Monza-Napoli, il monito di Max Allegri prima del turno infrasettimanale: «Ora non fermiamoci»
CASTEL VOLTURNO A metà strada tra Alice nel Paese delle meraviglie («Non sapevo che Rrhamani avesse saltato così tante partite l?anno scorso») e Alfred Hitchcock...
CASTEL VOLTURNO A metà strada tra Alice nel Paese delle meraviglie («Non sapevo che Rrhamani avesse saltato così tante partite l’anno scorso») e Alfred Hitchcock nell’Uomo che sapeva troppo («Meglio non far ricorso, magari me ne danno quattro di giornate»), Massimiliano Allegri dal basso degli undici punti in classifica arriva alla sfida con il Monza con i brividi lungo la schiena e con il cuore in gola. Perché dopo che anche il Venezia è stato una specie di Everest insormontabile su cui arrampicarsi, un ottomila che ha costretto gli azzurri alla resa, figurarsi cosa deve essere questa sfida alla squadra di Juric, a pochi giorni dalla Juventus e dal Porto. No, un turnover non può essere all’ordine del giorno: non solo perché gli infortunati sono talmente tanti che gli uomini sono contati. Ma anche perché la risalita del Napoli passa per questa notte dove non c’è spazio per le attese e le speranze. E Max lo sa: senza i tre punti si rischia di sprofondare in un crepaccio. E allora ecco le conferme di McTominay e Hojlund, e un po’ di sacrosanto riposo solo per De Bruyne, con il rientro di Lobotka. Marianucci dovrebbe esordire dal primo minuto: magari al posto di uno stakanovista come Di Lorenzo, quindi da terzino destro, oppure al centro della difesa.
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Per il resto, Giovane sembra in vantaggio su Vergara nel tridente d’attacco, ma solo perché il FantAntonio di Frattamaggiore non è ancora al top della condizione. Quando lo sarà, difficilmente Allegri lo potrà tenere fuori. Anche se il tecnico livornese continua a non avere parole di grande apprezzamento per il ragazzo cresciuto nel vivaio azzurro: «Deve migliorare tatticamente e tecnicamente...».
La rinuncia
Invoca, divertito, quel vecchio giocattolo “Ercolino sempre in piedi” quando fa la conta degli infortunati che anche oggi condizioneranno le sua scelte. La butta, come sempre, a ridere. Ma certo non fa fare una bella figura al club che il giorno prima, in fretta e furia, aveva fatto esporre il suo legale, Mattia Grassani, in dichiarazioni pesanti, tra l’offeso e il risentito: «È una squalifica inaccettabile». Dietrofront: è accettabilissima. Ovvero, Allegri mette un punto e basta alla vicenda delle due giornate di stop. «Mi spiace non andare in panchina perché mi diverte tanto ma chi ci andrà non ha bisogno dei miei suggerimenti dalla tribuna». Un po’ confuso, sembra. «Rinuncio al ricorso, magari ne prendo quattro di giornate di squalifica. Fermiamoci a due, non sai mai quello che può succedere... Il dispiacere più grosso è che non abbiamo vinto dopo una buona partita. Però si chiaro: su quello che ho detto c’è il condizionale. Ma facciamoci una risata. Io in panchina mi diverto. Non possiamo cambiare né la squalifica né il risultato». Poi fa quello che la sua squadra fatica a fare: prende il pallone è lo butta via. «C’è un dato di fatto - dice spostando il discorso su altro - ovvero che siamo indietro in classifica: ci sono alcune situazioni di partita in cui ora pecchiamo. Dobbiamo continuare a lavorare su questo tipo di prestazioni. I giocatori stanno migliorando la condizione. In diversi sono stati fermi a lungo. Bisogna migliorare la condizione di chi ha giocato meno». A distanza abissale dal primo posto e anche dalla zona Champions: ma almeno rispetto alla quarta c’è tutto il tempo per poter rimontare. Ma molto passa per questa notte a Monza: «Bisogna fare meglio nella distribuzione del gioco. Contro la Roma abbiamo forzato inutilmente giocate sul 2-0, potevamo gestire meglio. Nei primi tempi abbiamo subito 2 gol, nei secondi tempi 8. Bisogna essere più bravi in determinati momenti della partita. Occorre alzare l’asticella finché non raggiungi la normalità».
Fa intendere che questa sera ci sarà la conferma del redivivo Anguissa: «L’unico modo per trovare la condizione è farlo giocare, peraltro l’anno scorso ha giocato poco e quindi è pure bello riposato». Non mostra di essere particolarmente contento di Vergara, uno dei protagonisti nell’Italia di Mancini. Difficilmente stasera sarà in campo dal primo minuto: «Ha ottime qualità, è un esterno cui piace giocare dentro il campo, è un incursore, potenzialmente può fare 7-8 gol in un campionato. Con le sue caratteristiche. Deve migliorare in tanti aspetti del gioco, soprattutto a livello di tattica e tecnica individuale». La classifica, ovviamente, lo preoccupa: «È un momento in cui parlare serve a poco. Siamo in ritardo di classifica, è oggettivo. Dobbiamo lavorare e stare zitti e di partita in partita migliorare la classifica». Il Napoli parte stasera per Monza: una scelta legata al fatto che gli azzurri dopo Torino andranno direttamente a Oporto.