Youssef Siher è libero, la gip non convalida arresto: «Ha evocato disobbedienza civile, non violenza»
Il Mattino

Youssef Siher è libero, la gip non convalida arresto: «Ha evocato disobbedienza civile, non violenza»

Mercoledì 28 ottobre 2026
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È ritornato libero Youssef Siher, il ricercatore italiano con origini marocchine, fermato la notte di sabato scorso in qualità di amministratore del canale Telegram 'Movimento 17...

È ritornato libero Youssef Siher, il ricercatore italiano con origini marocchine, fermato la notte di sabato scorso in qualità di amministratore del canale Telegram 'Movimento 17 ottobre' aperto dopo la due giorni di saccheggi e devastazioni a Milano. È questa la decisione, secondo fonti legali, del gip Tiziana Landoni che ha rigettato la richiesta di convalida del fermo e l'applicazione della misura cautelare in carcere proposta dalla pm Francesca Crupi, titolare dell'inchiesta con il procuratore Marcello Viola.

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«Non ravvisabili gravi indizi di colpevolezza»

Nei confronti di Youssef Siher «non sono ravvisabili gravi indizi di colpevolezza» né rispetto alle esigenze cautelari, né rispetto alle accuse mosse dalla Procura di Milano. Lo sostiene la gip di Milano Tiziana Landoni che ha non convalidato il fermo di Siher. Il politologo e attivista pro Pal lascerà subito il carcere di San Vittore. Nei post e nei comunicati, Siher «non prospetta mai il ricorso ad azioni violente» scrive la gip, «né risulta aver evocato le gravi violenze verificatesi nelle giornate del 17 e 18 ottobre 2026 (da lui neppure menzionate) quale modello di attuazione delle forme di protesta e di mobilitazione collettiva da lui proposte».

Inoltre, non può neppure affermarsi che Siher, in vista della manifestazione dello scorso 24 ottobre, «abbia promosso la formazione di un gruppo composto da almeno cinque persone, organizzato anche occasionalmente, che nel corso della manifestazione, avvalendosi di strumenti offensivi, potesse adottare comportamenti tali da determinare un concreto pericolo per l'incolumità delle persone e cagionare, altresì, danni alle cose, emulando le azioni violente dispiegatesi nelle giornate del 17 e 18 ottobre 2026» si legge nel provvedimento. «Né può dirsi che l'indagato abbia incitato o istigato la commissione di condotte del genere».

«Non ha incitato a violenza»

Con i contenuti pubblicati sulla chat Telegram «Movimento 17 ottobre» Youssef Siher ha espresso «modalità di protesta» contro le «attuali politiche governative», oltre ad «evocare azioni di 'disobbedienza civile'», ma che non «si traducono nell'adozione di comportamenti violenti o più in generale criminonosi, bensì nella mera programmazione di manifestazioni settimanali, capaci di sensibilizzare e coinvolgere il maggior numero possibile di persone», scrive la gip. 

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