Salerno, dalla scuola all?impiego. La rivoluzione del «4+2», il diploma tecnico ?vale? un contratto
Il futuro non comincia più necessariamente con una valigia. Può iniziare in un laboratorio scolastico e trasformarsi, appena quattro mesi dopo la maturità, in un contratto di...
Il futuro non comincia più necessariamente con una valigia. Può iniziare in un laboratorio scolastico e trasformarsi, appena quattro mesi dopo la maturità, in un contratto di lavoro. È la piccola rivoluzione dei diplomati tecnici e professionali salernitani: una generazione che trova nelle competenze acquisite sui banchi la chiave per entrare nelle imprese. I dati incrociati Fondazione Agnelli-Istat raccontano un cambio di paradigma: occupazione fino al 67,65%, otto istituti sopra la media campana del 34,44% e primi contratti anche a pochi chilometri da casa. Una geografia di opportunità che attraversa la provincia e restituisce centralità a una formazione sempre più vicina all’economia reale.
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Leadership
Il primato è della Costiera amalfitana. Al Marini-Gioia-Comite di Maiori l’indice occupazionale raggiunge il 67,65%, il primo contratto significativo arriva dopo 123 giorni e la distanza mediana dal lavoro è di appena tre chilometri. Nel capoluogo il Galilei-Di Palo tocca il 55,60%: 173 giorni per entrare nel mercato, meno di sei mesi. E il 61,5% dei contratti è a tempo indeterminato o in apprendistato, mentre il 42,9% degli impieghi risulta coerente con il diploma. Numeri che misurano la capacità della scuola di trasformare preparazione tecnologica e competenze in prospettive professionali. «Contiamo ben 15 neo diplomati a luglio scorso tutti assunti, abbiamo un ragazzo, Emanuele Noschese, diplomatosi in elettronica, che ha firmato il primo contratto di assunzione della sua vita dopo meno di 6 ore dal diploma. La riforma e la filiera tecnico professionale rafforzano un modello che mette al centro innovazione, laboratori e imprese – sottolinea Emiliano Barbuto, dirigente del Galilei-Di Palo – Il nostro obiettivo è formare tecnici capaci di affrontare le nuove sfide dell’automazione, dell’intelligenza artificiale e della transizione digitale. Il diploma diventa così l’inizio di una carriera qualificata». Il fenomeno si allarga alla Piana del Sele e all’Agro. Il Pacinotti di Scafati registra il 48,03% di occupazione, il Ferrari di Battipaglia il 45,42%, il Virtuoso di Salerno il 42,68%. Seguono Profagri al 38,85%, Focaccia al 38,10% e Besta-Gloriosi al 37,04%. La rapidità d’ingresso è altrettanto significativa: 221 giorni al Virtuoso, 229 al Ferrari, 236 al Focaccia, 238 al Besta-Gloriosi e 240 al Profagri. In Campania il riferimento è di 249 giorni. Al Besta-Gloriosi, inoltre, il 68,2% dei contratti è a tempo indeterminato o in apprendistato. «Con la riforma del 4+2 cambia anche il rapporto tra formazione e sistema produttivo – osserva Luca Mattiocco, dirigente del Ferrari di Battipaglia – Le imprese entrano nella progettazione dei percorsi, i laboratori acquistano centralità e gli Its Academy offrono nuove possibilità di specializzazione. È una straordinaria occasione per valorizzare il talento dei nostri giovani». La trasformazione ha una dimensione provinciale. Nell’Agro nocerino-sarnese il Rea-Pittoni e il Marconi di Nocera Inferiore presidiano la formazione tecnica e professionale; a Cava de’ Tirreni il Della Corte-Vanvitelli unisce tecnologie, costruzioni, elettronica biomedicale e ospitalità. Più a sud, da Roccadaspide a Vallo della Lucania fino a Sapri, la rete scolastica rappresenta un collegamento essenziale tra formazione, imprese e vocazioni economiche locali. Dall’industria al turismo, dall’agroalimentare alla manutenzione tecnologica, il diploma acquista una nuova funzione produttiva.
I numeri
È una realtà che coinvolge 21.218 studenti: 12.953 nei tecnici e 8.265 nei professionali, pari al 41,2% degli iscritti alle superiori salernitane. Le matricole sono 3.946. Amministrazione, finanza e marketing raccoglie 531 presenze, enogastronomia e ospitalità 502, informatica e telecomunicazioni 473. Una platea sulla quale si innesta la filiera 4+2, con 563 studenti in 21 classi, di cui 291 nelle prime. «Il Ministero dell’Istruzione e del Merito sta dando una spinta importante alla modernizzazione dell’istruzione tecnica e professionale – evidenzia Maria Funaro, dirigente del Focaccia –. Con il 4+2 scuola, imprese e ITS Academy costruiscono una filiera continua. Cybersecurity, energia, automazione e informatica sono i settori nei quali i nostri ragazzi possono diventare protagonisti dell’innovazione: registriamo 20 assunzioni da luglio, tutte in provincia, un successo».