Napoli Molo Beverello, finiti i lavori per i due bar-ristoranti: ora gara sulla gestione
Il Mattino

Napoli Molo Beverello, finiti i lavori per i due bar-ristoranti: ora gara sulla gestione

Martedì 27 ottobre 2026
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Partite le gare per assegnare i due nuovi bar al molo Beverello. I lavori sono praticamente ultimati e ora si corre verso l?affidamento dei locali destinati a dare una migliore accoglienza...

Partite le gare per assegnare i due nuovi bar al molo Beverello. I lavori sono praticamente ultimati e ora si corre verso l’affidamento dei locali destinati a dare una migliore accoglienza ai passeggeri che imbarcano e sbarcano. È vero, la trasformazione di un porto si misura nella efficienza delle banchine e dei collegamenti e nella capacità di accogliere traffici. Ma passa anche da un caffè, da un servizio curato, dal modo in cui si accoglie e si cura un viaggiatore. E non a caso le gare per i due bar del Molo Beverello portano questo tema al centro della politica demaniale dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centrale, voluta dal presidente Eliseo Cuccaro e dal segretario Giuseppe Grimaldi: aprire alla concorrenza le opportunità economiche offerte dagli spazi pubblici e chiedere agli operatori impegni riconoscibili.

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Le gare

Il percorso delle gare ha preso avvio con gli arenili di Posillipo ed è proseguito con la procedura per gli ormeggi nel porto di Castellammare di Stabia, articolata in sette lotti. Oggi investe la ristorazione e, nel programma per le attività commerciali, anche lo storico Bar Italia di piazzale Pisacane. Cambiano dimensioni, utenti e investimenti, ma resta il principio: l’uso economico del demanio deve trovare nel confronto pubblico il luogo in cui dimostrare la propria utilità collettiva. Al Beverellole concessioni dureranno sei anni, con offerte entro il 3 novembre. Il primo lotto comprende 124,78 metri quadrati interni e 189,34 esterni; il secondo 213,02 interni e 189,34 esterni. I canoni annui a base di gara sono rispettivamente 51.154,55 e 68.995,10 euro, soggetti al rialzo offerto. Si aggiunge una royalty sui ricavi annui, al netto dell’Iva, nella percentuale proposta dal concorrente. Finiture, impianti e arredi saranno a carico degli aggiudicatari, chiamati a investire per completare all’interno e rendere operativi i locali. Una competizione che certamente richiamerà i grandi marchi della ristorazione, conosciuti a livello locale, nazionale e internazionale. Le potenzialità derivano dalla collocazione strategica delle strutture, affacciate su uno degli snodi principali di un sistema portuale attraversato da flussi passeggeri dell’ordine di undici milioni l’anno, tra turisti, croceristi, pendolari e residenti. Un mercato importante, al quale si aggiunge la vicinanza a piazza Municipio, nel cuore della città. È qui che si apre una nuova sfida.

L’opportunità 

Quando le partenze si diradano e le unità navali sono ormai ferme, questi luoghi possono continuare a vivere, intercettando le passeggiate serali, gli incontri e la movida cittadina. Il Beverello può diventare una destinazione anche per chi non deve imbarcarsi. Occorreranno qualità dell’offerta, accessibilità e sicurezza, insieme alla capacità di integrare la frequentazione serale con le esigenze operative dello scalo. I punteggi indicano quale accoglienza si vuole costruire: settanta alla proposta tecnica, trenta all’offerta economica, divisi tra rialzo del canone, venti punti, e royalty, dieci. Sedici punti riguardano gestione e servizio, tredici il completamento dei locali. Sono premiati prodotti del territorio, sostenibilità, servizi aggiuntivi, esperienza, piano occupazionale e certificazioni. La clausola sociale prevede inoltre una priorità per i lavoratori dei precedenti bar, compatibilmente con l’organizzazione e le necessità dei nuovi gestori. Questa impostazione è la testimonianza di una governance capace di conservare dritta la barra del timone, senza lasciare che richieste di proroga o pressioni per mantenere gli assetti esistenti ne condizionino il percorso. L’esperienza dei concessionari uscenti può trovare riconoscimento nel confronto tra le offerte. La permanenza degli stessi operatori deve essere l’esito di una selezione aperta, sostenuta dalla qualità dei progetti e dalla capacità di realizzarli.

Il programma

Il programma delle gare prospettato per novembre guarda a Mergellina, Nisida, Molosiglio e Borgo Marinari a Napoli; al completamento del porto di Santa Teresa e al Masuccio Salernitano a Salerno. Un passaggio che può dare continuità alla politica delle gare, collegando commercio, nautica e qualità degli spazi sul mare. La prova arriverà dopo le aggiudicazioni: investimenti realizzati, aperture puntuali, occupazione, servizi e pagamenti regolari. Tutto sarà oggetto di accurati controlli affinché le proposte rese in sede di gara diventino realtà, pena la revoca della concessione. Perché il porto che torna a scegliere i propri concessionari deve anche saper chiedere conto dei risultati. È qui che una gara diventa governo del demanio.

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