la vendetta. Rossi e Bevivino, spalleggiati da altri tre complici, si erano presentati davanti all’esercizio commerciale. Quando Pisacane e il padre erano usciti allo scoperto, la situazione era degenerata in pochissimi istanti. Piombo caldo indirizzato alle gambe di Gianluca e percosse violente inflitte anche al genitore, prima della fuga lampo verso l’Abruzzo. Una corsa disperata interrotta tra l’altro bruscamente da un rocambolesco incidente stradale sul ghiaccio che aveva procurato loro fratture e diverse lesioni, poco prima che i poliziotti della Squadra mobile di Napoli stringessero il cerchio notificando i fermi a Pescara. Ieri pomeriggio, a distanza di mesi da quell’escalation di piombo e paura, il gup ha messo la firma sul dispositivo che archivia il troncone principale del primo giudizio di merito. Cinque anni dietro le sbarre per entrambi.