Nodo sicurezza a Benevento, alert violenza in centro: «I controlli sono costanti». Sul caso interviene il questore Leuci
Il Mattino

Nodo sicurezza a Benevento, alert violenza in centro: «I controlli sono costanti». Sul caso interviene il questore Leuci

Mercoledì 28 ottobre 2026
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«Il disagio giovanile può trasformarsi in rabbia». È da questo concetto chiave che il questore di Benevento Giovanni Leuci parte per inquadrare l'episodio avvenuto la...

«Il disagio giovanile può trasformarsi in rabbia». È da questo concetto chiave che il questore di Benevento Giovanni Leuci parte per inquadrare l'episodio avvenuto la scorsa settimana lungo corso Garibaldi, dove una lite tra due giovani è degenerata in violenza, lasciando ferita una ragazza. Un fatto sicuramente grave, che nei giorni scorsi ha riacceso il confronto sulla sicurezza a Benevento coinvolgendo istituzioni e residenti, ma che, secondo il questore, non va confuso con l'andamento generale della criminalità in città. «I controlli nel centro storico sono costanti già da prima dell'estate. Io circoscriverei l’episodio più che a un'aggressione a una lite fra due ragazzi che probabilmente si conoscevano e che è trascesa, sicuramente con danno di questa ragazza». Leuci condanna quanto avvenuto e ribadisce che la priorità resta consentire a giovani e meno giovani di frequentare il cuore pulsante della città senza timori. La lettura del questore Leuci si accompagna ai dati sulla criminalità.

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I numeri

A inizio settembre, la Prefettura aveva comunicato una riduzione del 22,51 per cento dei reati denunciati nel capoluogo nei primi otto mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Nel centro cittadino, nello stesso arco temporale, erano stati effettuati oltre 6.300 servizi di controllo, con più di 12mila persone identificate. Numeri che restituiscono un quadro complessivamente in miglioramento, ma che non cancellano il peso di alcuni episodi di violenza quando poi si verificano in luoghi frequentati da famiglie e ragazzi.

Le scelte

Sul caso era intervenuto anche il sindaco Clemente Mastella, che aveva richiamato il dato sulla sicurezza urbana di Benevento, indicata da lui come terza città italiana per sicurezza, avvertendo però che anche il capoluogo sannita non è immune dalla violenza e dal teppismo giovanile. Tra le misure annunciate, la richiesta di maggiori controlli e di un giro di vite sulla vendita di alcol ai minori e sul consumo di sostanze. Mastella aveva affrontato anche il tema della presenza straniera, invocando un percorso di integrazione fondato sul rispetto reciproco e delle regole. Un passaggio che si inserisce nel dibattito politico e cittadino seguito all'episodio, ma che non modifica la necessità di accertare le responsabilità individuali sulla base degli elementi raccolti dagli investigatori.

Gli interventi

Per Leuci, tuttavia, la questione non può esaurirsi nella semplice gestione dell'ordine pubblico, perché il disagio giovanile è un fenomeno a più ampio spettro, che attraversa il Paese e può sfociare in rabbia. «Le cronache nazionali ci restituiscono un sentimento da parte dei giovani di dissenso verso la vita che stanno vivendo e che spesso può sfociare in rabbia. È quello che stiamo cercando di monitorare e di governare per quella che è la nostra parte». Il richiamo alla prevenzione si allarga così oltre le pattuglie e i controlli. Leuci cita anche la sicurezza sul lavoro, tema dell'iniziativa di Formedil, ricordando la morte di un operaio edile in un cantiere lungo corso Garibaldi. Ambiti e storie diverse seppur accomunati dalla necessità di proteggere le persone e intervenire prima che si verifichino conseguenze irreparabili. «Si tratta di una catena che comporta l'aiuto e il supporto tra istituzioni, la scuola, la socialità, la stampa: chiunque si deve sentire responsabile - afferma Leuci - La Questura – conclude - continuerà a fare la propria parte. La sfida è tenere insieme il presidio del territorio e un lavoro più ampio sul disagio giovanile, perché la sicurezza del centro storico non si misura soltanto nel numero dei controlli, ma anche nella possibilità di attraversarlo e viverlo quotidianamente senza paura».

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