Napoli, Monza e Juventus: due sfide tra presente e futuro
Il Mattino

Napoli, Monza e Juventus: due sfide tra presente e futuro

Mercoledì 28 ottobre 2026
3 visualizzazioni

È davvero impegnativo il presente del Napoli, a 14 punti dal primo posto e a 7 dalla zona Champions. Sembra, con questi numeri, di riascoltare il discorso di insediamento di Conte, quando...

È davvero impegnativo il presente del Napoli, a 14 punti dal primo posto e a 7 dalla zona Champions. Sembra, con questi numeri, di riascoltare il discorso di insediamento di Conte, quando ricordò i distacchi della squadra del decimo posto rispetto alle big, a un solo anno dalla conquista del terzo scudetto.

APPROFONDIMENTI Squalifica Allegri, il legale del Napoli dopo la rinuncia al ricorso: «Atto di rispetto per le istituzioni»SalvaSalvata Napoli, il vice presidente Sud Europa di Msc Crociere Massa: «Vicini a molti sport, spero che le collaborazioni continuino»SalvaSalvata Monza-Napoli, Allegri in conferenza: «Ho rinunciato al ricorso dopo la squalifica, ora dobbiamo risalire la classifica»SalvaSalvata

È uno scenario che Allegri deve sistemare nel più breve tempo possibile. Dopo la rovinosa caduta a Venezia vi sono stati progressi, accompagnati però da lacune difensive che hanno fatto correre rischi nella partita di Champions contro il Bodo e hanno consentito alla Roma di completare la rimonta e pareggiare al Maradona.

Max non sarà in panchina né oggi a Monza né domenica in casa della Juve, la sua ex squadra, perché, al contrario di quanto annunciato dall’avvocato Grassani dopo la «inaccettabile» sentenza del giudice sportivo, ha rinunciato al ricorso nel rispetto del giudizio di primo grado (o magari perché temeva potesse esservi un inasprimento della pena di due turni). Paga uno scatto di nervi nei confronti dell’arbitro Colombo e dei suoi collaboratori. In questo contesto, come direbbe lui, serve “halma”, cioè un atteggiamento sereno ed equilibrato che faccia da guida al Napoli e consenta di costruire una serie di risultati positivi per risalire in classifica. «Siamo in ritardo, dobbiamo stare zitti e rimboccarci le maniche, provando ad esser sempre in piedi come Ercolino» ha detto in conferenza stampa ricordando un pupazzo degli anni Sessanta. Il calendario non dà una mano: dopo la trasferta di Monza, in una settimana, il Napoli giocherà con Juve, Porto e Lazio. Ma non si commetta l’errore di sottovalutare la squadra di Juric, che ha una delle peggiori difese del campionato (18 reti) ma anche il ventunenne attaccante portoghese Varela, un investimento da 2 milioni ripagato finora con sette reti.

Sul livello del vero Napoli, per ora, c’è soltanto il centrocampo: nelle ultime due partite Anguissa, De Bruyne e McTominay hanno lasciato il segno. Il problema sono la difesa (presi 10 gol in campionato con una percentuale di tiri subiti del 16.6, quella che un anno fa era del 10.2) e l’attacco, dove Hojlund tarda ad accendersi. E proprio lui avrebbe bisogno di una massiccia dose di “halma” perché il nervosismo per il gol che non arriva - l’ultimo il 5 settembre - non lo mette nella migliore condizione per l’approccio a una partita. Non riguarderà Rasmus il moderato turnover legato più ad esigenze che a scelte, considerando che per un azzurro che recupera ve ne sono due si fermano: Badiashile e Spinazzola sono entrati nella lista degli infortunati, un tormento non soltanto per Allegri perché secondo il dato pubblicato sul sito Transfermarkt sono al momento 84 i giocatori indisponibili in serie A, più di quattro a club.

Monza è un esame per il Napoli da superare a pieni voti, con la vittoria. L’andamento esterno è modesto: 4 punti in 4 gare, al successo sul Genoa è seguito il pareggio con la Fiorentina. Allegri sta raddrizzando la barca ma lo scatto di mentalità devono averlo i giocatori, evitando di bruciare punti preziosi con errori individuali e atteggiamenti sbagliati: a che è servito quel tuffo di Beukema nell’acceso finale della partita contro la Roma? Leggerezze come questa, o quelle di Politano a Vila-Real e di Lucca a Venezia, sono state pagate a un prezzo alto e il Napoli non può consentirselo se vuole tornare ad essere protagonista, rientrando in quella zona Europa che è l’obiettivo stagionale, raggiungibile con risultati differenti da quelli attuali e anche con investimenti sul mercato a gennaio, mancati in estate.

Se il presente della squadra è impegnativo, lo è anche il futuro per la società. E non soltanto nella ricerca di giocatori per rafforzare l'organico. De Laurentiis ha accelerato sul centro sportivo di proprietà, di cui avrebbe dovuto da tempo dotare il Napoli anche per dare impulso a un settore giovanile che langue, e sullo stadio da costruire nella zona di San Giovanni. Ritiene questa una necessità per la crescita del club mentre il Comune va avanti nell’opera di restyling del Maradona, con un investimento da 200 milioni, dopo averlo candidato a Euro2032 e attendendo il progetto del club azzurro per la valutazione. Il Napoli è un club che si autofinanzia. Non sempre potranno esservi campioni da cedere per fare cassa, come Kvara e Fabian, piazzatisi tra i primi 10 nella classifica del Pallone d’oro dopo le vittorie con il Psg. Lo stadio di proprietà, dunque, è ritenuta una preziosa, anzi decisiva, risorsa. Secondo lo studio del direttore generale dell’area business del club, Bianchini, consentirebbe al Napoli di incassare 70 milioni in più a stagione.

Condividi questo articolo