Da Pozzuoli al centro città, tensione alta tra i collettivi: «Siti e chat sotto controllo»
Sarà un?altra settimana calda sotto il profilo dell?ordine pubblico. E segue, di poche ore, la manifestazione di sabato a Napoli contro il carovita e la marcia di quasi 20mila...
Sarà un’altra settimana calda sotto il profilo dell’ordine pubblico. E segue, di poche ore, la manifestazione di sabato a Napoli contro il carovita e la marcia di quasi 20mila persone a Castel Volturno contro la costruzione del Cpr voluto dal governo. Eventi che non hanno registrato, nonostante i timori della vigilia, alcun incidente. Ma ovviamente l’allerta delle forze dell’ordine rimane alta in questi giorni in cui si susseguono manifestazioni contro il carovita, a ridosso dello sciopero dei Tir che ha messo il Sud in ginocchio la settimana scorsa.
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I CORTEI
Si inizia oggi, in provincia, con Pozzuoli dove scenderanno in strada gli studenti per protestare contro guerre e carovita (raduno in piazza a Mare alle 9.30). Nessuna allerta particolare ma c’è sempre il timore come in queste proteste ne possano approfittare gruppi di facinorosi per infiltrarvisi. Allerta alta scattata dopo gli incidenti negli ultimi due sabato a Milano e Torino che ha spinto il governo a varare misure più dure.
Massima attenzione, invece, è per la manifestazione generale fissata per venerdì, data in cui è previsto lo svuotamento delle scuole e delle università per un corteo che attraverserà il centro di Napoli.
Parliamo di una manifestazione a cui non parteciperanno solo gli studenti ma anche i sindacati di base, collettivi vari e centri sociali per protestare contro il carovita. «Scendiamo in piazza per rivendicare salari più alti, il diritto alla casa e un reddito dignitoso, per difendere i diritti sociali e contrastare le disuguaglianze. Perché non possiamo continuare a pagare il prezzo di politiche che mettono al primo posto le armi e sacrificano i bisogni delle persone», recita un manifesto di Usb Campania. Si tratta di un venerdì segnato in rosso perché le manifestazioni sono previste in tutta Italia. Incroceranno le braccia diversi settori: dalla scuola ai portuali passando al mondo della sanità con manifestazioni da Roma a Milano, da Bologna a Torino, da Firenze a Napoli e Palermo. «In questa situazione nessuno può pensare di salvarsi da solo - sostiene l’Usb lanciando lo sciopero generale -. C'è bisogno di unire le proteste e costruire una mobilitazione generale di tutte le categorie sociali e del lavoro per rivendicare la messa sotto controllo dei prezzi, il rilancio di salari e pensioni, una spesa pubblica indirizzata verso i servizi sociali e non alle armi». Da qui si sono accodati universitari, liceali, agricoltori, autotrasportatori, movimenti per la casa e centri sociali.
Una miscela che potrebbe rivelarsi esplosiva. Da qui la massima attenzione da parte delle forze dell’ordine che vigileranno per fare in modo che non accada nulla lungo il percorso del corteo (partenza da piazza Mancini ore 9 con arrivo a palazzo san Giacomo). «Dobbiamo bloccare tutto», dicono da Potere al popolo invitando a partecipare allo sciopero anche se la raccomandazione che gira nelle chat è quella di non creare incidenti. Rimane però altissima l’attenzione degli esperti dell’ordine pubblico. Certo la mobilitazione di venerdì si svilupperà in un contesto diverso rispetto alle analoghe già svolte di Milano e Torino ma è pur vero che Napoli è considerata una piazza «calda». Spesso infatti alle proteste degli studenti e dei sindacati autonomi si sono unite quelle dei movimenti dei disoccupati organizzati creando un mix esplosivo. Per questo, accanto ai servizi di controllo classici del territorio e alle interlocuzioni con gli organizzatori, finiranno sotto la lente anche il mondo virtuale per intercettare eventuali gruppi di violenti che potrebbero raggiungere le piazze o saldature tra diversi focolai di protesta.