De Laurentiis, i patti per il nuovo stadio: confronto con Msc sul possibile impianto nei terreni di Kuwait Petroleum
Il Mattino

De Laurentiis, i patti per il nuovo stadio: confronto con Msc sul possibile impianto nei terreni di Kuwait Petroleum

Mercoledì 28 ottobre 2026
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Un incontro informale. In cui Aurelio De Laurentiis ha voluto illustrare nei dettagli alla famiglia Aponte il sogno chiamato stadio. Il mega impianto da 70mila posti e 130 skybox che disegnerebbe...

Un incontro informale. In cui Aurelio De Laurentiis ha voluto illustrare nei dettagli alla famiglia Aponte il sogno chiamato stadio. Il mega impianto da 70mila posti e 130 skybox che disegnerebbe la nuova skyline di Napoli Est. Un investimento tra i 700 e i 900 milioni. Msc Crociere è uno dei partner più solidi del club azzurro: da qui al 2029 verserà nelle casse del Napoli quasi 54 milioni di euro. Un contratto di sponsorizzazione da 18 milioni a stagione, rinnovato proprio questa estate. E che non è escluso possa essere allungato ancora di qualche anno. D’altronde, il rapporto tra il colosso marittimo e il Napoli è solidissimo. Dunque, De Laurentiis accarezza il desiderio di avere Aponte al suo fianco in questa opera maestosa che è ancora nei libri dei sogni del patron. Una Msc Arena o Msc Stadium che consentirebbe alla società di avere ristoranti, hotel, parcheggi a propria disposizione. Un cambio autentico di visione. Ma sul tavolo non c’è una semplice operazione di naming rights, ma una partecipazione più diretta all’operazione. Tutto è ancora in divenire. Totalmente: perché l’intervento urbanistico deve essere ancora visionato dal sindaco Manfredi e dalla sua amministrazione che continuano, senza sosta, a pensare solo al Maradona come stadio del Napoli. Da qui a pochi mesi, i 200 milioni stanziati verranno impiegati per rifare il look all’impianto di Fuorigrotta. In attesa che la Uefa assegni a Napoli l’Euro2032.

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A Ginevra, nella colazione annunciata per ieri mattina, lo stadio nell’area dell’ex raffineria della Kuwait Italia è stato al centro della chiacchierata. Ma tutto è ancora in alto mare: perché anche la Q8 aspetta che possa iniziare un dialogo con il Comune di Napoli. Condizione senza la quale nessuna trattativa può essere completata. Dunque: il Napoli spinge con la Q8 per la definizione del prezzo dei 25 ettari dell’area a San Giovanni a Teduccio che, di fatto, serve (o meglio, servirebbe) per lo stadio nuovo di zecca. L’intera bonifica verrà ultimata entro la metà del 2027 (è costata più di 100 milioni) ma tutti si aspettano che il Napoli e il Comune si incontrino. Perché altrimenti, anche la Kuwait Petroleum non aprirebbe alla cessione dei propri terreni.

La vicenda

Per il Napoli, i lavori del nuovo stadio durerebbe meno di tre anni: il sindaco Manfredi e la sua amministrazione da tempo attendono di prendere visione del progetto firmata dalla Gau Arena dell’architetto Zavanella. Da parte del primo cittadino c’è sempre stata la massima disponibilità ad ascoltare progetti e investimenti privati sul territorio. Ma fino ad adesso, nessun passo in questa direzione è stato fatto da De Laurentiis. Tutto, dunque, va ancora definito. Ieri, in ogni caso, senza entrare nel tema dell’incontro, Leonardo Massa, vice presidente Sud Europa di Msc Crociere ha spiegato: «Come Msc siamo vicini a molti sport: l'America's Cup, la Formula 1 e anche il Calcio Napoli di cui siamo sponsor da molti anni. Ci auguriamo che queste collaborazioni proseguano per il futuro». Intanto, proprio perché impegnato in Svizzera (anche per delle vicende personali), De Laurentiis non ha preso parte alla riunione informale tra i club di Serie A che devono decidere se continuare a sostenere Malagò alla presidenza della Figc. Per De Laurentiis, i dubbi sono pochi: è stato il principale sostenitore dell’ex capo del Coni. E non ha cambiato idea. Oltre a Malagò, ora è in corsa anche Adriano Galliani. Alcuni club sono convinti che debba esserci un repentino cambio di rotta. La risposta è nella recente disponibilità data da Galliani alle cui spalle pare esserci l’Inter. Che non avrebbe mandato giù la scelta di affidare la Nazionale a Roberto Mancini e non ad Antonio Conte. Alla riunione, da remoto, hanno partecipato 14 club. All'appello mancavano oltre al Napoli anche Inter, Juve, Milan, Lazio e Roma.

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